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Global Equity Observer
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luglio 16, 2020
Il futuro dei pagamenti
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luglio 16, 2020

Il futuro dei pagamenti


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Il futuro dei pagamenti

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luglio 16, 2020

 
 

Il settore dei pagamenti si sta gradualmente affermando come una delle aree più promettenti nel mondo delle tecnologie finanziarie (“Fintech”). Prima del Covid-19, il 50% circa delle transazioni globali veniva effettuato in contanti.1 La pandemia ha spostato forzatamente online molte delle transazioni precedentemente svolte di persona, in situazioni in cui il pagamento in contanti è difficoltoso. Inoltre, banconote e monete sono potenziali veicoli di trasmissione del virus. Una volta che i consumatori si saranno abituati alla comodità dei metodi di pagamento digitali, l’allontanamento dal contante dovrebbe rimanere una tendenza strutturale anche a seguito della crisi sanitaria. La crescita dei volumi dei pagamenti digitali potrebbe superare il 12% annuo nel medio termine, una prospettiva molto incoraggiante per il settore.2

 
 
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Ora che i consumatori si sono abituati ai metodi di pagamento digitali, l’allontanamento dal contante dovrebbe rimanere una tendenza strutturale anche una volta superata la crisi sanitaria”
 
 
 

L’universo dei pagamenti è complicato e vede la partecipazione di diverse tipologie di operatori con ruoli e proposte di valore differenti. In generale, è possibile distinguere tre categorie principali: emittenti di carte, reti di pagamento e acquisitori di esercenti. Gli emittenti di carte sono per lo più banche e società di carte di credito, che emettono carte di credito e di debito a clienti al dettaglio o all’ingrosso. Le reti di pagamento forniscono l’infrastruttura e le regole per lo scambio di autorizzazioni e denaro. Gli acquisitori di esercenti mettono in collegamento i negozi fisici o online che accettano pagamenti tramite le reti.

Ad esempio, quando un cliente striscia la sua carta per pagare la spesa presso il suo supermercato locale, il dispositivo invia un messaggio all’acquisitore di esercenti chiedendo l’autorizzazione al pagamento. L’acquisitore invia il messaggio attraverso la rete che a sua volta lo inoltra all’emittente della carta. Se l’emittente conferma l’idoneità della carta, l’autorizzazione torna all’acquisitore attraverso la rete e quindi al supermercato. A seconda della carta utilizzata e dell’area geografica, per ogni 100 dollari di spesa il supermercato riceve all’incirca 98-99 dollari, mentre le commissioni di acquisitori, reti ed emittenti sono pari rispettivamente a 0,10-0,20 dollari, circa 0,20 dollari e 0,60-1,30 dollari.3 A prima vista, sembrerebbe che siano gli emittenti di carte a guadagnarci di più, ma in realtà una parte di queste commissioni viene trasferita nuovamente ai consumatori sotto forma di incentivi come miglia aeree, contanti prelevati all’atto del pagamento o riduzione dei costi di conversione valutaria.

 
 
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In passato, le reti di pagamento pure hanno rappresentato la parte più interessante dell’intero ecosistema dei pagamenti"
 
 
 

Reti di pagamento: l’area più resiliente del sistema

In passato, le due reti di pagamento pure, Visa e MasterCard, hanno rappresentato i colli di bottiglia più appetibili dell’intero ecosistema. Entrambe dispongono di tre sovrapposti elementi di solidità: una rete di consumatori, una rete di esercenti e una rete di istituti finanziari. Queste solide mura si sono rivelate estremamente difficili da oltrepassare. Esistono operatori verticalmente integrati, reti di pagamento nazionali e nuovi fornitori emergenti di pagamenti elettronici, ma senza l’aiuto fornito da regolamenti governativi per bilanciare i vantaggi competitivi e in mancanza di ingenti livelli di capitale, competere con gli operatori preesistenti si è rivelato davvero difficile. Gran parte di queste alternative non può contare su investimenti, portata internazionale o qualità del servizio paragonabili a quelli di Visa o Mastercard. Ciò ha consentito a Visa e MasterCard di mantenere quote di mercato stabili e spesso dominanti in un mercato in crescita, dato lo spostamento strutturale verso i pagamenti tramite carte.  

