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Global Fixed Income Bulletin
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maggio 15, 2026

La stabilizzazione dopo lo shock

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maggio 15, 2026

La stabilizzazione dopo lo shock


Global Fixed Income Bulletin

La stabilizzazione dopo lo shock

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maggio 15, 2026

 
 

Rassegna mensile
Il mese di aprile ha visto un parziale ribaltamento dell’avversione al rischio registrata a marzo sui mercati obbligazionari e del credito globali, grazie al calo della volatilità reso possibile da una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran. Sebbene le tensioni geopolitiche siano rimaste elevate e i mercati energetici abbiano continuato a riflettere un significativo premio al rischio, la riduzione dei rischi estremi ha favorito un miglioramento del clima di fiducia generale del mercato. Nel corso del mese si è assistito a una stabilizzazione delle condizioni del credito, a un restringimento degli spread e a un ridimensionamento delle aspettative più aggressive sull’inflazione e sulla politica monetaria che avevano dominato marzo.

L’energia è rimasta il principale canale di trasmissione macroeconomico. Sebbene il rischio di interruzioni nell’area dello Stretto di Hormuz e le tensioni più generali in Medio Oriente abbiano mantenuto elevati i prezzi del petrolio, i mercati si sono concentrati sempre più sulla probabilità che tali interruzioni delle forniture rimanessero limitate.

I mercati dei tassi sono rimasti volatili ma più ordinati rispetto a marzo. I rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un leggero aumento, con il rendimento decennale statunitense che ha chiuso il mese di aprile intorno al 4,37% e quello tedesco intorno al 3,04%. Le aspettative sui tagli dei tassi hanno continuato a ridimensionarsi, mentre la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca d’Inghilterra hanno tutte lasciato i tassi invariati, sottolineando tuttavia la crescente incertezza riguardo all’inflazione e alla crescita. In Europa, i mercati hanno scontato in misura crescente la possibilità di un ulteriore irrigidimento da parte della BCE, sebbene la crescita nell’Area Euro si sia indebolita.

I dati macroeconomici sono rimasti disomogenei ma complessivamente hanno mostrato una buona tenuta. Negli Stati Uniti, la crescita degli occupati è rimasta solida (circa 178.000 unità), il tasso di disoccupazione si è mantenuto vicino al 4,3% e l’attività manifatturiera si è rafforzata, mentre l’inflazione core è rimasta al di sopra del target. In Europa, gli indici PMI di aprile hanno evidenziato un indebolimento dell’attività, in particolare nei servizi, poiché i prezzi più elevati dell’energia e i redditi reali più deboli hanno pesato sulla domanda.

I mercati del credito hanno messo a segno un recupero significativo nel corso del mese di aprile. Gli spread investment grade statunitensi si sono ristretti di 11 punti base (pb) fino a 78 pb di option-adjusted spread (OAS), mentre l’investment grade in euro ha registrato una compressione di 15 pb fino a 82 pb, recuperando complessivamente una parte dell’allargamento registrato a marzo Il restringimento degli spread rispecchia un miglioramento del clima di fiducia geopolitico, una forte domanda tecnica e la persistente resilienza dei fondamentali societari. I titoli finanziari, il debito subordinato, gli emittenti con rating BBB e il credito con scadenze più brevi hanno sovraperformato, mentre l’high yield ha sovraperformato l’investment grade (l’HY statunitense ha registrato una compressione di 49 pb fino a 268 pb.

Nonostante il recupero, la leadership di mercato è rimasta selettiva. In Europa, i REIT, il settore auto, il comparto alberghiero e l’industria di base hanno sovraperformato, mentre il settore retail e le comunicazioni hanno sottoperformato in un contesto di forti volumi di emissione. Negli Stati Uniti, la compressione degli spread è venuta principalmente dalle società finanziarie e dal settore auto, mentre tecnologia e settore farmaceutico hanno registrato una compressione minore poiché i timori di un effetto destabilizzante dell’IA hanno continuato a pesare su alcune aree del mercato. I mercati dei derivati sintetici/CDS sono rimasti indietro rispetto alle obbligazioni cash, per via di una domanda particolarmente forte di esposizione creditizia cash.

