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marzo 23, 2020
Cinque settori che subiranno inevitabilmente l’impatto del cambiamento climatico
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marzo 23, 2020

Cinque settori che subiranno inevitabilmente l’impatto del cambiamento climatico


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Cinque settori che subiranno inevitabilmente l’impatto del cambiamento climatico

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marzo 23, 2020

 
 

Il cambiamento climatico è una realtà che non può più essere ignorata e anche le autorità dei diversi Paesi hanno iniziato ad affrontarla in modo più deciso. Uno dei rischi principali che gli investitori devono affrontare, secondo noi, è la lentezza con cui i mercati finanziari stanno scontando gli effetti delle risposte sul piano delle politiche. Cercando di individuare quegli ambiti che, nel lungo termine, verranno influenzati dagli sviluppi politici, gli investitori potranno iniziare a gestire i rischi associati e sfruttare opportunità.

 
 

Un rischio non solo significativo, ma anche probabile

In quanto gestori di portafogli multi-asset a rischio controllato, tutte le nostre azioni vertono attorno alla valutazione e alla gestione del rischio. Il rischio climatico è, secondo noi, estremamente significativo e non siamo i soli a pensarla così. Secondo l'ultimo Global Risk Report del World Economic Forum, il mancato intervento sul cambiamento climatico costituisce il rischio principale, se misurato in base all'“impatto”, mentre se misurato in base alle “probabilità”, è il secondo più grave (previsione sull'arco dei prossimi 10 anni).1 Per la prima volta, le indagini rivelano che le preoccupazioni ambientali sono in cima alla lista dei rischi a lungo termine (Figura 1). Se il livello di attenzione attuale rimarrà immutato, la temperatura globale aumenterà di  gradi centigradi entro la fine del secolo.2 Si tratta di un valore due volte superiore rispetto a quello che i climatologi indicano come valore limite per evitare gravi conseguenze sul piano economico, sociale e ambientale.

 
 
 
FIGURA 1: Rischi ambientali percepiti come elevati in termini di probabilità e impatto
 

Fonte: World Economic Forum, The Global Risks Report 2020, Global Risk Perception Survey, 2019-2020. Agli intervistati è stato chiesto di valutare la probabilità di singoli rischi globali su una scala da 1 a 5, dove 1 rappresenta un rischio molto improbabile e 5 un rischio molto probabile. Gli intervistati hanno inoltre valutato l'impatto di ciascun rischio globale su una scala da 1 a 5, dove 1 rappresenta un impatto minimo e 5 un impatto catastrofico.

 
 

Le politiche si stanno evolvendo, ma non tutte allo stesso modo

Negli ultimi tre anni i disastri relativi all’ambiente sono costati all'economia globale 650 miliardi di dollari.3 Gli uragani, la siccità e gli incendi stanno suscitando risposte normative che, a loro volta, tengono conto dei rischi. Ma la risposta a livello normativo è molto diversa da una regione all'altra.

  • L'EUROPA STA COMPIENDO PASSI AVANTI

L'UE ha deliberato una spesa significativa a sostegno del proprio quadro normativo ecologico. Lo European Green Deal, che il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha equiparato allo “sbarco dell'uomo sulla luna”, mira a raggiungere la neutralità carbonica dell'Unione entro il 2050. Prevede un pacchetto di interventi fiscali da 1.000 miliardi di euro4 e due finanziamenti da 100 miliardi di euroin favore delle regioni più colpite e dell'innovazione ambientale. A queste misure fanno eco quelle prese dai singoli Paesi, con il varo, da parte della Germania, di un pacchetto da 54 miliardi di euro6 finalizzato a ridurre le emissioni di carbonio.

  • L'ASIA SI STA MUOVENDO NELLA GIUSTA DIREZIONE.

