Market Pulse
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marzo 15, 2020
Valutazione degli stimoli fiscali globali: la cavalleria sta arrivando, ma lentamente e litigando sul cavallo da utilizzare
 

Market Pulse

Valutazione degli stimoli fiscali globali: la cavalleria sta arrivando, ma lentamente e litigando sul cavallo da utilizzare

Valutazione degli stimoli fiscali globali: la cavalleria sta arrivando, ma lentamente e litigando sul cavallo da utilizzare

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marzo 15, 2020

 
 

La politica monetaria non è più sufficiente. È tempo di rivolgersi agli stimoli fiscali e alle politiche di sostegno al mercato. Questo si sta verificando a livello globale in modo non coordinato. Come durante la crisi finanziaria del 2008, si tratta di un processo complesso perché coinvolge la sfera politica. Ma ora, a nostro avviso, è una cosa che i funzionari eletti devono fare; le banche centrali non possono farlo da sole. Le politiche di sostegno fiscale di solito seguono questo andamento:

  • Inizialmente si muovono lentamente, ma non così velocemente come richiesto dai mercati.
  • I piani iniziali sono spesso non sufficienti, deludendo anche i mercati.
  • I mercati vendono ulteriormente, segnalando ai responsabili politici di dover fare di più.
  • I politici alla fine fanno di più.
  • Questo genera un’asimmetria del rischio, in cui il potenziale di guadagno è superiore al potenziale di ribasso dopo il decorso dell’evento di crisi, vale a dire che il mercato assegna un valore ai livelli di prezzo piuttosto che vendere indiscriminatamente.

Cosa è stato fatto finora: Valutazione degli stimoli fiscali

Stati Uniti

  • La Federal Reserve (Fed) ha tagliato i tassi d’interesse di 100pb a 0,0% - 0,25%. La finestra di sconto del tasso di finanziamento è stata ridotta di 150pb portando il target superiore a 0,25.
    • Le banche sono “incoraggiate” ad usare la finestra di sconto come una fonte di finanziamento per poter soddisfare le esigenze dei clienti. Questo elimina di fatto lo stigma dell’utilizzo di questa fonte di finanziamento.
    • Le linee FX swap sono “incoraggiate” ad essere utilizzate dalle banche centrali globali ad un tasso ridotto pari a OIS+25pb. Questo è un tentativo di ridurre la domanda di dollari USA proveniente da entità straniere.
  • La Fed ha aggiunto circa 1.500mld di dollari di liquidità al mercato delle operazioni pronti contro termine per favorire il corretto funzionamento dei mercati dei titoli di stato USA.
  • Quantitative Easing (QE) da 700mld di dollari. Acquisti di Treasury USA per 500mld di dollari e 200mld di titoli garantiti da ipoteca.
  • Sgravio regolamentare per le banche statunitensi per poter estendere il credito all’economia reale.
    • La Fed ha ridotto il coefficiente di riserva obbligatorio per le banche allo 0% a partire dal 26 marzo, data di inizio del prossimo periodo di mantenimento.
    • Capitale bancario e riserve di liquidità: la Fed afferma che le banche statunitensi sono ben capitalizzate, la più grande detiene 1.300mld di dollari in azioni ordinarie e 2.900mld di dollari in attività liquide di alta qualità. Queste riserve di capitale e liquidità sono concepite per sostenere l’economia in situazioni avverse. La Fed supporterà le società the sceglieranno di utilizzare le proprie riserve di capitale e liquidità per i prestiti e per intraprendere altre azioni di sostegno, secondo la dichiarazione della Fed rilasciata il 15 marzo 2000.
  • Stimoli fiscali: misure connesse al settore sanitario sono state approvate dal Congresso il 14 marzo, e tra queste sottolineiamo: test gratis per il coronavirus, giorni di malattia retribuiti per l’emergenza, congedi retribuiti per coloro che non sono in grado di lavorare a causa del virus, incremento nell’assicurazione di disoccupazione e aumento delle operazioni di assistenza alimentare.
  • Questi stimoli non sono tuttavia sufficienti, poiché non considerano il supporto a specifici settori dell’economia maggiormente colpiti dal coronavirus. Perché? Riteniamo che il motivo sia di carattere politico. Diversi legislatori vogliono evitare programmi di aiuti in stile TARP (Troubled Asset Relief Program) che hanno supportato il settore privato per ragioni politiche.
  • Nonostante ciò, una linea di credito a supporto delle piccole e medie imprese è essenziale. Si tratta di una caratteristica in comune con altri stimoli fiscali a livello globale e gli USA non dovrebbero fare eccezione. Lasciando la politica da parte, le piccole imprese rappresentano circa il 65% dell’occupazione statunitense, che si traduce in via diretta in reddito e consumi ed i consumi sono circa il 70% del PIL. Pertanto, per supportare il PIL, i politici devono fornire un supporto alle attività di piccole e medie dimensioni.
  • Ci aspettiamo un ulteriore programma di supporto fiscale orientato per le imprese nel breve termine, ma i mercati rimarranno nervosi finché questo non accadrà.
 
