Insight Article Desktop Banner
 
 
Global Fixed Income Bulletin
  •  
aprile 16, 2020
La fine dell’inizio
Insight Video Mobile Banner
 
aprile 16, 2020

La fine dell’inizio


Global Fixed Income Bulletin

La fine dell’inizio

Share Icon

aprile 16, 2020

 
 

Come tutti sanno, marzo è stato un mese spartiacque. L’epidemia di Covid-19 si è trasformata in una pandemia mondiale, portando a un rapido aumento dei decessi e dei contagi, all’isolamento di intere popolazioni e alla chiusura delle economie nazionali. I dati economici continuano a registrare nuovi record in quella che sarà la contrazione più repentina della storia. La disoccupazione sta crescendo vertiginosamente e nel secondo trimestre è prevista una diminuzione a doppia cifra del tasso di crescita annualizzato del PIL. Siamo in acque inesplorate e le performance di marzo dei mercati finanziari lo hanno testimoniato. La volatilità è fortemente aumentata e i rendimenti obbligazionari sono diminuiti, aumentati e nuovamente diminuiti. Anche le azioni hanno registrato andamenti simili, ma con una traiettoria ribassista chiaramente più evidente. Nello stesso mese di marzo, abbiamo assistito sia a una fase ribassista che a una rialzista!

 
 

Entro fine marzo, tutti i mercati obbligazionari del mondo erano stati “infettati” e registravano performance molto negative. Normalmente ci si aspetta che i rendimenti dei titoli di Stato di alta qualità e dei titoli societari investment grade scendano nel momento in cui gli indicatori economici mostrano un indebolimento. Eppure, solo i rendimenti dei Treasury USA sono calati (e solo in misura ridotta) nel corso del mese. A un certo punto, i titoli societari investment grade hanno registrato perdite a doppia cifra. Il sistema finanziario globale ha raggiunto livelli di panico pari solo a quelli del 2008, se non addirittura superiori. Questa volta però non c’è stata la fuga dalle banche, bensì dalle azioni, dalle obbligazioni e dai fondi del mercato monetario. Gli investitori globali si sono riversati in massa sulla liquidità in dollari USA liquidando posizioni e causando vendite forzate e problemi di copertura senza precedenti.

La buona notizia è che le autorità politiche hanno potuto mettere a frutto le lezioni imparate dalla crisi del 2008. I governi e le banche centrali del mondo le hanno rispolverate e si sono messi al lavoro. La Fed ha tagliato i tassi alla soglia minima e ha iniettato oltre mille miliardi di dollari di liquidità nel sistema, promettendo un QE illimitato e un approccio “whatever it takes”. Sono stati lanciati diversi programmi per stabilizzare i mercati finanziari, migliorare la liquidità e assicurare l’offerta di credito all’economia. Altre banche centrali si sono allineate alla Fed lanciando importanti programmi di QE dopo aver tagliato i tassi alla soglia minima in tempi record. Nella maggior parte dei casi, gli acquisti delle banche centrali copriranno tutto il fabbisogno finanziario dei governi. Anche la Banca centrale australiana (RBA) ha attuato una forma di controllo della curva dei rendimenti (YCC, Yield Curve Control). La Banca centrale europea (BCE) ha aggiunto ai programmi di QE esistenti un nuovo strumento ben più flessibile, il cosiddetto programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme) per consentire investimenti per oltre mille miliardi in titoli di Stato.

Anche il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge di riferimento per l’assegnazione di oltre duemila miliardi di dollari a sostegno dell’economia per il periodo dello shutdown. Gli interventi della Fed e di altre autorità mondiali hanno migliorato le condizioni e il clima di fiducia sui mercati. L’ultima settimana di marzo, i mercati azionari e creditizi si sono ripresi in modo significativo e i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, in linea con la logica economica. Non possiamo ancora dire quanto profonda e duratura sarà la contrazione economica (recessione). Ci auguriamo che le misure politiche attuali e future (qualora quelle attuali si rivelassero insufficienti) possano limitare i danni per l’economia e consentire un graduale ritorno alla normalità una volta superata l’emergenza sanitaria. Nel frattempo rimarremo ostaggio del virus. Crediamo di essere alla fine dell’inizio.