Stiamo assistendo a un significativo irrigidimento delle politiche climatiche in tutto il continente asiatico e prevedibilmente i più severi requisiti di divulgazione ESG della borsa di Hong Kong avranno un effetto a catena sulle società cinesi quotate su due piazze. E dopo diversi anni di prove e di studi delle versioni pilota regionali, la Cina sta lanciando il suo tanto atteso sistema nazionale di compensazione delle emissioni di CO2 che, con ogni probabilità, darà vita al più grande mercato mondiale del carbonio.7

  • GLI STATI UNITI SONO RECIDIVI… PER ORA

Le politiche statunitensi sul clima si stanno muovendo lentamente a ritroso, ma una vittoria democratica alle elezioni potrebbe comportare l’ introduzione del Green New Deal. Ciò implicherebbe un impegno verso l’impatto zero sull’ambiente entro il 2030 e il varo di norme sull'aria pulita, sulla biodiversità, sulle infrastrutture e sull'energia rinnovabile al 100%. Sebbene i costi non siano stati indicati con precisione, secondo le stime si aggirano intorno ai 2.500 miliardi di dollari.8 Alternative meno ambiziose, come il CLEAN Future Act, potrebbero tuttavia rappresentare un primo passo significativo verso un processo legislativo per raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni entro il 2050.

Cinque settori con chiari vincenti e perdenti

Grazie ad alcuni strumenti, come ad esempio la materiality matrix® del Sustainability Accounting Standard Board e la Inevitable Policy Response basata sui PRI, abbiamo individuato i cinque settori in cui le politiche legate al clima e le distorsioni del mercato scavano il solco più profondo tra potenziali vincitori e potenziali perdenti. In questi settori, una ricerca condotta con metodo consente di individuare più facilmente i diversi tipi di aziende che potrebbero trarre vantaggio o risultare penalizzate dalle nuove politiche indotte dai cambiamenti climatici.

1. SERVIZI FINANZIARI: AL CENTRO DELLA TRANSIZIONE

È facile vedere come il settore finanziario possa, tra finanziamenti e mercato dei capitali, sia agevolare che ostacolare il passaggio a un'economia più sostenibile. Un evento climatico imprevedibile e catastrofico, un cosiddetto “cigno verde”, potrebbe scatenare una crisi finanziaria in grado di influenzare il valore di tutti, o quasi, gli strumenti finanziari. Ma anche eventi meno gravi potrebbero incidere in maniera significativa creando rischi fisici, di transizione e di passività, ad esempio il blocco delle attività, prestiti in sofferenza e svalutazione degli attivi.

Sfide

Uno dei problemi più ostici che i fornitori di servizi finanziari devono affrontare è rappresentato dalla qualità e dalla comparabilità dei dati necessari per fare una stima delle emissioni “dell'ambito 3”, vale a dire tutte le emissioni indirette riconducibili alle loro catene del valore. Tra le compagnie di assicurazione, che citano tutte il cambiamento climatico come un fattore di rischio, solo il 60% ha sviluppato modelli9 in grado di monitorarne gli effetti sulle rispettive valutazioni attuariali.

Leader e ritardatari a confronto

Le banche iniziano a comprendere meglio i rischi collegati al cambiamento climatico, per quanto riguarda i prestiti e le esposizioni, incluso il rischio di insolvenza dei cosiddetti “brown asset”, cioè le attività che sarebbero penalizzate da una transizione verde. E molte hanno iniziato a dirottare i prestiti verso i “green asset”, ovvero le attività sostenibili. Poiché la transizione verde comporterà investimenti per 50.000 miliardi di dollari nei prossimi 30 anni e utili operativi compresi tra i 3 e i 10.000 miliardi di dollari, la decarbonizzazione potrebbe rappresentare un'opportunità economica significativa per chi saprà sfruttarla per primo.10

Analogamente, le compagnie assicurative che dispongono di strategie robuste per affrontare il cambiamento climatico sono meglio posizionate per controllare i premi di rischio e, allo stesso tempo, sfruttare la maggiore domanda di protezione assicurativa da catastrofi naturali, come gli incendi che di recente hanno devastato l'Australia.

Le società di servizi finanziari che trascurano il faticoso ma necessario lavoro di valutare i rischi climatici non hanno alcuna speranza di poterli gestire. Quelle che non sanno approfittare della svolta verso gli investimenti ecosostenibili e della domanda di protezione dai “cigni verdi” rischiano di perdere valore di mercato.

2.   METALLI ED ESTRAZIONI MINERARIE:
È ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE UNA STRATEGIA AGILE

Un tratto distintivo delle società del settore dei metalli e dell'estrazione mineraria è la lunghissima vita utile delle loro infrastrutture e asset. Questo è anche il motivo per cui tali società devono tenere conto dei rischi ambientali su un arco temporale maggiore, che si spinge anche ben oltre l'eventuale chiusura delle attività estrattive.