 

Opzioni di politica fiscale

Trump

Pelosi e Schumer

Altre idee

Proposte

  • Sgravi temporanei per l’imposta sui salari
  • Agevolazioni fiscali o di altro tipo per I settori di viaggi e accoglienza
  • Assistenza sui prestiti per le piccole imprese
  • Congedi di malattia retribuiti

In esame

  • Sostegno alle aree geografiche più colpite
  • Congedi di malattia retribuiti
  • Incremento assicurazione di disoccupazione
  • Maggiore sicurezza alimentare
  • Equipaggiamento per coloro che lavorano in prima linea
  • Test gratis per il coronavirus
  • Assistenza nei costi per le cure mediche
  • Contenimento delle fluttuazioni dei prezzi
  • Incremento della portata della sanità

Furman

  • Rimborsi per $1,000/$500 (per adulto/bambino)
  • Estensione assicurazione di disoccupazione
  • Finanziamenti per gli stati
  • Incrementi per il programma Medicaid
  • Permessi retribuiti
  • Mense scolastiche

Altro

  • Sussidi di investimento
  • Agevolazioni limiti sulle perdite nette operative
  • Garanzie sui prestiti per viaggi/accoglienza
  • Credito mantenuto dai dipendenti

Fonte: Macro Cornerstone, al 12/03/2020

 
 


Regno Unito

  • La Bank of England ha tagliato i tassi di 50 punti base allo 0,25%.
  • Finanziamenti a termine per le PMI (TFSME) per £100mld
  • Il Fiscal Policy Committee (FPC) ha abbassato il requisito per la riserva anticiclica di capitale dall’1% allo 0%
  • Pacchetto di stimoli fiscali da £30mld, l’1,3% del PIL, equivalenti ad un allentamento di 125 punti base

 

Australia

  • Pacchetto fiscale da $17,6mld per supportare la crescita, superiore del previsto
  • Il 75% del suddetto ($12,8mld) dedicato alle imprese

 

Europa (BCE) (Nota: la BCE non può controllare gli stimoli fiscali, pertanto l’Europa rimarrà probabilmente in condizioni di maggiore stress)

  • Un nuovo e migliorato piano di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO), una linea di credito per le PMI
  • Pricing a tassi favorevoli (repo rate meno 25pb) e stabili per le banche che mantengono il proprio portafoglio prestiti nelle PMI (deposit rate meno 25pb)
  • Ulteriori riacquisti netti in titoli per €120mld entro la fine dell’anno
 
 

Considerazioni sui rischi

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del Portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal Portafoglio diminuisca e sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarli. Di conseguenza l’investimento in questo Portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. Si fa altresì presente che questo Portafoglio potrebbe essere esposto ad alcuni rischi aggiuntivi. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i corsi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli a più lungo termine possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla Strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. Le obbligazioni high-yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. I titoli esteri sono soggetti a rischi di cambio, politici, economici e di mercato. I rischi associati agli investimenti nei Paesi Emergenti sono maggiori di quelli associati agli investimenti nei Paesi Sviluppati esteri. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità).

 
jim.caron
Managing Director
Global Fixed Income Team
 
 
 
 

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