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Fear of Falling
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ottobre 08, 2019
Il rischio come punto di partenza, non come fattore secondario
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ottobre 08, 2019

Il rischio come punto di partenza, non come fattore secondario


Fear of Falling

Il rischio come punto di partenza, non come fattore secondario

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ottobre 08, 2019

 
 

I rendimenti finanziari più brillanti attirano l’attenzione della stampa – così come i tracolli di mercato più drammatici. Raramente però leggiamo articoli sui fondi che eccellono nel controllo della volatilità, generando al contempo rendimenti robusti e competitivi. Tuttavia, la gestione della volatilità è la chiave per superare una forte contrazione dei mercati.

La maggior parte dei gestori di portafoglio utilizza un indice di riferimento rispetto al quale vengono valutati i rendimenti. Il numero di gestori che definiscono un benchmark per misurare la volatilità è invece molto ridotto. Noi siamo tra i pochi che lo fanno. Il nostro processo d’investimento inizia dal rischio. A seconda delle preferenze del cliente, specifichiamo una fascia di volatilità obiettivo, ad esempio del 4-10%, e cerchiamo di mantenere la volatilità del fondo all’interno di questo intervallo1.

Il collegamento tra il perseguimento di un obiettivo di volatilità e un indice di Sharpe più elevato

Diversi studi dimostrano che la volatilità presenta una correlazione negativa con i rendimenti azionari. È quindi logico investire in attività meno rischiose quando la volatilità è elevata o in aumento e in attività più rischiose quando la volatilità è bassa o in calo2. In effetti, i dati sembrano confermare come i gestori che attuano questo approccio tendano a registrare un più alto indice di Sharpe3, che misura la quantità di rendimento generato per una data quantità di rischio assunto.4

Il vantaggio della diversificazione tra classi di attività

I nostri portafogli multi-asset detengono un mix di azioni, obbligazioni, titoli legati alle materie prime e liquidità. La possibilità di diversificare in modo flessibile tra le diverse classi di attività risulta essenziale per il controllo del rischio.

In effetti, la ricerca dimostra che le azioni globali cominciano a muoversi di pari passo alle fasi di difficoltà dei mercati.5 I gestori che investono solo in azioni non possono quindi fare altro che redistribuire il patrimonio tra azioni e liquidità, una pratica che secondo alcuni equivale a “riordinare le sedie a sdraio sul Titanic”. Un gestore multi-asset, invece, dispone di un maggior numero di classi di attivo che può riorganizzare per gestire il rischio.

Un esercizio sulle previsioni 

Anticipare la volatilità è uno dei pilastri del nostro approccio d’investimento. Monitoriamo costantemente le condizioni macroeconomiche e geopolitiche in tutto il mondo per individuare l’insorgere di potenziali fonti di rischio. Il nostro obiettivo è adeguare le esposizioni di portafoglio prima che si verifichi un aumento della volatilità.

Utilizziamo l’allocazione azionaria del portafoglio come leva principale per adeguare la sua esposizione al rischio. Quando ci aspettiamo che un determinato evento – come un’elezione, un episodio di instabilità politica o un cambiamento di politica monetaria – possa innescare un’impennata della volatilità del mercato, solitamente riduciamo l’esposizione azionaria. Al contrario, quando le condizioni di mercato si normalizzano, riportiamo l’allocazione azionaria a un livello normale, generalmente compreso tra il 50% e il 70%[6]. Il grafico 1 mostra come abbiamo modificato l’esposizione azionaria in previsione di vari eventi globali negli ultimi due anni.

 
 
 
FIGURA 1: Rettifica dell’esposizione azionaria in vista delle variazioni di volatilità attese
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Fonte: Portafoglio rappresentativo della strategia GBaR, MSIM, DataStream, dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2019. Soggetto a modifiche giornaliere. Fornito unicamente a scopi informativi. Da non intendersi come raccomandazione all’acquisto o alla vendita dei titoli della categoria di attività finanziarie sopra indicata. Ogni portafoglio può differire a causa di specifiche restrizioni e linee guida sugli investimenti. Di conseguenza, i risultati dei singoli portafogli possono differire. Le indicazioni fornite rappresentano informazioni addizionalii che completano la presentazione del composito Global Balanced Risk Control Commingled Composite.

 
 

 

Un esempio rappresentativo

Nella seconda metà del 2018 si è verificata un’intensificazione delle tensioni commerciali che, secondo le nostre previsioni, avrebbe potuto determinare una contrazione della crescita mondiale. A settembre abbiamo inoltre rilevato che la divergenza tra la performance dell’azionario statunitense e quella del resto del mondo stava raggiungendo livelli eccessivi. La sovraperformance degli Stati Uniti era dovuta a vari fattori, tra cui la loro immagine di “porto sicuro” immune dagli attriti commerciali. In previsione di una correzione del mercato, abbiamo ridotto la nostra allocazione azionaria per abbassare il livello di rischio complessivo dei nostri portafogli, assumendo un posizionamento più difensivo. Siamo così riusciti a proteggere i portafogli durante la successiva correzione di mercato del quarto trimestre 2018.

Considerazioni conclusive: Il vantaggio psicologico della gestione della volatilità

Per gli investitori esiste una componente emotiva legata all’investimento in un fondo che mira a mantenere la volatilità all’interno di un intervallo prestabilito. Percepire un flusso di rendimento più stabile e meno volatile può essere rassicurante per gli investitori che non vogliono generare perdite, che altrimenti potrebbero prendere decisioni affrettate e vendere troppo presto.