 
 
 
Figura 1: Andamento degli asset da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 marzo 2020. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di alcun investimento specifico. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici, si rimanda alla sezione che segue.

 
 
 
Figura 2: Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Fonte: Bloomberg. Dati al 31 marzo 2020. Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD.

 
 
 
Figura 3 – Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JP Morgan. Dati al 31 marzo 2020.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Marzo è stato un altro mese schizofrenico, caratterizzato da un’estrema volatilità e da rendimenti e spread in continua oscillazione. Si sono contraddistinti tre regimi specifici: dal 1° al 6 marzo possiamo parlare di un normale mercato in ribasso, dal 6 al 19 (quando si sono registrati picchi negli spread di rendimento delle obbligazioni IG) si era già diffuso il panico a livello globale, mentre dal 19 fino alla fine del mese possiamo parlare di un rally di sollievo. Naturalmente, le cose continuavano a peggiorare. La prima settimana del mese era una continuazione di febbraio. Le cose si stavano già mettendo al peggio, ma eravano ancora in linea con le aspettative. Le azioni si stavano indebolendo, gli spread creditizi registravano aumenti modesti, i rendimenti dei titoli di Stato scendevano. I rendimenti dei Treasury USA decennali hanno ceduto oltre 50 punti base (pb), mentre i rendimenti delle obbligazioni investment grade USA sono rimasti pressoché invariati. Tuttavia, l’esplosione delle infezioni in Europa e gli imminenti lockdown negli Stati Uniti nel weekend del 7 marzo, oltre all’annuncio che l’OPEC+ avrebbe innescato una guerra dei prezzi anziché tagliare la produzione, hanno fatto vacillare i mercati. Si è registrato un picco nella domanda di liquidità, soprattutto in dollari USA, e molti investitori si sono trovati nella condizione di dover vendere tutto ciò che potevano per sopravvivere. I mercati monetari hanno vacillato, mentre i mercati dei cambi e dei titoli di Stato hanno iniziato ad assumere andamenti meno omogenei a causa della crescente necessità degli investitori di generare cassa e della limitata liquidità dei mercati. Le azioni sono crollate e gli spread creditizi (e i rendimenti) si sono impennati. La velocità con cui i titoli rischiosi sono caduti in territorio ribassista (un calo del 20% o più) è la più alta che sia mai stata registrata.

Per molti versi si è trattato di una classica contrazione della liquidità. Il fatto che il mondo esigesse liquidità esclusivamente in dollari USA ha indotto le autorità monetarie mondiali a dare una risposta senza precedenti. I tassi sono stati tagliati alla soglia minima (se non l’avevano ancora raggiunta) e migliaia di miliardi di dollari sono stati iniettati nei mercati monetari e obbligazionari. Sono stati definiti nuovi programmi con una serie di acronimi inediti (TALF, MMCP, CPFF). Questo ha contribuito in modo significativo a calmare i mercati, in particolare quelli dei titoli di Stato, i cui rendimenti sono saliti inaspettatamente nel momento in cui la domanda di liquidità ha superato la più normale domanda di asset con duration (privi di rischio di insolvenza), considerati beni rifugio. Entro il 19 marzo, i rendimenti dei Treasury USA e altri titoli di Stato globali hanno iniziato a scendere, mentre i mercati andavano verso la normalizzazione, dimostrando il successo del primo obiettivo della Fed: stabilizzare i mercati monetari e abbassare il tasso di interesse privo di rischio. Il crollo dei rendimenti dei Treasury USA ha determinato la riduzione dei rendimenti delle obbligazioni investment grade, riducendo i costi di finanziamento per il settore privato sotto assedio. Il programma di stabilizzazione fiscale degli Stati Uniti, inserito nel CARES Act, anche se non ancora implementato, è il collegamento che manca per dare sostegno alle famiglie e alle aziende in attesa che il tasso di infezione si riduca e che le economie riaprano.

