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Rassegna mensile
Maggio è stato caratterizzato da una continua resilienza dell’economia statunitense, da persistenti preoccupazioni sull’inflazione e da un’ulteriore adeguamento delle aspettative di politica monetaria, mentre gli asset rischiosi sono rimasti ben supportati. Dati sull’occupazione superiori alle attese e un tasso di disoccupazione intorno al 4,3% indicano un mercato del lavoro ancora rigido, mentre i consumi sono rimasti solidi, sostenuti dagli effetti ricchezza derivanti dalla forza dei mercati azionari e dal continuo impulso fiscale. L’inflazione è rimasta al centro dell’attenzione, con l’IPC core in rialzo rispetto ai minimi registrati a febbraio, mentre l’andamento dell’indice dei prezzi alla produzione (IPP) ha fatto temere un eventuale trasferimento dell’inflazione sulla spesa per i consumi personali (PCE).

I tassi d’interesse hanno rispecchiato questo contesto di crescita più resiliente e di inflazione persistente. Il rendimento decennale USA è salito di 6 punti base (pb) fino al 4,44%; anche il Giappone ha visto i rendimenti muoversi al rialzo. Altri mercati sviluppati hanno invece registrato una discesa dei rendimenti, tra cui Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. I breakeven a 10 anni negli Stati Uniti sono scesi di 9 punti base, suggerendo una moderazione delle aspettative di inflazione implicite nel mercato, pur rimanendo i rischi inflazionistici centrali nel dibattito macroeconomico. Il dollaro statunitense si è leggermente rafforzato, come evidenzia il rialzo dello 0,9% dell’indice ICE U.S. Dollar.

I mercati del credito hanno mostrato resilienza, malgrado valutazioni elevate. Gli spread dell’investment grade (IG) statunitense si sono ridotti di 6 pb a 72 pb, mentre gli spread dell’IG europeo hanno registrato una compressione di 3 pb a 79 pb. Il carry è rimasto il principale motore dei rendimenti, sostenuto da fattori tecnici eccezionalmente solidi e da una domanda persistente di rendimento complessivo. Sia i mercati statunitensi che quelli europei hanno assorbito emissioni record senza troppi problemi grazie a forti flussi in entrata e a una solida domanda degli investitori che hanno compensato l’elevata offerta. IIn Europa, maggio ha segnato il mese con il più alto volume di emissioni mai registrato, mentre anche negli Stati Uniti le emissioni hanno superato le aspettative, con la grande maggioranza delle nuove operazioni che ha registrato un restringimento degli spread sul mercato secondario. Un tema rilevante è stata l’ulteriore accelerazione dei finanziamenti legati all’AI, in particolare tra i grandi emittenti tecnologici e gli hyperscaler, rafforzando le aspettative che la spesa per le infrastrutture rimarrà un importante motore delle emissioni societarie. Anche il segmento high yield ha registrato una buona performance, con una compressione di 11 pb degli spread dell’high yield (HY) statunitense a 257 pb e di 18 pb dell’HY europeo a 263 pb. Nonostante il quadro positivo, le valutazioni restano elevate e la dispersione persiste tra i diversi settori, sottolineando l’importanza della selezione dei titoli.

I leveraged loan hanno registrato solide performance, sostenuti da utili robusti e da una solida domanda di CLO. Dopo la debolezza generata dai timori legati all’impatto dirompente dell’AI, i prestiti al settore del software si sono stabilizzati, anche se da inizio anno il comparto rimane in sottoperformance. Gli investitori hanno continuato a privilegiare gli emittenti di qualità superiore e di rilevanza strategica, mentre le esposizioni nei settori immobiliare, dei prodotti destinati alle fasce di reddito più basse e dell’imballaggio hanno evidenziato maggiori difficoltà.

I mercati della cartolarizzazioni sono stati supportati da una solida domanda e da un miglioramento dei fattori tecnici. Gli spread dei titoli garantiti da ipoteche (MBS) emessi da agenzie si sono ridotti con l’attenuarsi della volatilità dei tassi, mentre la domanda da parte di banche e GSE ha contribuito compensare la riduzione del bilancio della Fed. L’emissione di credito cartolarizzato è rimasta robusta nelle categorie dei titoli garantiti da mutui residenziali (RMBS), dei titoli garantiti da collaterale (ABS) e dei titoli garantiti da mutui commerciali (CMBS). Il credito residenziale continua a distinguersi in positivo grazie a una performance stabile del collaterale e alla vivacità della domanda degli investitori.

