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Global Fixed Income Bulletin
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settembre 15, 2021

Affrontare i picchi

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settembre 15, 2021

Affrontare i picchi


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Affrontare i picchi

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settembre 15, 2021

 
 

I picchi sono un tema di cui si è discusso molto negli ultimi mesi: il picco del tasso di crescita economica, il picco dei contagi e, più recentemente, il picco dell’inflazione. Il motivo di tanto interesse è piuttosto ovvio. Crescita, Covid e inflazione sono fattori di cruciale importanza per l’economia e i mercati finanziari in particolare che, come sappiamo, guardano sempre al futuro. Infatti di norma si concentrano su quello che accadrà domani, ovvero sulle prospettive di miglioramento o peggioramento del contesto  e se tali prospettive stiano accelerando o meno, piuttosto che sulla situazione attuale.

 
 

Tuttavia, a volte ciò può essere controproducente.  Ad esempio, numerosi indicatori del clima di fiducia di mercati e imprese hanno toccato il picco nel secondo trimestre, e da allora hanno continuato a perdere quota, anche se in termini storici sono ancora su livelli elevati.  Poiché, a nostro avviso, questi sono gli indicatori più attendibili dell’evoluzione futura della crescita, consideriamo preoccupante il loro deterioramento. L’espansione economica sta rallentando, e di conseguenza i titoli di Stato dovrebbero segnare un netto rialzo e le attività rischiose un forte ribasso!  Tuttavia, quest’anno i mercati non si sono mossi in modo sincrono con i dati, molto probabilmente a causa dello straordinario contesto economico in cui ci troviamo, caratterizzato dall’impennata degli indicatori della fiducia a inizio anno, quando si prevedeva che le economie si sarebbero riprese molto rapidamente dopo la fine dei lockdown.  Infatti così è stato, ma ora che la situazione si sta normalizzando, la crescita inizia a rallentare.  Ad ogni modo, questa decelerazione non implica necessariamente che la fase di espansione economica si sia già conclusa, ed è probabile che il peggioramento degli indicatori della fiducia non rispecchi l’aumento dei rischi di recessione, come spesso avveniva in passato.  In sostanza, prestare eccessiva attenzione alle variazioni del tasso di crescita distrae dal fatto che questo si mantiene solido. Inoltre, viste le condizioni assolutamente senza precedenti in cui si trova l’economia mondiale, è improbabile che gli indicatori della fiducia siano in grado di anticipare con la consueta precisione l’avvicinarsi della fine del ciclo di espansione economica. Un aspetto cruciale, ma a volte trascurato, è che nella maggior parte dei paesi sviluppati la crescita si mantiene robusta e le prospettive sono positive. Secondo noi, queste condizioni favoriscono gli investimenti rischiosi e consentono alle banche centrali di iniziare a ridurre le misure di sostegno straordinario varate per contrastare l’impatto della pandemia.  

Le curve dei casi da Covid-19 sono un altro fattore che gli investitori (nonché un numero sempre maggiore di finti esperti di statistica epidemiologica) continuano a tenere d’occhio. L’aumento delle infezioni è infatti fonte di grave preoccupazione tanto per gli investitori quanto per il resto della società. Tuttavia, il conseguente impatto economico è stato modificato dalle campagne vaccinali, che hanno alterato la correlazione tra contagi, ricoveri e decessi.  A parte il fatto che le ondate hanno esibito un andamento molto diverso da un paese all’altro, per di più anche le loro ripercussioni sull’economia stanno cambiando.  Per questo motivo elaborare una tesi d’investimento basata sui tassi di contagio da Covid diventa sempre più difficile.

L’altro picco che gli investitori aspettano è quello dell’inflazione. Malgrado la netta accelerazione già segnata dai prezzi, non è ancora chiaro se l’inflazione abbia già raggiunto il livello massimo, dato che le rilevazioni continuano a superare le attese. Ma se anche si fosse già toccato il punto di svolta, molti economisti ora prevedono che la crescita dell’indice dei prezzi su base annua si manterrà sui livelli attuali per altri 9-12 mesi. Anziché prevedere una brusca impennata, le stime di consenso ora si orientano per un’inflazione stabilmente elevata, che inizierà a scendere solo nel secondo semestre del 2022. Il problema non è quindi se l’inflazione abbia già raggiunto il picco oppure no, ma per quanto tempo si manterrà elevata e, in tal caso, se spingerà al rialzo le aspettative d’inflazione, costringendo le banche centrali a intervenire.    