Acquisitori di esercenti alla riscossa

L’attività di acquisizione degli esercenti viene svolta prevalentemente dalle banche, soprattutto in Europa. In passato queste attività facevano parte dei servizi che le banche commerciali fornivano ai clienti. Nel tempo, le economie di scala connaturate al business hanno portato all’affermazione di servizi dapprima interni alla banca e in seguito di operatori commerciali indipendenti, in grado di fornire servizi di elaborazione e acquisizione di esercenti. Queste società possono scegliere tra due strategie: consolidare in un unico luogo l’infrastruttura di merchant banking esistente e creare sinergie grazie all’ottimizzazione di sistemi e costi, oppure adoperare un’unica soluzione tecnologica integrata e acquisire clienti di conseguenza. Aziende come Adyen, Stripe e PayPal hanno perseguito la seconda strategia e registrato tassi di crescita molto sostenuti a costi interessanti, il che ha portato i titoli su valutazioni elevate. Al contempo, alcuni degli operatori che puntano sul consolidamento e scambiano su multipli più accessibili stanno compiendo buoni progressi grazie ad accordi di prezzo intelligenti e al miglioramento delle abilità d’integrazione.

Emittenti di carte: legame indissolubile con banche e istituti di credito

Gran parte dell’attività di emissione avviene nelle banche e negli istituti di credito. Talvolta, le attività di elaborazione vengono esternalizzate per ottenere economie di scala, ma le operazioni di emissione vere e proprie, che danno accesso alla commissione di interscambio, rimangono all’interno. L’emissione di carte genera rendimenti molto interessanti, cui vanno poi sottratti gli incentivi diretti o indiretti che sono variabili. Tuttavia, nella gran parte dei casi queste attività non raggiungono dimensioni tali da determinare l’andamento economico dell’azienda.

Dati: la frontiera del futuro

L’attuale tesi d’investimento poggia sul vantaggio insito nel consolidare ciò che per natura è un business sostanzialmente a costi fissi. In aggiunta a ciò, il settore dei pagamenti fornisce una fonte inesauribile di dati su cui costruire servizi a valore aggiunto.

 
 
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In ultima analisi, il successo verrà determinato da coloro saranno in grado di generare i dati di maggiore qualità”
 
 
 

Ad esempio, i fast food stanno installando dei chioschi all’interno dei loro ristoranti per permettere di ordinare il cibo da ritirare in cassa. I clienti tendono a ordinare più prodotti o cibi più costosi al chiosco, probabilmente perché sentono meno la pressione delle altre persone in coda. L’uso delle app evidenzia una dinamica simile. Creare uno strumento che aiuti i fast food a prevedere il rendimento dell’investimento in chioschi, sulla base della clientela esistente, potrebbe essere molto utile.

In ultima istanza, il successo in questo settore dipenderà dalla capacità di generare i dati di maggiore qualità. Alcune delle banche di maggiori dimensioni che dispongono di attività di emissione e acquisizione interne dovrebbero essere meglio equipaggiate. Tuttavia, tale capacità richiede l’integrazione di divisioni separate (banca retail e commerciale) nonché un ammodernamento radicale dei sistemi esistenti. In passato le banche, in particolare quelle tradizionali, hanno fatto fatica a raccogliere sfide di questo tipo. Le reti di carte di pagamento possiedono i dati di gran lunga più dettagliati. Tuttavia, il loro ruolo centrale non è limitato solo all’elaborazione ma prevede anche un coinvolgimento in veste di arbitri e regolamentatori tra acquirenti ed emittenti. Mantenere la neutralità arbitrale dovendo competere sui dati non sarà facile.

Alcuni acquisitori di esercenti stanno offrendo servizi a valore aggiunto. Come per le banche, l’architettura organizzativa sarà fondamentale per avere successo e gli operatori con un unico stack tecnologico risulteranno favoriti. Anche i portafogli digitali di recente introduzione come ApplePay e GooglePay promettono bene, a condizione che riescano a integrare i dati di pagamento con gli altri database proprietari.