I mercati emergenti (ME) hanno mostrato un andamento contrastante ma complessivamente positivo. Gli spread delle obbligazioni in valuta estera dei ME si sono ristretti di 11 pb a 215 pb, favoriti da alcuni mercati specifici dell’America Latina e dal miglioramento del quadro politico in Colombia. L’Asia ha dovuto affrontare un aumento dell’inflazione e delle pressioni valutarie, tra cui l’aumento dei tassi e le restrizioni alle esportazioni in Indonesia. I premi al rischio legati al petrolio sono rimasti significativi, dato il traffico navale ancora ridotto nello Stretto di Hormuz.

I mercati dei titoli municipali hanno continuato a registrare una solida performance, supportati da significativi flussi in entrata e da fattori tecnici favorevoli, nonostante emissioni record. Le emissioni municipali high yield sono rimaste una delle aree più forti dell’obbligazionario statunitense, favorite dall’offerta limitata e dalla forte domanda.

Nel complesso, maggio ha confermato la resilienza dei titoli rischiosi, nonostante un’inflazione persistente, aspettative di politica monetaria più restrittive e le ancora presenti incertezze geopolitiche. La domanda tecnica ha continuato a sostenere il mercato, ma le valutazioni tirate e una crescente dispersione hanno accresciuto l’importanza dell’allocazione settoriale e della selezione dei titoli.

 

Performance degli attivi da inizio anno

FIGURA 1
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Nota: performance espresse in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 maggio 2026. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di alcun investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alla sezione successiva

Variazioni mensili delle valute rispetto al dollaro USA

FIGURA 2
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Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti del dollaro USA. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 maggio 2026.

Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread dei titoli decennali

FIGURA 3
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Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 31 maggio 2026.

Mercati obbligazionari globali – Asset allocation e prospettive.

Tassi di interesse/Tassi di cambio dei mercati sviluppati
(Duration lunga, posizionamento neutrale nella curva)
L’attenzione dei mercati ha continuato a spostarsi dai timori di recessione verso la sostenibilità della crescita e dell’inflazione. Negli Stati Uniti, la solidità inattesa del mercato del lavoro, la tenuta dei consumi e i dati sull’inflazione ancora sostenuti hanno spinto gli investitori a ricalibrare in misura significativa le aspettative di politica monetaria, con i mercati che ora prezzano una traiettoria molto più restrittiva rispetto a quella attesa a inizio anno. Negli altri mercati sviluppati, gran parte di questo riprezzamento si era già verificato all’inizio dell’anno, anche se i rischi legati all’inflazione e all’energia continuano a influenzare le aspettative delle banche centrali. Sebbene gli sviluppi geopolitici continuino a rappresentare un driver rilevante del sentiment, la principale questione macro è diventata se l’inflazione si dimostrerà sufficientemente persistente da ritardare o invertire il ciclo di allentamento monetario.

In questo contesto, continuiamo a mantenere un posizionamento lungo sulla duration nei mercati sviluppati, pur con un approccio altamente selettivo e focalizzato sulle aree in cui la crescita appare più vulnerabile a condizioni finanziarie più restrittive. L’esposizione è concentrata sui mercati dei tassi a breve termine al di fuori degli Stati Uniti, insieme a una posizione lunga sui Treasury statunitensi. Abbiamo ridotto parte dell’esposizione in Canada a seguito degli sviluppi recenti e di dati di crescita più deboli, continuando al contempo a privilegiare mercati in cui il momentum economico appare meno solido rispetto agli Stati Uniti. L’esposizione alla duration rimane parzialmente bilanciata da posizioni corte in mercati in cui la normalizzazione della politica monetaria e le dinamiche tecniche creano rischi asimmetrici al rialzo per i rendimenti.

L’inflazione resta il principale rischio macro. Sebbene le aspettative di inflazione a più lungo termine abbiano registrato un moderato calo nel corso di maggio, le misure di inflazione core hanno continuato a salire e le pressioni sui prezzi alla produzione sono rimaste elevate. Manteniamo quindi un’esposizione significativa ai mercati statunitensi indicizzati all’inflazione, in quanto continuiamo a ritenere opportuno fornire ai portafogli una copertura dal rischio che l’inflazione rimanga sopra gli obiettivi della banca centrale per un periodo più lungo di quello attualmente previsto.

Le dinamiche della curva si sono generalmente stabilizzate dopo il marcato repricing osservato all’inizio dell’anno e manteniamo un posizionamento neutrale sulla curva nel suo complesso. Nonostante gli elevati disavanzi pubblici, la spesa per investimenti legata all’IA e l’incertezza nel mercato dell’energia continuino a sostenere premi a termine più elevati nel medio periodo, i recenti movimenti hanno ridotto l’attrattiva dei posizionamenti direzionali sulla curva.