Ad ogni modo, in questo contesto senza precedenti cercare di indovinare il punto di inversione delle varie tendenze potrebbe risultare inutile. Probabilmente è meglio concentrarsi sui fattori che conosciamo con maggior certezza, cioè le buone prospettive dell’economia, i rischi di ribasso legati al Covid-19 e il probabile rientro dell’inflazione. È tuttavia opportuno che gli investitori continuino a monitorare le reazioni delle banche centrali al perdurare delle pressioni inflazionistiche.

Per quanto concerne il nostro giudizio sui mercati, manteniamo un posizionamento lungo sugli investimenti rischiosi (obbligazioni societarie, titoli ad alto rendimento garantiti da ipoteche residenziali (RMBS) e mercati emergenti) a fronte delle prospettive economiche positive e della solidità dei fondamentali, malgrado i livelli storicamente bassi dei differenziali di credito. Riteniamo che i rendimenti dei titoli di Stato aumenteranno in vista della riduzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali, ma non ci attendiamo un’ondata incontrollata di vendite.

 
 
 
Figura 1 – Andamento degli attivi da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 agosto 2021. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alla sezione Informative legali.

 
 
Figura 2 – Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 agosto 2021.

 
 
Figura 3 – Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 31 agosto 2021.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Questa volta ad agosto i mercati sono rimasti relativamente tranquilli, come non accadeva da tempo. I mercati azionari si sono mossi al rialzo, i differenziali creditizi sono rimasti nel complesso invariati e i rendimenti dei titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno segnato un modesto aumento. L’ottimismo dei mercati ha apparentemente ignorato l’esito di importanti riunioni delle banche centrali, in particolare l’incontro annuale della Federal Reserve statunitense a Jackson Hole, i dati economici contrastanti o in peggioramento e gli indicatori dell’inflazione sempre nettamente superiori alle attese. Qual è il motivo di tanta calma?

A nostro avviso, il motivo è legato al fatto che, malgrado la rapida decelerazione, la crescita si mantiene robusta. Sono soprattutto gli indicatori prospettici ad accusare un marcato deterioramento. Tuttavia, i loro livelli sono ancora coerenti con un tasso di espansione economica solido e, del resto, un parziale rallentamento era prevedibile, visti i livelli record segnati in precedenza. Il ritmo velocissimo della ripresa dopo la fine dei lockdown non poteva durare e, in un certo senso, il recente rallentamento rispecchia in realtà la portata del rimbalzo già messo a segno dalle economie mondiali.

Anche nei mercati azionari il quadro di crescita è altrettanto positivo, grazie agli utili del secondo trimestre complessivamente superiori alle attese che giustificano, a livello di fondamentali, l’eccellente performance registrata dalle azioni da inizio anno. I mercati creditizi sono stati sostenuti dal crollo dei tassi di insolvenza, e i bilanci di aziende e consumatori non erano così floridi da molti anni (grazie alla generosità degli aiuti statali per contrastare la crisi). Inoltre, le banche centrali hanno ribadito l’impegno a mantenere condizioni di liquidità espansive.

Naturalmente la situazione non è rosea su tutti i fronti, visto l’aumento dei tassi di infezione dovuto alla variante Delta del Covid anche nelle economie sviluppate con elevati tassi di immunizzazione. Il problema sembra più grave negli Stati Uniti, dove a causa della disomogenea adesione alle campagne vaccinali e delle limitate misure di distanziamento sociale i contagi sono più numerosi e ricoveri e decessi sono di nuovo in aumento; ma in Europa, dove i tassi di vaccinazione sono ormai superiori a quelli degli Stati Uniti, la situazione è diversa. La Fed ha di conseguenza moderato l’orientamento restrittivo, ma non è stata l’unica banca centrale ad allentare la politica monetaria a causa del Covid: ad esempio, la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha deciso di non alzare i tassi a causa di un nuovo focolaio che ha imposto nuovamente un lockdown a livello nazionale.