Sfortunatamente, stabilizzazione non è sinonimo di ripresa. L’economia globale sta vivendo un rallentamento senza precedenti per l’epoca moderna poiché tutti i governi su scala mondiale hanno ordinato alle aziende di chiudere e alle persone di restare a casa. Non è chiaro quanto dureranno gli shutdown e al momento solo alcune economie asiatiche stanno muovendo i primi passi verso la normalizzazione dell’attività economica. Con tutta probabilità i dati macroeconomici saranno terribili in aprile, tuttavia pensiamo che possano turbare meno del solito i mercati per due ragioni: innanzitutto, un drastico rallentamento è già stato messo in conto, secondo, i dati daranno solo minime indicazioni sulla futura evoluzione della crescita economica poiché dipende molto di più dalla pandemia di COVID-19 e dalla velocità con cui i governi riusciranno a riaprire l’economia. Riteniamo che qualsiasi indicazione di un migliore andamento dell’economia, dei flussi di cassa o degli utili rispetto alle previsioni darà impulso alla performance dei titoli rischiosi. Prima della diffusione dei contagi da COVID-19 l’economia si trovava in una condizione relativamente buona, pertanto l’attività economica potrebbe normalizzarsi abbastanza rapidamente, supponendo che le misure di contenimento e di isolamento sociale possano essere allentate rapidamente senza la minaccia di una seconda ondata di infezioni. La buona notizia è che la risposta politica è veramente imponente.

Per ora, rimangono comunque molte incognite che ci fanno propendere per la massima cautela. Le economie possono essere riaperte semplicemente, come se si premesse un interruttore? I danni saranno persistenti? La disoccupazione calerà rapidamente? Quali settori ne usciranno indenni?  I settori del turismo e dell’intrattenimento subiranno cambiamenti irreversibili? Molte domande, ma pochissime risposte.

Tenendo conto di queste domande, ecco ciò che consideriamo una strategia d’investimento appropriata. I rendimenti dei titoli di Stato hanno toccato i minimi storici e livelli record in base ad alcuni parametri valutativi. Tuttavia, non è scontato che presto saliranno, anche in presenza di deficit senza precedenti negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Possono scendere ancora se l’economia peggiora ulteriormente, scenario non difficile da immaginare data l’incertezza che regna dopo lo shock provocato dalla diffusione del virus. Le banche centrali utilizzeranno i propri bilanci per fornire QE “illimitato”, il che significa che faranno tutto il necessario per assicurare flussi di credito a tutti i settori / a tutte le società solventi. Ove possibile, le autorità fiscali interverranno per sostenere il reddito e l’occupazione al fine di impedire il crollo della domanda aggregata ora e quando la pandemia sarà superata. Questo significa che gli investimenti dovrebbero, per il momento, essere rivolti a quelle aziende/asset che possono beneficiare direttamente dell’aiuto dei governi. I titoli di Stato, il credito investment grade e i titoli agency garantiti da ipoteche dovrebbero tutti essere beneficiari diretti. Di questi, solo i titoli di credito investment grade appaiono convenienti a livello fondamentale, offrendo un maggiore potenziale di rendimento agli investitori pazienti di lungo termine. L’high yield offre buone opportunità a coloro che sono disposti ad assumersi rischi maggiori. Sebbene questa crisi sia per molti versi diversa da tutte le precedenti, l’high yield si è dimostrato resiliente e capace di generare solidi rendimenti totali dopo periodi di forte ampliamento degli spread. Anche se è probabile che le insolvenze aumentino drasticamente in alcuni settori high yield, crediamo che l’attuale ampliamento degli spread dimostri che tale dinamica è già scontata. Anche la differenziazione tra settori e aziende sarà molto importante poiché alcuni settori sono più colpiti di altri e non tutte le aziende verranno salvate dai governi. L’identificazione di team di gestione di qualità e la flessibilità dei modelli di business saranno la chiave per la generazione di ritorni sugli investimenti. 

I titoli cartolarizzati hanno registrato performance particolarmente negative nel mese di marzo, soprattutto se pensiamo che sono considerati asset a rischio relativamente basso. Crediamo che questo sia dovuto alle liquidazioni forzate, alla perdita di finanziamenti e alle conseguenti vendite dettate dal panico. Gran parte della svalutazione non è dovuta al deterioramento delle performance degli asset o delle strutture, sebbene uno shutdown economico prolungato comprometterà indubbiamente la qualità degli asset. Prevediamo quindi che ad aprile gli spread dei settori più cartolarizzati tornino su livelli normali, anche se è probabile che rimangano materialmente più elevati rispetto ai livelli pre-coronavirus, visti i forti rischi economici. A nostro avviso, l’attuale contesto di mercato potrebbe rappresentare un ottimo punto d’ingresso per i nuovi investitori e un’opportunità per recuperare le perdite per chi investe da prima.