I fondamentali societari sono rimasti in generale favorevoli nelle fasi iniziali della stagione degli utili. Le banche hanno generalmente riportato una qualità degli attivi stabile e un margine di interesse solido, mentre la maggior parte degli emittenti non finanziari ha mantenuto le previsioni per l’intero anno nonostante l’accresciuta incertezza geopolitica ed energetica. L’elevata attività di M&A ha inoltre rafforzato l’importanza della selezione degli emittenti e dei settori.

Il segmento high yield e i prestiti a leva hanno beneficiato del miglioramento del clima di fiducia, sebbene la dispersione sia rimasta elevata. I mercati dei prestiti hanno registrato una performance robusta nel corso del mese, sostenuti dal progressivo stabilizzarsi della performance del software e dalla solidità dei fondamentali, mentre i prestiti di qualità superiore hanno continuato a sovraperformare i crediti di fascia inferiore. L’emissione di CLO si è ripresa dopo un avvio di trimestre più debole.

Anche i mercati cartolarizzati sono migliorati man mano che la volatilità dei tassi si è attenuata e la propensione al rischio complessiva si è stabilizzata. Gli spread dei titoli garantiti da ipoteca (MBS) emessi da agenzie si sono ridotti di circa 8 pb, portandosi intorno a +116 pb rispetto ai Treasury statunitensi, beneficiando della minore volatilità e di una forte domanda tecnica. La Federal Reserve ha proseguito la graduale riduzione delle proprie posizioni in MBS, mentre la domanda da parte delle banche e delle GSE (aziende a controllo statale) ha continuato a sostenere il mercato. L’attività di emissione sui mercati degli ABS, RMBS e CMBS è rimasta sostenuta, e molte operazioni hanno registrato sottoscrizioni in eccesso nonostante il contesto di tassi più elevati.

Nel complesso, il debito dei mercati emergenti (EM) è rimasto relativamente stabile, con gli spread che sono generalmente tornati verso i livelli antecedenti al conflitto in diverse regioni, in particolare in America Latina. Gli sviluppi politici locali e la sensibilità al comparto energetico hanno continuato a determinare la dispersione a livello nazionale, mentre i premi al rischio legati al petrolio sono rimasti incorporati in vari segmenti dell’asset class.

I mercati delle emissioni municipali hanno assistito uno dei migliori periodi di performance degli ultimi anni, sostenuti da robusti afflussi e da condizioni tecniche favorevoli, in particolare nel segmento medio-lungo della curva.

Nel complesso, aprile è stato caratterizzato da una fase di stabilizzazione dopo la brusca correzione macro di marzo. Pur in presenza di tensioni geopolitiche, rischi di inflazione e aspettative in evoluzione sulle banche centrali che hanno continuato ad alimentare la volatilità, i mercati hanno dimostrato una buona capacità di tenuta nel complesso, con un restringimento degli spread creditizi, condizioni tecniche ancora favorevoli e un miglioramento della propensione al rischio in diversi settori del reddito fisso.

 
 
FIGURA 1
 
Performance degli attivi da inizio anno
 

Nota: performance espresse in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 30 aprile 2026. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. La performance passata non è garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alle pagg. 6-7.

 
 
FIGURA 2
 
Variazioni mensili delle valute rispetto al dollaro USA
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti del dollaro USA. Fonte: Bloomberg. Dati al 30 aprile 2026.

 
 
FIGURA 3
 
Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread dei titoli decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 30 aprile 2026.

 
 

 

Mercati obbligazionari globali – Asset allocation e prospettive.

