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Global Fixed Income Bulletin
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febbraio 29, 2020
Tutto dipende dal virus
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febbraio 29, 2020

Tutto dipende dal virus


Global Fixed Income Bulletin

Tutto dipende dal virus

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febbraio 29, 2020

 
 

Febbraio ha segnato un momento di svolta nell’evoluzione dell’epidemia di coronavirus (Covid-19) e delle sue ripercussioni. Fino al 19 febbraio, il giorno in cui l’indice S&P ha toccato i massimi storici, regnava l’ottimismo. Il mondo credeva che questa crisi sanitaria sarebbe stata probabilmente circoscritta all’Asia, prevalentemente alla Cina, e che avrebbe avuto un impatto relativamente contenuto sulle economie degli Stati Uniti e dell’Europa. Rappresentava uno shock dell’offerta temporaneo, un’interruzione delle filiere produttive, ma, soprattutto, non avrebbe inciso in misura rilevante sulla performance economica cumulativa del 2020, negli Stati Uniti o in Cina. La perdita di produzione sarebbe stata recuperata senza un impatto duraturo sulla domanda. Che dire: si è rivelato un eccesso di ottimismo. A fine mese, il rendimento dei Treasury USA decennali era sceso al minimo storico, le azioni avevano subito ribassi prossimi alle due cifre e le obbligazioni high yield registravano un rendimento annuo negativo.

 
 

L’incapacità di contenere la diffusione del coronavirus in Cina (e in Asia) ha cambiato completamente la situazione. Il mondo è ora alle prese con uno shock della domanda aggregata (in aggiunta al crollo di breve termine della domanda cinese), che va a sommarsi all’iniziale shock dell’offerta asiatico. La crescita economica accuserà un colpo più duro (benché non sia emerso ancora nulla di realmente evidente dai dati). Questo impatto durerà più a lungo e sarà globale. Soprattutto, nessuno sa quando finirà. La Brookings Institution ha formulato SETTE possibili scenari, ma probabilmente ce ne sono molti di più. Questa incertezza peserà su economie e mercati finanziari fino a che i dati non dimostreranno che avremo raggiunto il picco dei contagi. La recessione è probabile nei paesi già alle prese con previsioni economiche precarie e un quadro politico debole. Altre nazioni, tra cui probabilmente gli Stati Uniti, eviteranno la recessione ma non una stagnazione economica. La volatilità rimarrà elevata, i titoli di Stato dovrebbero continuare a ricevere un buon supporto e gli attivi rischiosi potrebbero risentirne (i mercati finanziari non erano posizionati adeguatamente per la miriade di notizie negative diffuse dopo il 19 febbraio). Riteniamo che nel medio termine questa crisi sarà superata e le economie torneranno alla normalità. I tempi e la portata delle difficoltà incontrate lungo il cammino determineranno l’entità dei ribassi dei rendimenti e delle oscillazioni dei differenziali creditizi. Fintantoché l’impatto del virus rimarrà destabilizzante senza diventare distruttivo dovremmo riuscire a intravedere la fine del tunnel. Allacciatevi le cinture!

 
 
 
Figura 1: Andamento degli attivi da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 29 febbraio 2020. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di alcun investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alle pagg.

 
 
 
Figura 2: Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Fonte: Bloomberg. Dati al 29 febbraio 2020. Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD.

 
 
 
Figura 3: Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JP Morgan. Dati al 29 feb. 2020.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Febbraio è stata una partita in due tempi: prima del 19 le prospettive erano ancora rosee, mentre dopo il 19 lo scenario alla “Riccioli d’Oro” è stato posticipato a data da destinarsi. Prima del 19, lo scenario prevedeva una proseguimento della stabile ripresa che ha contraddistinto la fine del 2019, con le azioni e i titoli di Stato in rialzo e il credito che evidenziava buone performance nonostante il parziale ampliamento dei differenziali dovuto ai livelli compressi di fine 2019 e ai rischi relativi al coronavirus. A fine febbraio i mercati hanno vissuto la peggiore settimana dalla crisi finanziaria del 2008 e il rendimento del Treasury decennale ha toccato i minimi storici a causa della continua diffusione del coronavirus in tutto il mondo. È ormai chiaro che la pandemia di coronavirus avrà un impatto significativo sull’economia globale. Sebbene fosse opinione diffusa che l’effetto peggiore si sarebbe materializzato nel primo trimestre e che nel secondo sarebbe sopraggiunta la ripresa, questo scenario appare ora eccessivamente ottimistico. A questo punto, crediamo sempre più che difficilmente l’incertezza verrà eliminata prima della fine del secondo trimestre.