In generale, le banche centrali stanno cercando di decidere come e quando ritirare gli stimoli straordinari introdotti in reazione alla pandemia. La Federal Reserve statunitense ha affrontato questo nodo alla riunione di agosto e la Banca centrale europea (BCE) lo farà all’incontro di settembre, ma in sostanza tutte le banche centrali hanno già iniziato a ritirare, o stanno valutando la possibilità di ridurre, le misure di sostegno straordinarie. A parte alcuni modestissimi aumenti dei tassi nell’ultimo mese (e il parziale ampliamento degli spread dei titoli di Stato europei), questi sviluppi non hanno destato particolari preoccupazioni nel mercato. Come mai? In primo luogo, per quanto riguarda gli attivi rischiosi (azioni, obbligazioni societarie, ecc.), l’aumento dei rendimenti è dovuto al miglioramento dei fondamentali macroeconomici. Di per sé tali indicatori non sono significativi, mentre è più importante l’impulso legato all’evoluzione positiva del quadro macro. Secondo: i mercati sanno già che le banche centrali intendono normalizzare la politica economica, quindi se i loro interventi seguiranno i tempi previsti dagli investitori, i rendimenti non dovrebbero aumentare. Infine, come abbiamo già detto, è chiaro che le banche centrali rimanderanno le strette monetarie se sospettano la presenza di rischi per l’economia legati al Covid-19 o di altra natura.

Quali sono i potenziali rischi per questo quadro favorevole? Il più ovvio è l’inflazione, la cui crescita quest’anno ha superato le attese in tutto il mondo e pertanto potrebbe rappresentare una minaccia per i mandati di stabilità dei prezzi delle banche centrali. Sino ad ora le banche centrali hanno reagito con estrema pacatezza all’aumento dell’inflazione, vista come risultato di shock temporanei e rallentamenti dell’economia globale. Questi problemi dovrebbero risolversi in tempi relativamente brevi e, a nostro avviso, non sono un motivo sufficiente per inasprire la politica monetaria. Se però i rialzi dei prezzi dovessero rivelarsi più duraturi, alimentando così maggiori aspettative di inflazione, potrebbe essere necessario un intervento sul fronte monetario, in particolare per gli aumenti riconducibili ai bassi tassi d’interesse dovuti alla politica monetaria, ad esempio nel settore immobiliare.

Alla luce di queste considerazioni, quali sono le nostre prospettive sui mercati? Per quanto concerne i titoli di Stato, ci aspettiamo un aumento lento e progressivo dei rendimenti, a condizione che gli stimoli vengano ritirati gradualmente. I Treasury statunitensi dovrebbero restare confinati in un intervallo ristretto nei prossimi mesi, con una tendenza al rialzo rispetto ai livelli attuali. Siamo lievemente sovraesposti alle obbligazioni societarie investment grade che presentano differenziali di credito bassi ma fondamentali solidi, e inoltre un carry aggiuntivo è sempre ben accetto.1 Deteniamo una posizione di sovrappeso più consistente – ma comunque di medie dimensioni – nel segmento high yield, dove privilegiamo i rating di fascia B rispetto a quelli BB. Anche in questo caso i differenziali sono bassi in termini storici, ma i fondamentali sono interessanti e l’aumento dei prezzi delle materie prime dovrebbe fornire sostegno a questo settore. Consideriamo particolarmente interessante in un’ottica di rendimento corretto per il rischio il segmento degli RMBS non emessi da agenzie, ma sottopesiamo i titoli garantiti da ipoteche (MBS) emessi da agenzie a causa delle valutazioni elevate e della prevista riduzione degli acquisti da parte della Fed. Sovrappesiamo i mercati emergenti in quanto preferiamo assumere una posizione lunga su questo complesso eterogeneo anziché investire indiscriminatamente nell’intera classe di attivo.  