Tassi di interesse/Tassi di cambio dei mercati sviluppati
(Duration lunga, posizionamento neutrale nella curva)
Nel mese di aprile si è registrata una forte inversione dei tassi dei mercati sviluppati dopo la netta correzione macro di marzo, anche se il contesto rimane dominato dall’elevata incertezza sull’inflazione e dalle mutevoli aspettative in merito alle banche centrali. Sebbene le tensioni geopolitiche in Medio Oriente abbiano continuato a mantenere i prezzi dell’energia più elevati, la riduzione dei rischi estremi e l’attenuarsi della volatilità hanno consentito ai mercati di riassorbire in parte il più aggressivo riprezzamento delle aspettative di politica monetaria osservato a marzo. Ciononostante, le banche centrali hanno ampliato il proprio margine di manovra mantenendo un tono cauto nei comunicati ufficiali: Fed, BCE e Banca d’Inghilterra hanno tutte sottolineato i persistenti rischi di inflazione e una scarsa urgenza di allentare la politica monetaria.

A marzo abbiamo incrementato l’esposizione alla duration da neutrale a moderatamente sovrappeso sui mercati sviluppati, espressa in modo selettivo tramite esposizioni sulla parte a breve della curva nelle regioni in cui i rischi per la crescita appaiono più vulnerabili a condizioni finanziarie più restrittive. Il posizionamento include posizioni lunghe sui tassi canadesi e neozelandesi a breve scadenza, così come sui Treasury statunitensi, parzialmente compensate da una piccola posizione corta in duration giapponese, dove le dinamiche di normalizzazione della politica monetaria e l’indebolimento dei fattori tecnici continuano a contraddistinguere il mercato.

L’andamento dell’inflazione rimane un fattore centrale per le prospettive sui tassi. Sebbene le aspettative di inflazione a breve termine abbiano registrato un leggero calo rispetto ai livelli estremi raggiunti a marzo, i tassi di breakeven a più lungo termine hanno continuato a salire nel corso del mese di aprile, rafforzando l’idea che i rischi di inflazione rimangano orientati al rialzo qualora i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati. Di conseguenza, abbiamo incrementato l’esposizione al mercato statunitense dei titoli indicizzati all’inflazione tramite breakeven sia sulle scadenze intermedie sia su quelle più lunghe, dove le valutazioni continuano ad apparire interessanti alla luce del contesto inflazionistico sottostante.

Le dinamiche della curva si sono stabilizzate ad aprile dopo il bear flattening del mese precedente; manteniamo una posizione neutrale sulla curva nel suo complesso dopo aver chiuso le precedenti esposizioni di steepening.

Nel segmento valutario, continuiamo a privilegiare selettivamente valute ad alto beta, dove il carry rimane interessante e i saldi esterni appaiono più resilienti a prezzi energetici elevati e a condizioni globali di liquidità più restrittive. Il posizionamento rimane incentrato su un’esposizione lunga sul peso messicano rispetto sia all’euro che al dollaro statunitense. Benché il dollaro statunitense si sia leggermente indebolito nel corso di aprile a fronte di un miglioramento più generalizzato della propensione al rischio, continuiamo ad attenderci che i mercati valutari restino sensibili agli sviluppi geopolitici, ai prezzi dell’energia e alla continua evoluzione delle aspettative in merito alle banche centrali.

Debito dei mercati emergenti
(Sovrappeso)
Il debito sovrano e societario dei mercati emergenti rimane un’opportunità interessante, sostenuta da rendimenti reali elevati, dal miglioramento dei fondamentali in alcuni di paesi e da un contesto tecnico più stabile dopo la correzione di natura geopolitica registrato a marzo. Mentre il conflitto in Medio Oriente continua a determinare premi al rischio legati al petrolio in alcuni segmenti dell’asset class, nel mese di aprile gli spread dei mercati emergenti, in generale, sono tornati sui livelli precedenti al conflitto, in particolare in America Latina, grazie al calo della volatilità e al miglioramento della propensione al rischio.