Sfide

Le preoccupazioni relative alle questioni ambientali hanno già portato a un drastico calo della produzione e a un'impennata dei costi. Le pressioni politiche continuano a incidere sul settore.

Leader e ritardatari a confronto

Allo stesso tempo, però, le società minerarie sono in grado di determinare il proprio futuro, almeno in parte. Poiché utilizzano ingenti quantitativi di energia, possono modificare il proprio mix energetico o installare impianti per lo sfruttamento di fonti rinnovabili.

Se si considera la transizione in atto a livello globale verso alternative a basse emissioni di carbonio, le società di estrazione possono anche puntare a nuove fonti di ricavi. Il Green Deal dell'Unione europea, ad esempio, spingerà verso una sempre maggiore adozione e diffusione dei veicoli elettrici (EV) e un mix di energie rinnovabili complessivamente più vario. Si stima che tutto ciò porterà a un aumento del 67% della domanda di litio e dell'82% della domanda di cobalto.11

Le società che daranno prova di agilità nel passare a nuove fonti di energia e a conquistarsi una posizione come fornitrici dei metalli necessari nella nuova economia a bassa intensità di carbonio hanno maggiori probabilità di sopravvivere rispetto a quelle che non sapranno adattarsi.

3.   PETROLIO E GAS: RISCHIO DI BLOCCO DELLE ATTIVITÀ

Per soddisfare quanto richiesto dall'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi centigradi nel secolo in corso, i progetti relativi ai combustibili fossili già pianificati dovranno essere ridimensionati oppure accantonati.

Sfide

Si stima che, nonostante le limitazioni normative, la domanda di petrolio sia destinata a crescere di 1 milione di barili al giorno, di qui al 2025.12 I giacimenti di combustibili fossili noti contengono carbonio sufficiente a superare l'obiettivo dei 2 gradi centigradi. Analogamente, la realizzazione dei progetti attualmente in programma determinerebbe una crescita delle temperature globali superiore all'obiettivo dei 2 gradi centigradi.1313 Per rispettare questa soglia, sarebbe necessario bloccare il 30-50% delle attuali riserve di petrolio e di gas, un impegno che comporterebbe un aumento dei prezzi del carbonio e una normativa più rigida a livello globale.

Leader e ritardatari a confronto

Il raggio d'azione globale, l'elevato livello tecnologico raggiunto e gli enormi bilanci offrono a molti colossi del settore petrolifero e del gas l'opportunità di diventare leader della transizione verso un'economia a bassa intensità di carbonio. Attualmente, gli investimenti in energie rinnovabili costituiscono meno dell'1% della loro spesa in conto capitale (Figura 2).14 Le società lungimiranti potrebbero impegnare una percentuale maggiore dei propri bilanci per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili.

 
 
 
FIGURA 2: Investimenti nelle rinnovabili: bassi ma in crescita
 

Fonte: IEA, spesa in conto capitale delle grandi società per nuovi progetti non riguardanti le attività core di fornitura di petrolio e gas, come valore assoluto e come quota degli investimenti totali in beni strumentali, 2015-2019.

 
 

Le società petrolifere europee, ad esempio, stanno acquistando start-up e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, al fine di diversificare e prepararsi alla transizione dell'economia. Le società che non diversificano i flussi dei ricavi potrebbero scoprire che gli investimenti effettuati per lo sviluppo di giacimenti petroliferi e di gas rischiano di trasformarsi, a lungo andare, in attività bloccate e improduttive.

4. UTILITY: IL “VANTAGGIO DA MINORI EMISSIONI”

Secondo le previsioni, la domanda globale di elettricità è destinata a crescere dell'1,5% annuo nei prossimi 20 anni.15 Di conseguenza, la decarbonizzazione della produzione elettrica è fondamentale per raggiungere le zero emissioni. Nel 2018, l'elettricità prodotta da fonti a basse emissioni, centrali idroelettriche, nucleari, fotovoltaiche, eoliche e a biomassa, rappresentava oltre il 25% della produzione globale di energia elettrica.16 Tale percentuale aumenterà al 93% entro il 2050 grazie alla crescente convenienza delle energie rinnovabili rispetto al carbone e ad altri combustibili fossili (Figura 3).17

 
 
 
FIGURA 3: Le rinnovabili sono più convenienti
 

Fonte: Morgan Stanley Research.