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati sviluppati

Analisi mensile

Verso la fine dell’estate sui mercati sviluppati è regnata la calma.  I contagi causati dalla variante Delta hanno però continuato ad aumentare, e questo sviluppo, unito alle costanti preoccupazioni per l’inflazione e le prospettive di crescita, ha alimentato l’incertezza nei mercati. I rendimenti sono aumentati in quasi tutti i mercati sviluppati.

Prospettive

Nel secondo semestre del 2021 è iniziata la nuova fase del ciclo economico determinato dalla fine della pandemia, che ha già superato il picco iniziale di crescita, inflazione e stimoli monetari e fiscali. La performance delle varie categorie di attivo continuerà a risentire delle decisioni di politica monetaria e fiscale, ma visto il recupero già messo a segno dall’economia è probabile che le autorità stiano già pensando a come ritirare le misure di supporto senza danneggiare la ripresa.

Sebbene non ci attendiamo un drastico arretramento dei mercati dei titoli di Stato, riteniamo che sussista il rischio di un aumento dei rendimenti quando i mercati sconteranno nei prezzi il percorso verso la normalizzazione delle politiche monetarie. Ci aspettiamo che l’inflazione si mantenga elevata ancora per qualche tempo, ma l’impennata dovrebbe rivelarsi passeggera, anche se sussiste il rischio che si dimostri più duratura.

Riteniamo che le valute del G10 siano prossime ai rispettivi “fair value” di medio termine.  Il dollaro USA non è più sostenuto da dati economici straordinariamente migliori del previsto rispetto ad altre economie del G10 e in termini di politiche accomodanti la Fed si colloca probabilmente nella fascia intermedia, mentre la BCE e la Banca del Giappone hanno un orientamento più accomodante.

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati emergenti     

Analisi mensile

Ad agosto i rendimenti del debito emergente sono stati positivi, così come quelli del debito sovrano in valuta forte principalmente per effetto del calo dei differenziali. Anche le emissioni societarie dei mercati emergenti hanno chiuso in positivo e il segmento high yield ha sovraperformato quello investment grade. Le emissioni in valuta locale hanno terminato in territorio positivo grazie all’apprezzamento delle valute emergenti rispetto al dollaro statunitense.2 A livello settoriale, le aziende dei settori immobiliare, metalli/estrazione mineraria e trasporti hanno guidato la classifica, mentre quelle dei settori diversificato, beni di consumo e industria hanno sottoperformato.

Prospettive

I toni meno restrittivi del previsto adottati nel simposio di Jackson Hole del mese scorso dovrebbero sostenere i mercati emergenti nelle prossime settimane, sommandosi a fattori di traino preesistenti quali le valutazioni relativamente appetibili degli attivi emergenti, i prezzi elevati delle materie prime e il continuo aumento dei tassi di vaccinazione nei paesi emergenti. In aggiunta a possibili sviluppi negativi sul fronte della pandemia, gli altri rischi potenziali cui è soggetta la nostra tesi ottimistica per gli attivi dei mercati emergenti nel medio termine comprendono eventuali ritardi nel consolidamento fiscale che potrebbero far salire il premio al rischio dei mercati emergenti, nonché l’intensificarsi dei rischi geopolitici che rischiano di compromettere il clima di fiducia.

Credito

Analisi mensile

Nel corso del mese, i differenziali creditizi si sono leggermente ampliati in Europa e negli Stati Uniti. La forza dei mercati azionari e il calo della volatilità hanno sostenuto i mercati creditizi in generale.3

Prospettive

Manteniamo un orientamento fondamentalmente positivo sul mercato creditizio, e sebbene le valutazioni siano elevate, ci aspettiamo un consolidamento degli spread ai livelli attuali. Le condizioni finanziarie dovrebbero mantenersi accomodanti, sostenendo ulteriormente la ripresa dell’attività economica e mantenendo bassi i tassi di insolvenza tra le aziende. Ci aspettiamo che le aziende preservino la redditività adottando strategie prudenziali, fino a che permarranno forti incognite sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Infine, la domanda di titoli di credito dovrebbe mantenersi vivace visti i rendimenti reali e assoluti negativi offerti dagli strumenti privi di rischio e il desiderio di investire la liquidità in eccesso.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