Il carry e il reddito restano i principali motori dei rendimenti attesi, sebbene la selezione geografica rimanga fondamentale, alla luce dell’elevata dispersione tra le diverse regioni. Il rincaro dei prezzi dell’energia continua a generare divergenze tra esportatori e importatori di materie prime, mentre gli sviluppi politici locali restano una fonte rilevante di rischio idiosincratico in paesi quali Ungheria, Romania, Filippine e Indonesia.

Le valutazioni rimangono interessanti in alcuni mercati locali e in valuta forte, e molte valute dei mercati emergenti continuano a offrire un carry interessante rispetto ai mercati sviluppati. Continuiamo a privilegiare i paesi con politiche monetarie credibili, fondamentali in miglioramento e differenziali di rendimento reale interessanti, rimanendo al contempo attenti ai rischi geopolitici, alla sensibilità alle materie prime e all’evoluzione delle aspettative sulle politiche economiche internazionali.

Credito societario
(Sottopeso nell’IG, leggero sovrappeso nell’HY)
Il nostro scenario di base continua a essere improntato verso un cauto ottimismo sul credito, pur in presenza di un’incertezza geopolitica e di rischi inflazionistici ancora elevati a seguito dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. La parziale stabilizzazione dei mercati registrata ad aprile, unitamente ai segnali di apertura alla de-escalation da parte sia degli Stati Uniti sia dell’Iran, ha sostenuto un miglioramento della propensione al rischio e un restringimento degli spread nei mercati investment grade e high yield.

Continuiamo a ritenere che uno scenario di forte contrazione della domanda non sia il caso base con grandi probabilità. Le aspettative di una crescita economica contenuta ma positiva – sostenuta dal continuo supporto delle politiche fiscali, dalla resilienza del mercato del lavoro, dalla spesa nel settore energetico e dai continui investimenti in IA e infrastrutture – continuano a essere compatibili con un contesto di default generalmente favorevole. Anche i fondamentali societari restano solidi, sebbene il mercato stia entrando sempre più in una fase avanzata del ciclo caratterizzata da un’elevata attività di M&A, da investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture e da maggiori distribuzioni agli azionisti. Questo contesto continua a rafforzare l’importanza della selezione di settori e titoli.

Con i livelli di spread attuali, continuiamo a considerare il carry come il principale motore dei rendimenti attesi, in particolare alla luce della forte domanda tecnica per il credito di alta qualità e della resilienza dei fondamentali societari sottostanti. Sebbene il contesto macroeconomico a breve termine si sia stabilizzato, continuiamo a ritenere che saranno il carry e la selezione dei titoli i principali fattori trainanti dei rendimenti, piuttosto che un’espansione generalizzata dei multipli. A livello geografico, continuiamo a preferire l’Europa agli Stati Uniti, sostenuta da dinamiche di offerta relativamente più equilibrate e da una domanda più robusta di carry di alta qualità.

Manteniamo un modesto sovrappeso in alcuni emittenti high yield sia negli Stati Uniti che in Europa. Benché gli spread si siano ridotti in modo significativo nel corso di aprile e l’attività di emissione abbia accelerato, i fondamentali restano favorevoli, con una qualità creditizia media in miglioramento, una leva gestibile e aspettative di default contenute. Allo stesso tempo, l’ampia dispersione tra settori ed emittenti continua a generare opportunità per un posizionamento selettivo, in particolare nelle società con flussi di cassa resilienti e una maggiore capacità di determinazione dei prezzi.

Leveraged loan
(Sottopeso)
Prevedibilmente i leveraged loan continueranno a essere caratterizzati da un’elevata dispersione e da fattori tecnici sempre più selettivi. Sebbene la domanda di CLO continui a rappresentare un’importante fonte di supporto per la classe di attivo, le preferenze degli investitori si sono spostate sempre più verso emittenti di qualità superiore e settori più resilienti. I prestiti di fascia superiore hanno sovraperformato nel corso di aprile, mentre i crediti con rating inferiore e più ciclici hanno continuato a sottoperformare, rafforzando il tema della biforcazione emerso nei mercati del credito a leva.