Molti paesi emergenti si trovano nella stessa posizione, dove un ritiro generalizzato dall’asset class ha prodotto vendite forzate e ribassi dei prezzi dei titoli che non rispecchiano necessariamente cambiamenti nei fondamentali. La governance, la solidità dei bilanci e la crescita economica saranno fattori chiave per identificare i paesi che inizieranno la ripresa nei mesi a venire.

Mercati sviluppati

Analisi mensile

Marzo è stato un mese assolutamente anomalo per i mercati valutari e dei tassi dei paesi sviluppati. I timori suscitati dal coronavirus hanno infatti causato un tracollo dei titoli rischiosi e la volatilità e la crisi di liquidità che ne sono seguite hanno messo in difficoltà tutte le altre asset class, fino a quando le drastiche misure adottate dalle banche centrali e dai governi non hanno riportato un po’ di ordine sui mercati. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve (Fed) ha annunciato imponenti misure politiche: ha ridotto il tasso sui Federal Fund portandolo nell’intervallo 0-0,25% e il tasso di finanziamento dello sportello di sconto allo 0,25%; ha inoltre “incoraggiato” le banche a utilizzare lo sportello di sconto come fonte di finanziamento per far fronte alle richieste dei clienti, eliminando lo stigma associato al ricorso a questa fonte di finanziamento.

Prospettive

Le prospettive globali dipendono dall’andamento dell’epidemia da coronavirus e la velocità di diffusione nelle prossime settimane sarà cruciale per determinare il suo impatto globale nel breve e nel lungo termine. Tuttavia, considerati i rischi di ribasso, quasi certamente le banche centrali manterranno un orientamento accomodante ancora a lungo. Un elemento di differenziazione fondamentale, d’ora in avanti, sarà l’efficacia con cui verrà gestita la pandemia, ed è probabile che le economie che otterranno i risultati migliori beneficeranno anche di ripercussioni positive sui prezzi degli asset quotati sui mercati locali.

Mercati emergenti

Analisi mensile

In un momento assolutamente anomalo, i mercati finanziari hanno evidenziato un andamento assolutamente anomalo. Il debito emergente non ha fatto eccezione e i titoli rischiosi hanno toccato i minimi storici nel mese di marzo. Gli effetti combinati del rallentamento globale, provocato dalle misure di contrasto a COVID-19, e del calo dei prezzi del petrolio, riconducibile sia al crollo della domanda sia agli attriti tra Arabia Saudita e Russia, hanno creato un quadro a dir poco problematico.

Prospettive

Pur non sapendo quando tutto questo finirà, possiamo certamente affermare che le numerose politiche monetarie e fiscali messe in atto da governi e banche centrali di tutto il mondo stanno avendo un effetto stabilizzatore. L’illiquidità generata dalle tensioni ha avuto effetti bidirezionali e abbiamo osservato rimonte rapide e pronunciate in molte asset class non appena la propensione al rischio è tornata positiva (benché su livelli ancora inferiori a quelli di inizio mese). Nei mercati emergenti, riteniamo che alcuni paesi siano in grado di superare le attuali pressioni economiche, mentre altri appaiono decisamente più vulnerabili. Nel post-crisi, i cambiamenti causati dalle recenti guerre commerciali nella filiera produttiva globale non potranno che essere accelerati in quanto i singoli paesi cercheranno di costruire le loro protezioni sanitarie e mediche.

Credito

Analisi mensile

A marzo i differenziali delle obbligazioni societarie si sono ampliati negli Stati Uniti e in Europa. La principale determinante dell’andamento degli spread creditizi a marzo è stata l’incertezza creata dal coronavirus e il livello toccato dalle vendite di titoli di credito. Altri fattori che hanno causato volatilità sono stati il fallimento dei negoziati dell’OPEC sulla gestione dell’offerta, la risposta delle banche centrali alla crisi per mezzo di iniezioni di liquidità e programmi di acquisto di obbligazioni societarie, l’aumento dell’offerta – quando la debolezza dei mercati dei finanziamenti a breve termine ha costretto gli emittenti di alta qualità a rivolgersi al mercato pubblico dei titoli societari – e l’andamento dei rating, in particolare nei settori direttamente colpiti dalla debolezza dell’attività economica.