 
 

Sfide

In Europa, i regolamenti, la chiusura di centrali termiche a carbone e il costante aumento dei prezzi del carbonio potrebbero determinare svalutazioni dei cespiti per miliardi di euro, mentre Cina, India e Sud-Est asiatico dipendono tuttora in misura rilevante da questo tipo di centrale per soddisfare una domanda di energia in continuo aumento. Analogamente, si prevede una crescita del nucleare in alcuni mercati specifici, come la Cina, ma il 23% circa della capacità nucleare globale verrà dismesso entro il 2030, in particolare in Europa e Giappone.18

Leader e ritardatari a confronto

I primi ad avere abbracciato le rinnovabili si ritroveranno con un “vantaggio da minori emissioni” che consentirà loro di strappare quote di mercato alla concorrenza. Le utility che passano a un mix energetico a basse emissioni potranno finanziarsi più facilmente emettendo titoli di debito sostenibile, una classe di attivo che nel 2020 supererà (includendo tutti i mercati) i 400 miliardi di dollari, spinta dalla lotta al cambiamento climatico.19 Viceversa, le società con un costo del carbonio elevato potrebbero incontrare difficoltà a ottenere finanziamenti da banche, assicuratori e investitori che sempre più spesso si rifiutano di investire nel carbone.

5.   SETTORE AUTOMOBILISTICO: L'EVOLUZIONE DEL MIX DI PRODOTTI

A settembre, nel nostro articolo “Peak Car—or Just Bumps in the Road?” (Il settore automobilistico ha scollinato o ha solo imboccato una strada accidentata?), abbiamo esaminato i trend che stanno plasmando il settore automobilistico. Da allora, escludendo l'impatto di breve termine del coronavirus, abbiamo iniziato a osservare una stabilizzazione delle vendite di auto in Cina e in Europa (Figaro 4).

 
 
 
FIGURA 4: Le vendite di autoveicoli vanno stabilizzandosi
 

Fonte: Bloomberg, Morgan Stanley Wealth Management, 22 gennaio 2019.

 
 

Tuttavia, il mix di prodotti offerto dalle case automobilistiche sta subendo una trasformazione radicale.

Sfide

Dal 1° gennaio 2020, le autovetture dell'UE devono soddisfare un nuovo limite per le emissioni pari a 95 g di CO2/km,20 con severe sanzioni pecuniarie per il superamento di tali livelli. Nel 2018, la media delle emissioni per il portafoglio prodotti dei produttori UE era pari a 121 g di CO2/km.21 Quindi, l'unico modo possibile di rispettare il nuovo limite è il lancio su ampia scala di veicoli elettrici. Difficilmente le case automobilistiche riusciranno a raggiungere una diffusione dell’elettrico tale da evitare le sanzioni pecuniarie.

Leader e ritardatari a confronto

L'impennata della domanda globale di veicoli elettrici avvantaggia i produttori di batterie per i VE, in particolare quelli coreani, che hanno stretti legami con le case automobilistiche, e quelli giapponesi, che stanno sviluppando batterie allo stato solido, destinate a rivoluzionare il settore. Le case automobilistiche incapaci di produrre veicoli elettrici su ampia scala andranno probabilmente incontro a difficoltà. Gli OEM che non soddisferanno obiettivi in termini di emissioni di CO2 registreranno anche un calo della redditività nei segmenti tradizionali, come quello dei motori a combustione interna.

 
 

Sintesi: Guardare al futuro è un vantaggio

Il rischio di cambiamento climatico è una realtà e lo riteniamo un rischio non solo significativo, ma anche grave. In tutto il mondo, l'adozione di politiche sul clima sta influenzando la sostenibilità e la redditività di numerosi settori. Cinque settori in particolare, servizi finanziari, estrazioni, petrolio e gas, utility e automobilistico, stanno risentendo di questa dinamica dirompente.

Riteniamo che per molte società di questi settori i prezzi di mercato non abbiano adeguatamente tenuto il passo con i rapidi sviluppi normativi. Per i nostri clienti, questo offre l'opportunità di posizionare i portafogli in previsione di una potenziale correzione, ad esempio eliminando dal portafoglio i produttori di carbone oppure sovrappesando quei settori dove i trend di investimento collegati al clima sembrano promettenti. Nel prendere tali decisioni, teniamo lo sguardo costantemente rivolto al futuro per capire quali società usciranno vincitrici o perdenti dall'evoluzione delle politiche sul clima.