Gli emittenti del settore software e collegati alla tecnologia si sono stabilizzati nel corso del mese dopo le precedenti fasi di debolezza legate al rischio di destabilizzazione legato all’IA, sebbene la selettività all’interno del settore rimanga elevata. Più in generale, i settori ciclici continuano a subire pressioni a causa degli elevati costi di finanziamento, dell’incertezza sull’inflazione e dell’aumento dei costi dei fattori produttivi, sebbene i fondamentali societari sottostanti rimangano nel complesso stabili.

Le emissioni di CLO si sono riprese dopo un avvio di trimestre più debole, e la domanda di esposizioni a tasso variabile di qualità rimane favorevole. Tuttavia, alla luce delle mutate aspettative sulla politica monetaria e di un contesto di mercato sempre più guidato dai fattori macro, continuiamo a privilegiare un’esposizione selettiva, in cui i fondamentali restano resilienti e le valutazioni compensano adeguatamente l’elevata dispersione e il rischio di rifinanziamento. Pur mantenendo una posizione di sottopeso sulla classe di attivi nel suo complesso, il recente allargamento degli spread e l’aumento della dispersione stanno iniziando a creare punti di ingresso più interessanti in aree selezionate del mercato.

Prodotti cartolarizzati
(Sovrappeso)
I titoli garantiti da ipoteche (MBS) di agenzia e i titoli garantiti da ipoteche residenziali non emessi da agenzie (RMBS) restano un sovrappeso ad alta convinzione per il 2026. In seguito alla volatilità registrata nel mese di marzo, i mercati cartolarizzati si sono stabilizzati ad aprile, man mano che la volatilità dei tassi si attenuava e la propensione al rischio migliorava. Gli spread degli MBS emessi da agenzie si sono moderatamente ridotti nel corso del mese, mentre gli spread del credito cartolarizzato più ampio sono rimasti relativamente resilienti nonostante i tassi di rendimento elevati e la perdurante incertezza macro. Le valutazioni relative degli MBS emessi da agenzie continuano ad apparire interessanti sia rispetto ai livelli storici sia rispetto agli altri settori core del reddito fisso.

Le condizioni tecniche rimangono decisamente favorevoli in tutti i mercati cartolarizzati. La domanda di collaterale di elevata qualità continua a beneficiare di rendimenti complessivi interessanti, della forte domanda da parte dei gestori e della crescente partecipazione di banche e imprese a controllo statale (GSE), man mano che i vincoli di bilancio si allentano e il valore relativo migliora. Allo stesso tempo, la graduale riduzione del bilancio della Federal Reserve continua a contenere la pressione derivante dall’offerta netta. Benché i prodotti cartolarizzati abbiano registrato una performance lievemente inferiore rispetto ai titoli societari nella fase di rimonta generalizzata degli asset rischiosi registrata ad aprile, le condizioni di finanziamento e la liquidità di mercato sono rimaste solide per tutto il mese.

I titoli garantiti da ipoteche residenziali non emessi da agenzie continuano a offrire un ventaglio di opportunità interessante, sostenuti dalla stabilità dei prezzi delle case, da rapporti loan-to-value contenuti e da tassi di morosità storicamente ridotti. Le dinamiche di domanda e offerta restano favorevoli, con un rischio di rifinanziamento limitato alla luce dell’ampia quota di mutuatari vincolati a tassi ipotecari contenuti.

Nell’ambito dei CMBS, i fondamentali si confermano resilienti, in particolare nei segmenti di qualità superiore. La solida domanda tecnica e il miglioramento del clima di fiducia continuano a sostenere opportunità selettive nei segmenti ospitalità, logistica, storage e negli immobili multi-familiari di elevata qualità. L’attività di emissione nei mercati di ABS, RMBS e CMBS è rimasta sostenuta, con numerose operazioni che hanno registrato una domanda nettamente superiore all’offerta, a conferma della solidità della domanda degli investitori nonostante il contesto di tassi più elevati.