Agosto è stato nel complesso un mese tranquillo: le nuove emissioni sono rallentate rispetto al secondo trimestre e all’inizio dell’estate, mentre l’attività sul mercato secondario si è mantenuta molto bassa.4 La volatilità dei tassi di interesse è scesa nel mese e i tassi si sono mantenuti perlopiù all’interno di un intervallo ristretto, mentre la curva è diventata più ripida. Ad agosto gli spread dei titoli garantiti da ipoteche (MBS) emessi da agenzie si sono allargati a fronte del calo degli acquisti da parte delle banche, mentre la prospettiva di una riduzione degli stimoli da parte della Fed ha continuato a pesare sul mercato. I differenziali degli RMBS statunitensi non emessi da agenzie sono rimasti sostanzialmente invariati. Gli spread dei titoli garantiti da collaterale (ABS) statunitensi hanno segnato un’ulteriore lieve riduzione, mentre quelli dei titoli garantiti da ipoteche commerciali (CMBS) sono rimasti nel complesso stabili. L’attività sugli RMBS, CMBS e ABS europei è stata decisamente modesta, con nuove emissioni e volumi di negoziazione sul mercato secondario molto bassi. Gli spread dei titoli cartolarizzati europei sono rimasti sostanzialmente invariati nel corso del mese.

Prospettive

Riteniamo che il mercato delle cartolarizzazioni offra una combinazione unica di bassa duration, rendimenti interessanti e solidi fondamentali creditizi. In generale, rimaniamo ottimisti nei confronti del credito cartolarizzato e deteniamo un modesto sovrappeso creditizio nei nostri portafogli. Rimaniamo cauti sul rischio di tasso d’interesse e continuiamo a gestire i portafogli con duration relativamente breve.

 
 

1 Bloomberg US Corporate Index. Dati al 31 agosto 2021.

2 Fonte: JPM EMBI Global Diversified Index al 31 agosto 2021.

3 Fonte: Bloomberg, dati al 31 agosto 2021.

4 Fonte: Bloomberg, dati al 31 agosto 2021.

I pareri e le opinioni espressi sono quelli del team di Gestione del portafoglio a settembre 2021 e possono variare in base alle condizioni economiche, di mercato e di altra natura. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.


 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il Portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei paesi emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
Featured Fund
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento. Punto base: Un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Bloomberg Global Aggregate Index, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei mercati emergenti.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni – Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato giapponesi a 10 anni – Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato USA a 10 anni – U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) Index replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

Titoli di Stato italiani a 10 anni – Italy Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei mercati emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei mercati emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index – Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse da paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei mercati emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre mercati sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto mercati emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

Il Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000..

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller U.S. National Home Price NSA Index si propone di misurare il valore degli immobili residenziali nelle 20 principali aree metropolitane statunitensi: Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Cleveland, Dallas, Denver, Detroit, Las Vegas, Los Angeles, Miami, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, San Diego, San Francisco, Seattle, Tampa e Washington, D.C.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper Index (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni – Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

Titoli di Stato britannici a 10 anni – U.K. Benchmark 10-Year Datastream Government Index. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

DISTRIBUZIONE

Questa comunicazione è destinata e sarà distribuita solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Irlanda: MSIM Fund Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. Società registrata in Irlanda come private company limited by shares con il numero 616661. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – MSIM Fund Management (Ireland) Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312 Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Italia – MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, registrata in Italia con numero di società e P. IVA 11488280964. Paesi Bassi – MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Francia – MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) con sede legale in 61 rue Monceau 75008 Parigi, Francia, è registrata in Francia con numero di società 890 071 863 RCS. Spagna – MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Sucursal en España (Sede Secondaria per la Spagna) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Sucursal en España con sede in Calle Serrano 55, 28006, Madrid, Spagna, è registrata in Spagna con codice di identificazione fiscale W0058820B. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, Zurich Branch, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurich, Svizzera, Telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0) 44 588 1074.

Giappone: Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

STATI UNITI

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore di Morgan Stanley Funds.

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Hong Kong – Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA: La presente comunicazione di marketing è stata pubblicata da MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è una private company limited by shares di diritto irlandese, registrata con il numero 616661 e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

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Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

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