 
 

1 World Economic Forum, The Global Risks Report 2020, Global Risk Perception Survey, 2019-2020.

2 New Climate Institute e Climate Analytics, Climate Action Tracker: https://climateactiontracker.org/

3 Morgan Stanley Research.

4 Parlamento europeo, “L'UE finanzia con mille miliardi di euro la transizione verso un'economia sostenibile” Attualità Parlamento europeo, 15 gennaio 2020, https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20200109STO69927/verso-un-economia-sostenibile-mille-miliardi-di-euro-per-la-transizione-in-ue

5 Simon, Frédéric, “EU Commission unveils ‘European Green Deal': The key points” (La Commissione europea presenta il Green Deal: punti salienti), EURACTIV, 11 dicembre 2019, https://www.euractiv.com/section/ energy-environment/news/eu-commission-unveils-european-green-deal-the-key-points/.

6 Amaro, Silvia, “Germany's $59 billion climate change package isn't enough, analyst says” (Secondo gli analisti, il pacchetto tedesco da 59 miliardi di dollari per contrastare i cambiamenti climatici è inadeguato), CNBC, 23 settembre 2019, https://www.cnbc.com/2019/09/23/germany-climate-package-of-54-billion-euros-isnt-enough.html.

7 Timperley, Jocelyn, “Q&A: How will China's new carbon trading scheme work?” (Ecco come funzionerà il nuovo mercato del carbonio cinese) CarbonBrief, 29 gennaio 2018, https://www.carbonbrief.org/qa- how-will-chinas-new-carbon-trading-scheme-work

8 Ezrati, Milton, “The Green New Deal And The Cost of Virtue” (Green New Deal: la virtù è un affare costoso), Forbes, 19 febbraio 2019, https://www.forbes.com/sites/miltonezrati/2019/02/19/the-green-new-deal-and-the-cost-of-virtue/#17ad32643dec.

9 MSCI ESG Research LLC, Relazione sul settore assicurativo, 2018.

10 Morgan Stanley Research: “Decarbonization: The Race to Zero Emissions”, (Decarbonizzazione: la corsa verso le zero emissioni) 25 novembre 2019, https://www.morganstanley.com/ideas/investingin-decarbonization.

11 Kavanagh, Thomas, “EU green deal could transform metals demand” (Il Green Deal dell'UE potrebbe trasformare la domanda dei metalli) Argus, 3 gennaio 2020, https://www.argusmedia.com/en/news/2044840-eu-green-deal-could-transform-metals-demand.

12  Relazione generale, novembre 2019, www.iea.org/reports/world-energy-outlook-2019/oil#abstract.

13 Carbon Tracker Initiative: “Oil and gas companies approve $50 billion of major projects that undermine climate targets and risk shareholder returns” (Le società petrolifere e del gas approvano progetti per 50 miliardi di dollari, mettendo a repentaglio gli obiettivi climatici e i rendimenti per gli azionisti) 5 settembre 2019, https://www.carbontracker.org/oil-and-gas-companies-approve-50-billion-of-major-projects-that-undermine-climatetargets-and-risk-shareholder-returns/.

14 Morgan Stanley Research: “Decarbonization: The Race to Net Zero”, (Decarbonizzazione: la corsa verso la neutralità carbonica) 21 ottobre 2019.

15 IEA Global Energy & CO2 Status Report 2019, Relazione principale, marzo 2019: https://www.iea.org/reports/global-energy-and-co2-status-report-2019/emissions#trends-by-technology.

16 IEA, Global Energy & CO2 Status Report 2019

17 UN PRI, Inevitable Policy Response, Forecast Policy Scenario: Equity Markets Impacts 2019

18 Morgan Stanley Research: Does Nuclear Have a Role to Play in Decarbonisation (Nucleare: quale ruolo nella decarbonizzazione?), 2018

19 Moody's Investors Service, “Sustainable Finance—Global: Green, Social And Sustainability Bond Issuance To Hit Record $400 Billion In 2020” (Finanza sostenibile – Scenario globale: nel 2020 le emissioni obbligazionarie ecologiche, sociali e sostenibili raggiungeranno i 400 miliardi di dollari) 3 febbraio 2020, https://www.moodys.com/research/Moodys-Green-social-and-sustainability-bond-issuance-to-jump-24--PBC_1212910.