Confermiamo il nostro ottimismo per i covered bond danesi, dove le caratteristiche difensive, il solido quadro normativo e gli interessanti rendimenti con copertura in USD continuano a favorire il valore relativo.

 
 
 
The Broad Markets Fixed Income team unites the expertise of single-sector research and trading teams across the Morgan Stanley Investment Management fixed income platform to identify what they believe are the best opportunities in fixed income.
 
 
 
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Considerazioni sui rischi
La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo, come catastrofi naturali, crisi sanitarie, atti terroristici, conflitti e disordini sociali, che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad es. la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i prezzi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è estremamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali ed esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei mercati emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

DEFINIZIONI
Punto base (pb): un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI
Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni o oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

Il marchio “Bloomberg®” e l’indice o indici Bloomberg utilizzati sono marchi di servizio di Bloomberg Finance L.P. e relative consociate concessi in licenza a Morgan Stanley Investment Management (MSIM) per determinati scopi. Bloomberg non è una consociata di MSIM, non approva, appoggia, valuta o raccomanda alcun prodotto e non garantisce la tempestività, correttezza o esaustività dei dati e delle informazioni in relazione ad alcun prodotto.

L’indice Bloomberg Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate è la componente societaria dell’indice Bloomberg Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei mercati emergenti.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg US Mortgage-Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, delle cedole e dell’anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, generi alimentari e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni – Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index, titoli di Stato giapponesi a 10 anni – Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index e titoli di Stato USA a 10 anni – U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade quotate nei mercati Eurobond o in sterline.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) Index replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

Titoli di Stato italiani a 10 anni – Italy Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei mercati emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei mercati emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond– Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte della base di investitori internazionali (escluse Cina e India al settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei mercati emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come l’EMBI+, l’Indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari USA, prestiti ed Eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Markit ITraxx Europe è composto da 125 credit default swap equiponderati su entità societarie europee investment grade, distribuiti su 4 sottoindici: finanza (senior & subordinati), non finanziari e “HiVol”.

L’indice Nikkei 225 Index (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due di tre mercati sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto mercati emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari pubblici. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice Refinitiv Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con dimensioni minime per l’inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri Paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’indice Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller U.S. National Home Price NSA si propone di misurare il valore degli immobili residenziali nelle 20 principali aree metropolitane statunitensi: Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Cleveland, Dallas, Denver, Detroit, Las Vegas, Los Angeles, Miami, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, San Diego, San Francisco, Seattle, Tampa e Washington, D.C.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni – Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri Paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

Titoli di Stato britannici a 10 anni – U.K. Benchmark 10-Year Datastream Government Index. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base a una determinata strategia possono essere inseriti valori mobiliari che non replicano la performance di un particolare indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sui gestori degli investimenti.

Le opinioni e/o analisi espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento senza preavviso a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutto il personale di investimento in forza presso Morgan Stanley Investment Management (MSIM) e relative controllate e consociate (collettivamente, la “Società”) e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori o del team di investimento. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcuna strategia o prodotto specifico offerto dalla Società. I risultati futuri possono divergere in misura rilevante sulla scia di sviluppi riguardanti i titoli, i mercati finanziari o le condizioni economiche generali.

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EMEA
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MEDIO ORIENTE
Dubai International Financial Centre
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Abu Dhabi Global Market (“ADGM”): Il presente materiale costituisce una Comunicazione esente e viene inviato rigorosamente in quanto tale. Il presente materiale fa riferimento a una strategia che non è soggetta ad alcuna forma di regolamentazione o approvazione da parte della Financial Services Regulatory Authority dell’Abu Dhabi Global Market (la “FSRA”).

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Hong Kong –
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