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Rassegna mensile
Giugno è stato caratterizzato da una crescente accettazione di uno scenario macroeconomico in cui i tassi saranno "più alti più a lungo". La resilienza dell’economia, il perdurare dell’inflazione e i toni prudenti delle banche centrali hanno infatti rafforzato le aspettative che i tassi di riferimento possano rimanere in territorio restrittivo più del previsto. Nonostante questo cambiamento di scenario, i mercati del reddito fisso sono rimasti sorprendentemente resilienti. La minore volatilità dei tassi, la forte domanda tecnica e il perdurare interesse degli investitori per il carry hanno sostenuto i settori a spread, nonostante l’offerta abbia raggiunto livelli record in diversi mercati.

I mercati dei tassi hanno rispecchiato questo contesto caratterizzato da una crescita resiliente e da un orientamento prudente da parte delle banche centrali. I rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un leggero aumento, con il rendimento decennale statunitense che ha chiuso il mese al 4,47%, mentre i rendimenti a breve termine sono aumentati in misura più consistente poiché i mercati hanno continuato a scontare una politica monetaria improntata a tassi più alti più a lungo. In Europa e in altri mercati sviluppati, i rendimenti sono generalmente scesi, esprimendo dinamiche di crescita più deboli al di fuori degli Stati Uniti. Nel mese, le aspettative di inflazione implicite nei diversi mercati sono leggermente scese e il tasso di breakeven USA a 10 anni è calato, nonostante l’inflazione sia rimasta il tema macro dominante. Il dollaro statunitense si è rafforzato, apprezzandosi del 2,3% circa rispetto a un ampio paniere di valute.

I mercati del credito hanno evidenziato una notevole resilienza, malgrado valutazioni elevate rispetto al passato. Gli spread investment grade statunitensi si sono ampliati moderatamente di 2 punti base (pb), raggiungendo 74 pb, mentre quelli investment grade europei si sono ampliati di 1 pb a 80 pb, riflettendo un sentiment di rischio stabile più che un deterioramento delle condizioni di mercato, nonostante livelli record di emissioni. La domanda di rendimenti complessivi è rimasta eccezionalmente robusta, permettendo sia ai mercati USA sia a quelli europei di assorbire un’offerta primaria elevata con concessioni limitate. Nel periodo in esame, un aspetto rilevante è stata l’ulteriore accelerazione dei finanziamenti legati all’AI, in particolare tra i grandi emittenti tecnologici, rafforzando le aspettative che la spesa per le infrastrutture rimarrà un importante motore delle emissioni societarie. Anche il segmento high yield ha continuato a beneficiare di una domanda sostenuta, con spread in ampliamento solo marginale nonostante l'elevato volume di nuove emissioni e il persistere delle incertezze geopolitiche.

I leveraged loan hanno confermato di possedere fondamentali resilienti e di poter contare su utili solidi e su una robusta domanda di CLO (Collateralized Loan Obligation). Il software è rimasto uno dei settori con le performance peggiori da inizio anno, ma il miglioramento degli utili e dei fattori tecnici ha creato alcune opportunità specifiche in emittenti di qualità superiore e di importanza mission-critical. La domanda degli investitori ha continuato a concentrarsi sul credito di società con flussi di cassa resilienti e a scadenza più breve, mentre i settori sensibili all’andamento dell’economia, come l’edilizia residenziale e gli imballaggi, si sono confermati i fanalini di coda.

Nonostante l’elevato volume di emissioni, i mercati cartolarizzati hanno continuato a beneficiare di solidi fattori tecnici. Gli spread dei titoli garantiti da ipoteche (MBS) residenziali emessi da agenzie, sono rimasti sostanzialmente stabili durante il mese, mentre la forte domanda da parte di banche e imprese statali ha continuato a compensare il ridimensionamento del bilancio da parte della Federal Reserve. Il credito residenziale è rimasto uno dei segmenti con le performance migliori nel credito strutturato, grazie a fondamentali stabili del mercato immobiliare, al miglioramento della performance del collaterale e a una domanda eccezionalmente vigorosa da parte degli investitori, nonostante un volume di emissioni nettamente superiore ai ritmo dello scorso anno.