Pertanto, formulare ipotesi sui prossimi mesi è un’impresa quantomai ardua. Il coronavirus provoca una situazione instabile per i mercati e nessuno sa con certezza quanto durerà. Sul versante più positivo, l’epidemia sembra recedere in Cina, dove tutto è iniziato, consentendo all’economia di cominciare a riprendersi. Altri paesi asiatici, tra cui Giappone, Singapore e Taiwan, sono stati incredibilmente efficienti nel contenere la diffusione. Di contro, i contagi al di fuori della Cina hanno mostrato un’accelerazione, soprattutto in Europa, e hanno appena cominciato ad accelerare negli Stati Uniti e in molte altre nazioni. Il fallimento del sistema sanitario pubblico anche in una o due delle principali economie potrebbe avere effetti destabilizzanti sull’intera economia mondiale.

I mercati obbligazionari hanno reagito alla crescente avversione al rischio con un incremento della duration priva di rischio e un ampliamento degli spread creditizi (nei segmenti investment grade, high yield e mercati emergenti). I rendimenti dei titoli di Stato stanno toccando nuovi minimi storici in molte economie avanzate e non è chiaro quanto ancora possano scendere, a meno che questi paesi non entrino in recessione. Le banche centrali hanno risposto con allentamenti di emergenza, come tagli dei tassi e misure per distendere le condizioni monetarie e assicurare liquidità, ma il mercato ha previsto con largo anticipo questo tipo di interventi e inglobato nei prezzi gli importanti tagli dei tassi operati da tutte le banche centrali dei paesi sviluppati.

In futuro, bisognerà capire se l’impatto sarà solo “dirompente” per l’economia globale e seguito da una ripresa dell’attività economica dopo l’attuale rallentamento, oppure “distruttivo”, con tempistiche incerte e danni più duraturi. Il nostro scenario di base rimane quello di un effetto dirompente, con domande aperte su (1) il raggiungimento del picco nei contagi, (2) l’impatto sulla fiducia di consumatori e imprese e (3) il livello al quale i mercati offrono valutazioni convenienti. La buona notizia è che stiamo vedendo scendere in campo sia le banche centrali che i governi nazionali con misure di stimolo monetarie e fiscali, ma resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a calmare i mercati.

Anche se una politica monetaria accomodante non è di certo la soluzione a un problema di salute pubblica e avrà un effetto limitato nel proteggere l’economia da uno shock sul lato offerta, può comunque aiutare ad evitare un inasprimento delle condizioni monetarie. Il taglio a sorpresa (da 50 pb) operato dalla Fed a inizio marzo è stato particolarmente significativo in tal senso. Inoltre, ci aspettiamo che le banche centrali e le autorità fiscali mettano a punto misure di allentamento delle condizioni di finanziamento per supportare la liquidità di imprese e famiglie e il rispettivo accesso al credito.

Mercati Sviluppati

Analisi mensile

A febbraio, i rendimenti sono scesi sui minimi storici in tutto il mondo a causa dei timori legati agli impatti sociali ed economici del coronavirus, che ha continuato a diffondersi rapidamente al di fuori della Cina. Gli altri rischi geopolitici globali sono passati in secondo piano in quanto è stato proprio il coronavirus a dettare il passo ai mercati, soprattutto verso fine mese. L’OCSE ha tagliato le stime sulla crescita globale nel 2020 dal 2,9% al 2,4%. I rendimenti dei i titoli decennali in tutti i mercati sviluppati sono calati, con flessioni di 36 punti base (pb), 25 pb e 17 negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda e in Germania. Il VIX ha terminato il mese al 40%, un livello vicino al massimo quinquennale, segnalando i crescenti timori degli investitori circa gli effetti del coronavirus sull’economia globale. I tassi di breakeven statunitensi sono scesi, con il tasso decennale in chiusura a quota 1,43.1 Anche la nuova inversione della curva dei rendimenti dei Treasury e il crollo dei rendimenti reali hanno segnalato il clima d’incertezza per l’economia.

Prospettive

Le prospettive globali dipendono dall’andamento del coronavirus, e dalla velocità con cui si diffonderà nelle prossime settimane. È molto probabile che il virus si diffonda in tutta l’UE e negli Stati Uniti, mettendo gravemente a repentaglio l’economia regionale e globale, mentre l’economia cinese sembra in fase di normalizzazione. Se la situazione continuerà a peggiorare, soprattutto negli Stati Uniti, è ipotizzabile che la Fed torni a tagliare i tassi in occasione della riunione di marzo o poco dopo. Esiste la possibilità che la banca centrale statunitense fissi i tassi sui livelli minimi osservati a seguito della crisi finanziaria globale. La Fed ha promesso di contribuire a stabilizzare i mercati finanziari e ha ribadito l’impegno a essere “flessibile” circa le future politiche dei tassi d’interesse. Se la diffusione del virus rallenterà, a nostro avviso potremmo registrare una forte ripresa a livello globale. Il rischio di una recessione grave è improbabile a meno di un indebolimento dei mercati del lavoro.