Nel mercato dei cambi, continuiamo a privilegiare valute selezionate ad alto carry, i cui fondamentali e valutazioni rimangono di supporto. Il posizionamento predilige il peso messicano e il fiorino ungherese contro l’euro, per via delle interessanti caratteristiche di carry e dei catalizzatori domestici differenziati. Più in generale, ci aspettiamo che i mercati valutari rimangano altamente sensibili alla continua evoluzione delle aspettative sulle banche centrali, ai prezzi dell’energia e agli sviluppi geopolitici, mentre le dinamiche relative di crescita e inflazione continueranno a determinare la performance nei mercati sviluppati ed emergenti.

Debito dei mercati emergenti
(Sovrappeso)
Il debito sovrano e societario dei mercati emergenti rimane un’opportunità interessante, sostenuto da rendimenti reali elevati, fattori tecnici resilienti e fondamentali in miglioramento in alcuni Paesi selezionati. Nonostante la persistente incertezza geopolitica e un contesto globale più restrittivo in termini di politiche economiche e monetarie, i mercati del credito dei Paesi emergenti hanno complessivamente dimostrato una buona tenuta, e in diverse regioni gli spread continuano a tornare sui livelli precedenti al conflitto.

Il carry e il reddito restano i principali driver dei rendimenti attesi, sebbene la selezione geografica rimanga cruciale in un contesto di elevata dispersione tra regioni. I rincari dell’energia continuano a creare una divergenza tra esportatori e importatori di materie prime, mentre gli sviluppi politici locali restano un’importante fonte di opportunità e rischi idiosincratici. I recenti sviluppi in mercati come Colombia, Ungheria, Indonesia e Filippine mettono in evidenza la natura sempre più differenziata del ventaglio di opportunità.

Le valutazioni rimangono interessanti in selezionati mercati sia in valuta locale sia in valuta forte, e molte valute dei mercati emergenti continuano a offrire un carry interessante rispetto ai mercati sviluppati. Sebbene l’irrigidimento delle condizioni finanziarie globali e il perdurare dell’inflazione rimangano rischi importanti, continuiamo a preferire i Paesi con politiche monetarie credibili, fondamentali in miglioramento e differenziali di rendimenti reali interessanti. In un contesto in cui la crescita globale rimane positiva e i rischi di default sono contenuti, riteniamo che l’asset class continui a offrire un interessante potenziale di rendimento corretto per il rischio.

Credito societario
(Sottopeso nell’IG, leggero sovrappeso nell’HY)
Il nostro scenario base rimane cautamente costruttivo sul credito, anche se i rischi inflazionistici, aspettative di politica monetaria più restrittive e l’incertezza geopolitica continuano a influenzare il contesto macro. Nonostante questi fattori avversi, la resilienza della crescita economica, la solidità del mercato del lavoro e il continuo supporto fiscale hanno contribuito a sostenere i fondamentali delle imprese e la domanda di asset rischiosi.

Continuiamo a ritenere che molto probabilmente uno scenario di forte contrazione della domanda non sia il caso base. Le aspettative di una crescita economica contenuta ma positiva – sostenuta dal continuo supporto delle politiche di bilancio, dalla spesa nel settore energetico e dai continui investimenti in AI e infrastrutture – continuano a essere compatibili con un contesto di default generalmente favorevole. Anche i bilanci societari restano solidi, sebbene il mercato stia entrando sempre più in una fase avanzata del ciclo caratterizzata da un’elevata attività di M&A, da investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture e da maggiori distribuzioni agli azionisti. Questo contesto rafforza l’importanza della selezione settoriale e dei singoli titoli.

Ai livelli attuali degli spread, continuiamo a considerare come principale motore dei rendimenti attesi il carry, che è sostenuto dalla forte domanda tecnica di credito di alta qualità e dalla solidità dei fondamentali aziendali. La forte domanda di rendimento complessivo continua ad assorbire i consistenti volumi di emissioni e a favorire la stabilità degli spread, nonostante le valutazioni elevate. Sebbene il potenziale di un’ulteriore compressione generalizzata degli spread appaia sempre più limitato, continuiamo a individuare opportunità di extra rendimento attraverso l’allocazione settoriale e la selezione dei singoli titoli. A livello geografico, continuiamo a preferire l’Europa agli Stati Uniti, sostenuta da dinamiche di offerta relativamente più equilibrate e da una domanda più robusta di carry di alta qualità.