I mercati emergenti (ME) hanno mostrato un andamento eterogeneo, ma nel complesso sono rimasti stabili. Il protocollo d’intesa tra Stati Uniti e Iran ha ridotto in parte il clima di incertezza geopolitica, mentre il commercio del petrolio è andato gradualmente normalizzandosi, nonostante il traffico navale sia rimasto sotto le medie storiche. Gli sviluppi specifici di alcuni Paesi, tra cui il miglioramento delle prospettive politiche in Colombia e le riforme introdotte in India, hanno continuato a determinare una significativa dispersione delle performance all'interno dell'asset class, mentre gli spread dei mercati emergenti nel loro complesso sono rimasti sostanzialmente stabili.

I mercati delle emissioni municipali hanno continuato a beneficiare di un quadro tecnico eccezionalmente solido. I costanti afflussi verso i fondi e la consistente domanda di reinvestimento osservata in estate hanno più che compensato le emissioni record, sostenendo la performance nonostante valutazioni storicamente elevate e riducendo l’offerta netta durante il periodo di picco dei reinvestimenti.

Nel complesso, giugno ha confermato la resilienza dei mercati obbligazionari, nonostante l’inflazione persistente, aspettative di tassi più alti più a lungo e il perdurare delle incertezze geopolitiche. La domanda tecnica ha continuato a favorire i settori a spread, sebbene le valutazioni storicamente contenute e l’aumento della dispersione indichino che il carry e una selezione attiva dei titoli restino i principali motori dell’extra rendimento.

Figura 1 – Performance degli attivi da inizio anno

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Nota: performance espresse in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 30 giugno 2026. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di alcun investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alla sezione successiva

Figura 2 – Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD

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Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti del dollaro USA. Fonte: Bloomberg. Dati al 30 giugno 2026.

Figura 3 – Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali

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Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 30 giugno 2026

Mercati obbligazionari globali – Asset allocation e prospettive.

Tassi di interesse/Tassi di cambio dei mercati sviluppati
(duration lunga, posizionamento neutrale sulla curva e valute selezionate con carry elevato)
I giudizi settoriali sopra riportati si basano su un contesto macro in cui la differenziazione a livello geografico sta diventando sempre più importante. L’attenzione dei mercati ha continuato a spostarsi dai timori di recessione verso la sostenibilità della crescita e dell’inflazione. Negli Stati Uniti, la solidità inattesa del mercato del lavoro, la tenuta dei consumi e i dati sull’inflazione ancora sostenuti hanno spinto gli investitori a ricalibrare le aspettative di politica monetaria verso una traiettoria più restrittiva rispetto a quella attesa a inizio anno. Negli altri mercati sviluppati, gran parte di questa ricalibrazione si era già verificata in precedenza, anche se i rischi legati all’inflazione e all’energia continuano a influenzare le aspettative delle banche centrali.

Su tali premesse, continuiamo a mantenere un posizionamento di duration lunga nei mercati sviluppati, sebbene tale posizionamento rimanga selettivo e focalizzato sulle regioni in cui la crescita appare più vulnerabile all’irrigidimento delle condizioni finanziarie e le valutazioni reali si presentano interessanti. L’esposizione si concentrata sui mercati dei tassi a breve termine al di fuori degli Stati Uniti, unitamente a una posizione lunga nei Treasury USA indicizzati all’inflazione (TIPS).

L’inflazione resta il principale rischio macro. Sebbene le aspettative di inflazione a più lungo termine abbiano registrato un moderato calo, l’inflazione core e le pressioni sui prezzi alla produzione sono rimaste elevate. Manteniamo quindi una certa esposizione ai mercati statunitensi indicizzati all’inflazione, in quanto continuiamo a ritenere opportuno fornire ai portafogli una copertura dal rischio che l’inflazione rimanga sopra gli obiettivi della banca centrale per un periodo più lungo di quello attualmente previsto.