I fondi che mirano a mantenere la volatilità entro un intervallo prestabilito potrebbero essere particolarmente appetibili per gli investitori più facoltosi. Data la loro avversione alla volatilità, potrebbero essere disposti a sacrificare una parte della partecipazione ai rialzi per ridurre al minimo le perdite.

 
andrew.harmstone
Managing Director
Global Balanced Risk Control Team
 
laura.biancato
Vice President – Portfolio Specialist
 
 
 
 

1 La volatilità è un indicatore statistico della dispersione dei rendimenti rispetto ad un determinato titolo o indice di mercato. Il team Global Balanced Risk Control (GBaR) misura la volatilità su base prospettica utilizzando un sistema di gestione del rischio proprietario. L’obiettivo di volatilità è un intervallo indicativo. Non vi è alcuna garanzia che gli obiettivi saranno raggiunti.

2 Lazard, Dynamic Volatility Targeting, 2017

3 L’indice di Sharpe è una misura corretta per il rischio calcolata come il rapporto tra l’extra-rendimento e la deviazione standard. L’indice di Sharpe indica il rendimento per unità di rischio. Più l’indice di Sharpe è alto, migliore sarà la performance storica aggiustata per il rischio.

4 Journal of Portfolio Management, The Impact of Volatility Targeting, autunno 2018.

5 Vanguard, Dynamic correlations: The implications for portfolio construction, aprile 2012.

6 Illustra il modo in cui il team di gestione del portafoglio applica il suo processo d’investimento in condizioni di mercato normali. Non vi è alcuna garanzia che gli obiettivi saranno raggiunti.

 

Considerazioni sui rischi

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento della strategia venga raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. Di conseguenza, l’investimento in questo portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. Inoltre, la strategia può essere esposta ad alcuni rischi aggiuntivi. Esiste il rischio che, in base alle effettive condizioni di mercato, la metodologia e le ipotesi di asset allocation elaborate dal Consulente per i portafogli sottostanti si rivelino errate e che il portafoglio non raggiunga il suo obiettivo d’investimento. I corsi azionari tendono inoltre a essere volatili e la possibilità di subire perdite è significativa. Gli investimenti del portafoglio in certificati legati alle materie prime comportano rischi notevoli, ivi compreso il rischio di un sensibile deprezzamento del capitale investito. In aggiunta ai rischi inerenti alle materie prime, tali investimenti sono esposti a rischi specifici, quali il rischio di perdita di capitale e interessi, l’assenza di un mercato secondario e il rischio di livelli superiori di volatilità, che non interessano i tradizionali titoli azionari e di debito. Le oscillazioni dei cambi potrebbero annullare i guadagni generati dagli investimenti o accentuare le perdite. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di aumento dei tassi d’interesse, i prezzi obbligazionari possono scendere. Le valutazioni dei titoli azionari tendono in genere a oscillare anche in risposta a eventi specifici in seno a una determinata società. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. I titoli delle società a bassa capitalizzazione comportano rischi particolari, come l’esiguità delle linee di prodotto, dei mercati e delle risorse finanziarie, e possono registrare una maggiore volatilità di mercato rispetto a quelli di società più consolidate di dimensioni maggiori. I rischi associati agli investimenti nei mercati emergenti sono maggiori di quelli associati agli investimenti nei mercati sviluppati esteri. Le azioni degli exchange traded funds (ETF) comportano molti dei rischi associati agli investimenti diretti in azioni ordinarie od obbligazioni e il loro valore di mercato oscilla al variare del valore dell’indice sottostante. Investendo in ETF e in altri Fondi d’investimento, il portafoglio assorbe sia le proprie spese che quelle degli ETF e dei Fondi d’investimento nei quali investe. La domanda e l’offerta di ETF e di Fondi d’investimento potrebbero non essere correlate a quelle dei titoli sottostanti. Gli strumenti derivati possono essere illiquidi, amplificare in misura più che proporzionale le perdite e avere un impatto negativo potenzialmente rilevante sulla performance del portafoglio. L’uso della leva finanziaria può accentuare la volatilità del Portafoglio. La diversificazione non protegge dalle perdite in un particolare mercato, tuttavia permette di distribuire il rischio tra le varie classi di attività.

INFORMATIVE LEGALI

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore alla data di pubblicazione, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le opinioni espresse non riflettono i giudizi di tutti i gestori di portafoglio di Morgan Stanley Investment Management (MSIM) né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Ove non diversamente indicato, le opinioni e i giudizi espressi sono quelli del team di gestione del portafoglio, sono basati sui dati disponibili alla data di redazione e non in date future e non saranno aggiornati né altrimenti rivisti per riflettere informazioni resesi disponibili in un momento successivo, circostanze esistenti o modifiche che si verifichino successivamente alla data di pubblicazione.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale redatta esclusivamente a scopi informativi e divulgativi e non costituisce un’offerta o una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di valori mobiliari o all’adozione di una specifica strategia d’investimento. Le informazioni contenute nel presente documento non tengono conto delle circostanze personali del singolo cliente e non rappresentano una consulenza d’investimento, né sono in alcun modo da interpretarsi quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Tabelle e grafici sono forniti a solo scopo illustrativo.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente commento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi locali e dalle normative vigenti.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

DISTRIBUZIONE

Il presente documento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito e Spazio Economico Europeo – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Svizzera: Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0)44 588 1074.

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