Manteniamo un modesto sovrappeso in alcuni emittenti high yield sia negli Stati Uniti che in Europa. Benché gli spread rimangano storicamente compressi e l’attività di emissione abbia accelerato, i fondamentali restano favorevoli, con una qualità creditizia media in miglioramento, una leva gestibile e aspettative di default contenute. L’elevata dispersione tra settori ed emittenti continua a generare opportunità per un posizionamento selettivo, in particolare nelle società con flussi di cassa resilienti e una maggiore capacità di determinazione dei prezzi.

Leveraged loan
(Neutrale)
Guardiamo ai leveraged loan con maggiore ottimismo rispetto ai primi mesi dell’anno, in quanto la maggiore dispersione e l’allargamento degli spread hanno reso più interessanti le valutazioni in diverse aree del mercato. Sebbene gli spread rimangano storicamente contenuti e l’attività di emissione sia aumentata, i fondamentali restano solidi, con un miglioramento della qualità media del credito, livelli di leva finanziaria gestibili e aspettative di default contenute. La domanda di CLO continua a costituire un’importante fonte di supporto e le preferenze degli investitori restano concentrate sugli emittenti di qualità più elevata e sui settori più resilienti.

Le società software e quelle legate alla tecnologia rimangono un’area di cautela, data la persistente incertezza legata ai potenziali impatti dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’ampia ondata di vendite che ha interessato alcune aree del settore ha anche creato opportunità laddove i prezzi di mercato appaiono scollegati dai fondamentali sottostanti. In diversi casi, gli investitori hanno ridotto in maniera indiscriminata l’esposizione ai crediti del settore software e tecnologico, creando interessanti opportunità di ingresso in società di qualità più elevata, attive in attività mission-critical e caratterizzate da flussi di cassa resilienti, vantaggi competitivi legati alla proprietà dei dati e costi di sostituzione elevati.

Più in generale, i settori ciclici continuano a subire pressioni dovute ai costi di finanziamento elevati, all’incertezza sull’inflazione e all’aumento dei costi degli input, sebbene nel complesso i fondamentali societari rimangano relativamente stabili. L’emissione di CLO e la domanda di esposizione a tasso variabile continuano a fornire sostegno, contribuendo a compensare i flussi al dettaglio più altalenanti.

Alla luce del miglioramento delle valutazioni e del crescente ventaglio di opportunità creato dall’ampia dispersione, abbiamo assunto una posizione più neutrale sulla classe di attivo. Pur rimanendo la selettività un elemento fondamentale, riteniamo che le valutazioni attuali ricompensino sempre più gli investitori per il rischio di rifinanziamento e l’incertezza macro, in particolare nei segmenti di qualità più elevata del mercato.

Prodotti cartolarizzati
(Sovrappeso)
I titoli garantiti da ipoteche (MBS) di agenzia e i titoli garantiti da ipoteche residenziali non emessi da agenzie (RMBS) restano un sovrappeso ad alta convinzione per il 2026. Pur avendo registrato episodi di volatilità nel corso di maggio, mentre i mercati dei tassi ricalibravano le aspettative su inflazione e politica monetaria, gli MBS di agenzia hanno visto gli spread riassorbire gran parte del loro ampliamento, sostenuti da una domanda ancora robusta e dal calo dei tassi ipotecari rispetto ai recenti picchi. Le valutazioni relative degli MBS emessi da agenzie continuano ad apparire interessanti sia rispetto ai livelli storici sia rispetto agli altri settori core del reddito fisso.

Le condizioni tecniche rimangono decisamente favorevoli in tutti i mercati cartolarizzati. La domanda di collaterale di elevata qualità continua a beneficiare di rendimenti complessivi interessanti, della forte domanda da parte dei gestori e della crescente partecipazione di banche e GSE, man mano che i vincoli di bilancio si allentano e il valore relativo migliora. Allo stesso tempo, la graduale riduzione del bilancio della Federal Reserve continua a contenere la pressione derivante dall’offerta netta. Nonostante l’elevato volume di emissioni nei settori cartolarizzati, gli spread sono rimasti ben contenuti, evidenziando la solidità della domanda sottostante e della liquidità di mercato.

Gli RMBS non di agenzia continuano a offrire uno dei più interessanti ventagli di opportunità all’interno del credito strutturato. La stabilità dei prezzi delle abitazioni, i bassi rapporti loan to value, il miglioramento della qualità delle garanzie sottostanti e il rischio di rifinanziamento contenuto continuano a sostenere i fondamentali. La forte crescita delle emissioni è stata accompagnata da una domanda degli investitori altrettanto robusta, soprattutto nei segmenti del credito residenziale, dove le emissioni più recenti continuano a mostrare caratteristiche di performance favorevoli.