Le dinamiche della curva si sono generalmente stabilizzate dopo il marcato repricing osservato all’inizio dell’anno e manteniamo un posizionamento neutrale sulla curva nel suo complesso. Nonostante gli elevati disavanzi pubblici, la spesa per investimenti legata all’AI e le incertezze del mercato dell’energia continuino a sostenere premi a termine più elevati nel medio periodo, i recenti movimenti hanno ridotto l’attrattiva dei posizionamenti direzionali sulla curva.

Nel mercato dei cambi, continuiamo a privilegiare valute dei mercati emergenti selezionate ad alto carry, i cui fondamentali e valutazioni rimangono favorevoli. l posizionamento rimane focalizzato su opportunità selettive nei mercati emergenti, dove le caratteristiche di carry e i fattori domestici continuano a risultare interessanti. Il finanziamento delle posizioni lunghe è stato parzialmente spostato dal dollaro statunitense verso valute europee caratterizzate da rendimenti e prospettive di crescita inferiori.Più in generale, riteniamo che i mercati valutari continueranno a essere fortemente influenzati dall'evoluzione delle aspettative sulle politiche delle banche centrali, dall'andamento dei prezzi dell'energia e dagli sviluppi geopolitici, mentre le differenze relative nei tassi di crescita e nelle dinamiche inflazionistiche continueranno a guidare la performance sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti.

Debito dei mercati emergenti
(Sovrappeso)
Il debito sovrano e societario dei mercati emergenti rimane un’opportunità interessante, sostenuto da rendimenti reali elevati, fattori tecnici resilienti e fondamentali in miglioramento in alcuni Paesi selezionati. Nonostante il perdurare delle incertezze geopolitiche e il contesto globale più restrittivo sul versante delle politiche economiche e monetarie, i mercati del credito dei Paesi emergenti hanno complessivamente dimostrato una buona tenuta, e in diverse regioni gli spread continuano a ritornare sui livelli precedenti.

Il carry e il reddito restano i principali driver dei rendimenti attesi, sebbene la selezione geografica rimanga cruciale in un contesto di elevata dispersione tra regioni. I rincari dell’energia continuano a creare una divergenza tra esportatori e importatori di materie prime, mentre gli sviluppi politici locali restano un’importante fonte di opportunità e rischi idiosincratici. I recenti sviluppi in mercati come Colombia, Ungheria, Indonesia e Filippine mettono in evidenza la natura differenziata del ventaglio di opportunità.

Le valutazioni rimangono interessanti in selezionati mercati sia in valuta locale sia in valuta forte, e molte valute dei mercati emergenti continuano a offrire un carry interessante rispetto ai mercati sviluppati. Sebbene l’irrigidimento delle condizioni finanziarie globali e il perdurare dell’inflazione rimangano rischi importanti, continuiamo a preferire i Paesi con politiche monetarie credibili, fondamentali in miglioramento e differenziali di rendimenti reali interessanti. In un contesto in cui la crescita globale rimane positiva e i rischi di default sono contenuti, riteniamo che l’asset class continui a offrire un interessante potenziale di rendimento corretto per il rischio.

Credito societario
(Sottopeso nell’IG, leggero sovrappeso nell’HY)
Restiamo in sottopeso nelle obbligazioni societarie investment grade (IG) a causa di valutazioni elevate e margini limitati per un’ulteriore contrazione generalizzata degli spread. I mercati del credito si sono mostrati resilienti, sostenuti da una forte domanda di rendimenti complessivi, fondamentali societari solidi e fattori tecnici eccezionali. Sia i mercati IG statunitensi che quelli europei hanno assorbito emissioni elevate senza troppi problemi grazie a forti flussi in entrata e alla domanda degli investitori che hanno compensato la notevole offerta. Tuttavia, agli attuali livelli di spread, il carry è il principale motore dei rendimenti attesi e anche un modesto allargamento degli spread potrebbe erodere il potenziale di extra rendimento.