Mercati Emergenti

Analisi mensile

Nel mese i mercati obbligazionari emergenti hanno generato performance negative, in quanto gli investitori hanno ridotto il rischio alla luce dell’incertezza circa la diffusione e l’impatto economico del coronavirus. Le valute emergenti si sono indebolite nei confronti del dollaro statunitense, mentre le performance in valuta locale sono rimaste stazionarie in quanto i rendimenti obbligazionari hanno segnato cali inferiori rispetto a quelli dei Treasury. Per gran parte del mese gli afflussi in questo segmento di mercato sono proseguiti (USD 4,4 mld), dirigendosi principalmente sulle strategie in valuta forte (USD 4,1 mld), mentre le strategie in valuta locale hanno incamerato USD 0,2 mln. Molte banche centrali hanno tagliato i tassi o adottato altre misure di allentamento per combattere il rallentamento dell’attività economica.2

Prospettive

Rimaniamo cauti sul debito emergente nel breve termine in quanto la situazione relativa al virus Covid-19 rimane ancora molto incerta. La trasmissione dello shock da coronavirus attraverso l’economia globale potrebbe provenire da varie fonti: dal lato della domanda (il calo della fiducia dei consumatori pesa sui consumi privati), dal settore finanziario (una correzione delle borse genera uno shock negativo sul patrimonio e dunque sui consumi, mentre l’ampliamento dei differenziali fa inasprire le condizioni finanziarie e dunque riduce gli investimenti aziendali) e dal lato dell’offerta, dato che le quarantene e le altre misure d’emergenza bloccano le catene produttive globali. A nostro avviso, il canale della domanda/finanziario è il più significativo e pertanto gli stimoli monetari e fiscali potrebbero riuscire a mitigare lo shock e a stabilizzare gli strumenti finanziari. I mercati hanno già prezzato i tagli dei tassi ad opera della Fed per oltre 100 pb nel prossimo anno, ed è probabile che le altre banche centrali ne seguiranno le orme varando i propri allentamenti monetari. Inoltre, alcuni dei paesi colpiti dal virus hanno annunciato stimoli fiscali ridotti (tra cui l’Italia), che potrebbero essere ampliati a seconda della gravità dello shock.

Credito

Analisi mensile

Com’era prevedibile, il fattore determinante per i differenziali creditizi sono state l’incertezza causata dal coronavirus e le relative ricadute sull’attività economica e sulla fiducia di mercati e imprese. Tra gli altri elementi che hanno caratterizzato il mese senza tuttavia incidere in misura rilevante sui movimenti dei mercati figurano la pubblicazione di altri dati economici inferiori alle attese (risalenti a prima del virus), gli annunci societari del T4 2019 superiori alle aspettative e l’inizio della campagna elettorale americana.

Prospettive

A febbraio abbiamo continuato ad adottare un posizionamento creditizio conservativo prendendo parte a un numero limitato di emissioni e lasciando immutata l’esposizione al rischio, con un posizionamento lungo sul credito ma in misura inferiore dopo le vendite effettuate nel quarto trimestre 2019.

Il coronavirus rappresenta una “situazione fluida” per i mercati, con il numero di nuovi casi e nuove aree geografiche colpite in continuo aumento. I mercati obbligazionari hanno reagito alla crescente avversione al rischio con un incremento della duration priva di rischio e un ampliamento degli spread creditizi. Bisognerà appurare se l’impatto sarà semplicemente “dirompente” o “distruttivo”.

 
 

1 Fonte: Bloomberg. Dati al 29 febbraio 2020.

2 Fonte: JP Morgan. Dati al 29 febbraio 2020.

 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark generale che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

Il Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield Index misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/ BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) riproduce l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali tedesche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Germania, quello delle obbligazioni governative decennali nipponiche dall’indice ufficiale Datastream per il Giappone e quello delle obbligazioni governative decennali statunitensi (Treasury) dall’indice ufficiale Datastream per gli Stati Uniti.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno Usa.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index—Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Sviluppati.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali spagnole è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Spagna.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), YEN 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

DISTRIBUZIONE

Il presente documento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – Morgan Stanley Investment Management Limited Niederlassung Deutschland Junghofstrasse 13-15 60311 Francoforte, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Irlanda – Morgan Stanley Investment Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublino 2, Irlanda. Società registrata in Irlanda con il numero 616662. Regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Italia – Morgan Stanley Investment Management Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited, una società registrata nel Regno Unito, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA), con sede legale a 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA. Morgan Stanley Investment Management Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano), con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, è registrata in Italia con codice fiscale e P. IVA 08829360968. Paesi Bassi – Morgan Stanley Investment Management, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: 31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited. Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority nel Regno Unito. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0)44 588 1074.

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Stati Uniti –

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NOTA INFORMATIVA

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Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

 

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

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