Nell’ambito dei CMBS, i fondamentali si confermano resilienti, in particolare nei segmenti di qualità superiore. La forte domanda tecnica e il miglioramento del sentiment continuano a sostenere opportunità selettive nei segmenti hospitality, logistica, storage e residenziale multifamily di alta qualità. L’attività di emissione nei mercati di ABS, RMBS e CMBS è rimasta sostenuta, con numerose operazioni che hanno registrato una domanda nettamente superiore all’offerta, a conferma della solidità della domanda degli investitori nonostante il contesto di tassi più elevati.

Confermiamo il nostro ottimismo per i covered bond danesi, dove le caratteristiche difensive, il solido quadro normativo e gli interessanti rendimenti con copertura in USD continuano a favorire il valore relativo.

Broad Markets Fixed Income Team

Our team provides exposure to what we consider the best ideas in fixed income. Leveraging the expertise of our specialized teams, we use a team-based, rigorous and disciplined process that seeks out superior and repeatable results.

Considerazioni sui rischi
La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo, come catastrofi naturali, crisi sanitarie, atti terroristici, conflitti e disordini sociali, che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad es. la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i prezzi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto in cui i tassi d’interesse sono in calo, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è estremamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali ed esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei mercati emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

DEFINIZIONI
Punto base (pb): un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI
Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni o oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

Il marchio “Bloomberg®” e l’indice o indici Bloomberg utilizzati sono marchi di servizio di Bloomberg Finance L.P. e relative consociate concessi in licenza a Morgan Stanley Investment Management (MSIM) per determinati scopi. Bloomberg non è una consociata di MSIM, non approva, appoggia, valuta o raccomanda alcun prodotto e non garantisce la tempestività, correttezza o esaustività dei dati e delle informazioni in relazione ad alcun prodotto.

L’indice Bloomberg Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate è la componente societaria dell’indice Bloomberg Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei mercati emergenti.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg US Mortgage-Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, delle cedole e dell’anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, generi alimentari e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni – Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index, titoli di Stato giapponesi a 10 anni – Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index e titoli di Stato USA a 10 anni – U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade quotate nei mercati Eurobond o in sterline.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) Index replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

Titoli di Stato italiani a 10 anni – Italy Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei mercati emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei mercati emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond– Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei mercati emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come l’EMBI+, l’Indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari USA, prestiti ed Eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Markit ITraxx Europe è composto da 125 credit default swap equiponderati su entità societarie europee investment grade, distribuiti su 4 sottoindici: finanza (senior & subordinati), non finanziari e “HiVol”.

L’indice Nikkei 225 Index (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due di tre mercati sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto mercati emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari pubblici. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice Refinitiv Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con dimensioni minime per l’inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri Paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’indice Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller U.S. National Home Price NSA si propone di misurare il valore degli immobili residenziali nelle 20 principali aree metropolitane statunitensi: Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Cleveland, Dallas, Denver, Detroit, Las Vegas, Los Angeles, Miami, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, San Diego, San Francisco, Seattle, Tampa e Washington, D.C.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni – Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri Paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

Titoli di Stato britannici a 10 anni – U.K. Benchmark 10-Year Datastream Government Index. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base a una determinata strategia possono essere inseriti valori mobiliari che non replicano la performance di un particolare indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sui gestori degli investimenti.

Le opinioni e/o analisi espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento senza preavviso a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutto il personale di investimento in forza presso Morgan Stanley Investment Management (MSIM) e relative controllate e consociate (collettivamente, la “Società”) e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori o del team di investimento. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcuna strategia o prodotto specifico offerto dalla Società. I risultati futuri possono divergere in misura rilevante sulla scia di sviluppi riguardanti i titoli, i mercati finanziari o le condizioni economiche generali.

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MEDIO ORIENTE
Dubai International Financial Centre
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Abu Dhabi Global Market (“ADGM”): Il presente materiale costituisce una Comunicazione esente e viene inviato rigorosamente in quanto tale. Il presente materiale fa riferimento a una strategia che non è soggetta ad alcuna forma di regolamentazione o approvazione da parte della Financial Services Regulatory Authority dell’Abu Dhabi Global Market (la “FSRA”).

Arabia Saudita
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Hong Kong –
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