I fondamentali restano solidi, con bilanci in salute, basso rischio di declassamento e utili generalmente resilienti. Detto ciò, il mercato stia entrando sempre più in una fase più avanzata del ciclo caratterizzata da un’elevata attività di operazioni di M&A, da investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture e da maggiori distribuzioni agli azionisti. I finanziamenti legati all’AI hanno continuato ad accelerare, in particolare tra i grandi emittenti tecnologici e gli hyperscaler, rafforzando le aspettative che la spesa per le infrastrutture rimarrà un importante motore delle emissioni societarie.

A livello regionale, continuiamo a privilegiare l’Europa rispetto agli Stati Uniti, sostenuti da dinamiche di offerta e domanda più equilibrate e da una domanda più solida per asset di qualità in grado di offrire carry interessante. Sul piano settoriale, continuiamo a esprimere una preferenza per i titoli finanziari, in particolare le banche, per solidità dei capitali, ottima posizione liquida e resilienza degli utili. Manteniamo un orientamento più prudente sui titoli societari non finanziari con rating A, dove il rischio di M&A, le iniziative favorevoli agli azionisti e la necessità di investimenti in capitale (capex) potrebbero generare maggiori pressioni sui bilanci.

Manteniamo un modesto sovrappeso in alcuni emittenti high yield sia negli Stati Uniti che in Europa. L’high yield ha registrato buone performance, favorito da una crescita resiliente, da mercati del lavoro in salute, da una gestione delle finanze pubbliche favorevole e dalla forte domanda di reddito. Benché gli spread rimangano storicamente compressi e l’attività di emissione abbia accelerato, i fondamentali restano favorevoli, con una qualità creditizia media in miglioramento, una leva gestibile e aspettative di default contenute.

Continuiamo a ritenere che uno scenario di forte contrazione della domanda non sia lo scenario base. Una crescita economica contenuta ma positiva, sostenuta dalla spesa fiscale, dagli investimenti legati al settore energetico e dal continuo aumento della spesa in conto capitale (capex) per l’intelligenza artificiale e le infrastrutture, resta coerente con un contesto di insolvenze generalmente favorevole. Tuttavia, dato che le valutazioni scontano già la maggior parte delle notizie positive, la selettività risulta sempre più importante.

L’elevata dispersione tra settori ed emittenti continua a creare opportunità per un posizionamento attivo. Privilegiamo le società con flussi di cassa resilienti, forte potere di determinazione dei prezzi, minor rischio di rifinanziamento e minore esposizione alle pressioni esercitate dalla ciclicità della domanda. Sebbene gli spread dell’high yield limitino il margine di errore consentito, il rendimento per unità di rischio di spread duration rimane interessante per gli investitori, in particolare se confrontato al credito investment grade.

Leveraged loan
(Neutrale)
Nei leveraged loan siamo passati a un posizionamento maggiormente neutrale poiché l’aumento della dispersione e l’allargamento degli spread hanno migliorato le valutazioni in alcuni segmenti del mercato. L’asset class continua a essere caratterizzata da fattori tecnici specifici e da una significativa differenziazione a livello di emittente, ma le valutazioni sono diventate più interessanti, in particolare se confrontate con le società high yield. La domanda di CLO continua a costituire un’importante fonte di supporto, mentre le preferenze degli investitori restano concentrate sugli emittenti di qualità più elevata e sui settori più resilienti.

Le società software e quelle legate alla tecnologia rimangono un’area da affrontare con prudenza, per via delle perduranti incertezze legate ai potenziali impatti dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’ampia ondata di vendite che ha interessato alcune aree del settore ha anche creato opportunità laddove i prezzi di mercato appaiono scollegati dai fondamentali sottostanti. In diversi casi, gli investitori hanno ridotto in maniera indiscriminata l’esposizione, creando interessanti opportunità di ingresso in società di qualità più elevata, attive in ambiti mission-critical e caratterizzate da flussi di cassa resilienti, vantaggi competitivi legati alla proprietà dei dati e costi di sostituzione elevati.