Implicazioni

In un’ottica ESG, il passaggio dal contante ai pagamenti digitali potrebbe portare all’esclusione finanziaria delle fasce di popolazione prive di accesso al sistema bancario, soprattutto nei mercati emergenti. Visa è perfettamente consapevole di questo rischio e da tempo aiuta le persone prive di servizi bancari ad accedere a conti di pagamento elettronici, puntando a raggiungere 500 milioni di persone entro il 2020. Il passaggio al digitale solleva anche problemi di sicurezza dei pagamenti. Visa ha investito massicciamente nella sicurezza dei dati. Ha ottenuto il rating massimo in occasione dell’edizione Cybersecurity 2019 di Gartner Consulting e ha scongiurato frodi per circa USD 25 miliardi grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

In quanto investitori orientati alla qualità e alla protezione dai ribassi, abbiamo sempre guardato con interesse al settore delle reti di pagamento date la solidità dei business model e le economie di scala. Le banche e le società di carte di credito pure sono escluse dai nostri portafogli globali a causa dei bassi rendimenti e della leva finanziaria elevata. Il ramo acquisizione di esercenti è più interessante, anche se gli operatori con stack tecnologici integrati presentano valutazioni molto elevate.

 
 

1 Fonte: Capgemini World Payments Report 2019

2 Fonte: Capgemini World Payments Report 2019

3 Fonte: Adyen, Nexi, Visa e analisi Morgan Stanley


 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero la possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in questa strategia può comportare una perdita per l’investitore. Inoltre, la strategia può essere esposta ad alcuni rischi aggiuntivi. I mutamenti che investono l’economia mondiale, la spesa al consumo, la concorrenza, i fattori demografici, le preferenze dei consumatori, le norme varate dai governi e le condizioni economiche possono influire negativamente sulle società che operano su scala globale e produrre sulla strategia un impatto negativo maggiore rispetto a quello che si sarebbe avuto se il patrimonio fosse stato investito in un più ampio ventaglio di società. Le valutazioni dei titoli azionari tendono in genere a oscillare anche in risposta a eventi specifici in seno a una determinata società. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. I titoli delle società a bassa capitalizzazione comportano rischi particolari, come l’esiguità delle linee di prodotto, dei mercati e delle risorse finanziarie, e possono registrare una maggiore volatilità di mercato rispetto a quelli di società più consolidate di dimensioni maggiori. I rischi associati agli investimenti nei Mercati Emergenti sono maggiori di quelli associati agli investimenti nei Mercati Sviluppati esteri. I portafogli non diversificati spesso investono in un numero più ristretto di emittenti. Pertanto, le variazioni della situazione finanziaria o del valore di mercato di un singolo emittente possono causare una maggiore volatilità. Strategia di vendita di opzioni. La vendita di opzioni call comporta il rischio che, al momento dell’esercizio dell’opzione, il portafoglio sia costretto a vendere il titolo o lo strumento sottostante (o a regolare per contanti un importo di pari valore) a un prezzo svantaggioso o inferiore al rispettivo prezzo di mercato. Durante la vita dell’opzione, il portafoglio – in quanto emittente di un’opzione call – perde la possibilità di trarre vantaggio dagli incrementi di valore del titolo o dello strumento sottostante a copertura dell’opzione che superino la somma del premio e del prezzo di esercizio, ma rimane esposto al rischio di perdite qualora il prezzo del titolo o dello strumento sottostante dovesse diminuire. Inoltre, la strategia di vendita di opzioni call potrebbe non proteggere completamente il portafoglio dalle svalutazioni del mercato. Esistono rischi particolari associati alla vendita di opzioni non coperte che espongono il portafoglio a perdite potenzialmente significative.

 
dirk.hoffmannbecking
Executive Director
International Equity Team
 
alex.gabriele
Executive Director
International Equity Team
 
 
 
 

DISTRIBUZIONE

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