Prospettive

L’economia (e i prezzi degli asset) sono stati colpiti dalle misure di contenimento necessarie per arrestare la diffusione del coronavirus e dalla conseguente flessione dei corsi petroliferi, che hanno risentito anche del fallimento dei negoziati dell’OPEC. I mercati stanno cercando di capire (1) quanto dureranno le politiche di isolamento e (2) quanto ci vorrà per sviluppare un vaccino. Le speranze di una curva di ripresa a “V” non costituiscono più lo scenario di base. I mercati stanno infatti scontando non solo la constatazione che non sia più così certo che l’arrivo della stagione calda ridurrà l’impatto del virus, ma anche il rischio che, stando agli esperti, ci potrebbero voler mesi (e non settimane) per lo sviluppo di un vaccino. La verità è che la scarsità di dati credibili impedisce la formulazione di uno scenario di base.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

Il quadro creditizio fondamentale positivo tanto negli Stati Uniti quanto in Europa è diventato presto negativo nel momento in cui ampi segmenti dell’economia sono stati chiusi. Il contesto caratterizzato da un basso tasso di disoccupazione è rapidamente mutato sull’onda dei massicci licenziamenti annunciati nel terziario. Governi e banche centrali sono prontamente intervenuti con stimoli senza precedenti, tra cui imponenti acquisti da parte delle banche centrali, versamenti in contanti ai contribuenti, aiuti per le piccole imprese e per i settori più colpiti dal coronavirus. Queste misure dovrebbero contribuire ad attutire i danni causati dalla pandemia, che tuttavia saranno notevoli e varieranno da settore a settore.

Prospettive

Ci aspettiamo che i differenziali di molti settori cartolarizzati tornino su livelli normali nel mese di aprile. Le vendite dettate dal panico e le liquidazioni forzate avvenute a marzo sembrano essersi attenuate e il mercato sta incamerando nuovi capitali. È probabile che gli spread rimarranno materialmente più elevati rispetto ai livelli pre-coronavirus, visti i forti rischi economici, tuttavia dovrebbero scendere dai valori correnti non appena la reazione eccessiva del mercato e le vendite forzate si dissiperanno. A nostro avviso, l’attuale contesto di mercato rappresenta un ottimo punto d’ingresso per i nuovi investitori e un’opportunità per recuperare le perdite per gli investitori odierni. 

 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark generale che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

Il Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield Index misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) riproduce l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali tedesche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Germania, quello delle obbligazioni governative decennali nipponiche dall’indice ufficiale Datastream per il Giappone e quello delle obbligazioni governative decennali statunitensi (Treasury) dall’indice ufficiale Datastream per gli Stati Uniti.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è costruito per seguire la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni domestiche e i bond “Yankee” di grado high yield, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index—Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L'indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali spagnole è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Spagna.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), YEN 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

DISTRIBUZIONE

Il presente documento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – Morgan Stanley Investment Management Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312, Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Irlanda: Morgan Stanley Investment Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, Irlanda. Società registrata in Irlanda con il numero 616662. Regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Italia – Morgan Stanley Investment Management Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited, una società registrata nel Regno Unito, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA), con sede legale a 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA. Morgan Stanley Investment Management Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano), con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, è registrata in Italia con codice fiscale e P. IVA 08829360968. Paesi Bassi – Morgan Stanley Investment Management, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited. Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority nel Regno Unito. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0)44 588 1074.

Giappone –Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

Stati Uniti –

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore dei Fondi Morgan Stanley.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO BANCARIO

Hong Kong: Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA – La presente comunicazione è stata pubblicata da Morgan Stanley Investment Management Limited (“MSIM”). Società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra con il n. 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, Londra E14 4QA.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

 

Prima di procedere è necessario leggere attentamente tutti i Termini e le Condizioni che illustrano i vincoli legali e normativi che regolano la divulgazione delle informazioni relative ai prodotti di investimento Morgan Stanley Investment Management.

È possibile che i servizi illustrati in questo sito Web non siano disponibili in tutte le giurisdizioni o a qualsiasi persona. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle condizioni d'uso.


Privacy e cookie    •    Istruzioni per l'uso

©  Morgan Stanley. Diritti riservati.