Più in generale, i settori ciclici continuano a subire pressioni dovute ai costi di finanziamento elevati, all’incertezza sull’inflazione e all’aumento dei costi degli input, sebbene nel complesso i fondamentali societari rimangano relativamente stabili. L’emissione di CLO e la domanda di esposizione a tasso variabile continuano a fornire sostegno, contribuendo a compensare l’andamento più altalenante dei flussi retail. Pur rimanendo la selettività un elemento fondamentale, le valutazioni attuali ricompensano sempre più gli investitori per il rischio di rifinanziamento e l’incertezza macro nei segmenti di qualità più elevata del mercato.

Prodotti cartolarizzati
(Sovrappeso)
I titoli garantiti da ipoteche (MBS) di agenzia e i titoli garantiti da ipoteche residenziali non emessi da agenzie (RMBS) restano un sovrappeso ad alta convinzione. I titoli garantiti da ipoteche hanno attraversato fasi di volatilità mentre i mercati dei tassi si adeguavano all’evoluzione delle aspettative su inflazione e politica monetaria, ma gli spread hanno recuperato gran parte dell’ampliamento registrato grazie a una domanda rimasta solida e ai tassi ipotecari che si sono allontanati dai recenti massimi. Le valutazioni relative continuano ad apparire interessanti nei pool di cedole attuali, sia rispetto ai livelli storici sia rispetto agli altri settori core dell’obbligazionario. È probabile che un contesto di tassi più alti più a lungo continui a tenere sotto controllo i rischi di rimborso anticipato, favorendo un incremento del rendimento rispetto ai Treasury USA.

Il quadro tecnico resta favorevole. La domanda di collaterale di elevata qualità continua a beneficiare di rendimenti complessivi interessanti, della forte domanda da parte dei gestori e della crescente partecipazione di banche e imprese statali (GSE), man mano che i vincoli di bilancio si allentano e il valore relativo migliora. La graduale riduzione del bilancio della Federal Reserve continua a limitare le pressioni derivanti dall’offerta netta, mentre la domanda da parte delle banche e di altri investitori ha contribuito ad assorbire l’offerta generata da tale riduzione.

Gli RMBS non di agenzia continuano a offrire uno dei più interessanti ventagli di opportunità all’interno del credito strutturato. La stabilità dei prezzi delle abitazioni, i bassi rapporti loan to value, il miglioramento della qualità delle garanzie sottostanti e il rischio di rifinanziamento contenuto continuano a sostenere i fondamentali. La forte crescita delle emissioni è stata accompagnata da una domanda degli investitori robusta, soprattutto nei segmenti del credito residenziale, dove le emissioni più recenti continuano a mostrare caratteristiche di performance favorevoli.

Da ultimo, confermiamo il nostro ottimismo per i covered bond danesi, dove le caratteristiche difensive, il solido quadro normativo e gli interessanti rendimenti con copertura in USD continuano a favorire il valore relativo.

I titoli garantiti da ipoteche commerciali (CMBS) rimangono un’area interessante del credito strutturato, sebbene la selettività resti fondamentale. Nei segmenti di qualità più elevata i fondamentali sono resilienti e nonostante un contesto caratterizzato da tassi più alti, la forte domanda tecnica ha continuato a sostenere il settore. Continuiamo a prediligere l’esposizione all’alberghiero, alla logistica, allo stoccaggio e agli immobili plurifamiliari di alta qualità, dove la performance operativa e la qualità del collaterale rimangono relativamente solide.

Le emissioni sui mercati cartolarizzati, compresi i CMBS, sono rimaste consistenti tramite il mercato “single-asset, single-borrower” (SASB) (cioè la cartolarizzazione di un unico immobile, di solito di grandi dimensioni). Ciò nonostante molte operazioni sono state ben assorbite, registrando richieste di sottoscrizione ampiamente in eccesso e confermando la solidità della domanda da parte degli investitori. Sebbene il miglioramento del clima di fiducia abbia creato opportunità, la dispersione tra le varie tipologie di immobile, ubicazioni e strutture di capitale resta elevata. Continuiamo a concentrarci su operazioni e strutture di qualità più elevata, dove la performance delle garanzie sottostanti, il supporto degli sponsor e la visibilità sui flussi di cassa offrono una maggiore protezione dai rischi di ribasso.

I titoli garantiti da collaterale (ABS) continuano a essere favoriti da una forte domanda, da un carry interessante e dal profilo di duration del settore, generalmente più breve. Le emissioni sono state consistenti, ma la domanda di collaterale cartolarizzato di alta qualità si è confermata resiliente, contribuendo a mantenere bassi gli spread nonostante l’offerta elevata. Continuiamo a considerare il settore un’utile fonte di diversificazione e reddito in un contesto in cui il carry è destinato a essere il principale motore dei rendimenti.

Continuiamo a individuare opportunità in selezionati ABS non legati al credito al consumo, dove i fondamentali rimangono stabili e le valutazioni continuano a essere interessanti. Siamo più prudenti nelle aree in cui gli spread non rispecchiano adeguatamente le previsioni sull’offerta, gli effetti destabilizzanti della tecnologia o le incertezze sull’economia nel lungo periodo.

Confermiamo il nostro ottimismo per i covered bond danesi, dove le caratteristiche difensive, il solido quadro normativo e gli interessanti rendimenti con copertura in USD continuano a favorire il valore relativo.

Broad Markets Fixed Income Team

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CONSIDERAZIONI SUI RISCHI
La diversificazione
non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie,  È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i prezzi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è estremamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali ed esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei mercati emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

DEFINIZIONI
Punto base (pb): un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni o oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

Il marchio “Bloomberg®” e l’indice o gli indici Bloomberg utilizzati sono marchi di servizio di Bloomberg Finance L.P. e relative consociate concessi in licenza a Morgan Stanley Investment Management (MSIM) per determinati scopi. Bloomberg non è una consociata di MSIM, non approva, appoggia, valuta o raccomanda alcun prodotto e non garantisce la tempestività, correttezza o esaustività dei dati e delle informazioni in relazione ad alcun prodotto.

L’indice Bloomberg Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate è la componente societaria dell’indice Bloomberg Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei mercati emergenti.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg US Mortgage-Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, delle cedole e dell’anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, generi alimentari e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni – Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index, titoli di Stato giapponesi a 10 anni – Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index e titoli di Stato USA a 10 anni – U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade quotate nei mercati Eurobond o in sterline.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

Titoli di Stato italiani a 10 anni – Italy Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei mercati emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei mercati emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond– Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei mercati emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come l’EMBI+, l’Indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari USA, prestiti ed Eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Markit ITraxx Europe è composto da 125 credit default swap equiponderati su entità societarie europee investment grade, distribuiti su 4 sottoindici: finanza (senior & subordinati), non finanziari e “HiVol”.

L’indice Nikkei 225 Index (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due di tre mercati sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto mercati emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Il termine "flottante" è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari pubblici. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice Refinitiv Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con dimensioni minime per l’inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri Paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’indice Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di minori dimensioni dell’indice Russell 3000.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller U.S. National Home Price NSA si propone di misurare il valore degli immobili residenziali nelle 20 principali aree metropolitane statunitensi: Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Cleveland, Dallas, Denver, Detroit, Las Vegas, Los Angeles, Miami, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, San Diego, San Francisco, Seattle, Tampa e Washington, D.C.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni – Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

Titoli di Stato britannici a 10 anni – U.K. Benchmark 10-Year Datastream Government Index. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base a una determinata strategia possono essere inseriti valori mobiliari che non replicano la performance di un particolare indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sui gestori degli investimenti.

Le opinioni e/o analisi espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento senza preavviso a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutto il personale di investimento in forza presso Morgan Stanley Investment Management (MSIM) e relative controllate e consociate (collettivamente, la “Società”) e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori o del team di investimento. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcuna strategia o prodotto specifico offerto dalla Società. I risultati futuri possono divergere in misura rilevante sulla scia di sviluppi riguardanti i titoli, i mercati finanziari o le condizioni economiche generali.

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EMEA –

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Nelle giurisdizioni esterne all’UE, i materiali di MSIM vengono pubblicati da Morgan Stanley Investment Management Limited (MSIM Ltd), autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, Londra E14 4QA.

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MEDIO ORIENTE
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