20 Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, “REGOLAMENTO (UE) 2019/631 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 aprile 2019 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi e che abroga i regolamenti (CE) n. 443/2009 e (UE) n. 510/2011” 17 April 2019, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0631&from=EN.

21 Morgan Stanley Research, “EV Battery Blueprint for Europe's CO2 Emission Regulation,” 16 January 2020, https://ny.matrix.ms.com/eqr/article/webapp/1294aa90-60a5-11e9-9957-e2cf76cce1fa?ch=rpint&sch=sr&sr=3.

 
 

Considerazioni sui rischi

Non vi è alcuna garanzia che l'obiettivo d'investimento della Strategia venga raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. Di conseguenza, l’investimento in questo portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. Inoltre, la strategia può essere esposta ad alcuni rischi aggiuntivi. Esiste il rischio che, in base alle effettive condizioni di mercato, la metodologia e le ipotesi di asset allocation elaborate dal Consulente per i portafogli sottostanti si rivelino errate e che il portafoglio non raggiunga il suo obiettivo d'investimento. I corsi azionari tendono inoltre a essere volatili e la possibilità di subire perdite è significativa.Gli investimenti del portafoglio in certificati legati alle materie prime comportano rischi notevoli, ivi compreso il rischio di un sensibile deprezzamento del capitale investito. In aggiunta ai rischi inerenti alle materie prime, tali investimenti sono esposti a rischi specifici, quali il rischio di perdita di capitale e interessi, l'assenza di un mercato secondario e il rischio di livelli superiori di volatilità, che non interessano i tradizionali titoli azionari e di debito. Le oscillazioni dei cambi potrebbero annullare i guadagni generati dagli investimenti o accentuare le perdite. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell'emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d'interesse (rischio di tasso d'interesse), al merito di credito dell'emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i corsi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d'interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d'interesse. Le valutazioni dei titoli azionari tendono in genere a oscillare anche in risposta ad eventi specifici in seno a una determinata società. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. I titoli delle società a bassa capitalizzazione comportano rischi particolari, come l'esiguità delle linee di prodotto, dei mercati e delle risorse finanziarie, e possono registrare una maggiore volatilità di mercato rispetto a quelli di società più consolidate di dimensioni maggiori. I rischi associati agli investimenti nei mercati emergenti sono maggiori di quelli associati agli investimenti nei mercati sviluppati esteri. Le azioni degli exchange traded fund (ETF) comportano molti dei rischi associati agli investimenti diretti in azioni ordinarie od obbligazioni e il loro valore di mercato oscilla al variare del valore dell'indice sottostante. Investendo in ETF e in altri Fondi d'investimento, il portafoglio assorbe sia le proprie spese che quelle degli ETF e dei Fondi d'investimento nei quali investe. La domanda e l'offerta di ETF e di Fondi d'investimento potrebbero non essere correlate a quelle dei titoli sottostanti. Gli strumenti derivati possono essere illiquidi, amplificare in misura più che proporzionale le perdite e avere un impatto negativo potenzialmente rilevante sulla performance del portafoglio. L'uso della leva finanziaria può accentuare la volatilità del Portafoglio La diversificazione non protegge dalle perdite in un particolare mercato, tuttavia permette di distribuire il rischio tra le varie classi di attività.

 
andrew.harmstone
Managing Director
Global Balanced Risk Control Team
 
 
 
 

Le strategie ESG che incorporano investimenti a impatto e/o fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) potrebbero generare una performance relativa che si discosta da quella di altre strategie o benchmark generali a seconda del gradimento del mercato verso tali settori o investimenti. Di conseguenza, non vi è alcuna garanzia che le strategie ESG possano realizzare una migliore performance degli investimenti. Gli utili prima degli interessi e delle imposte (EBIT, Earnings before interest and taxes) misurano la redditività di una società includendo tutti i redditi e le spese (operative e non) esclusi i pagamenti degli interessi e delle imposte.

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I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri. Tabelle e grafici sono forniti a solo scopo illustrativo.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non va intesa quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l'indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

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I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base alla strategia illustrata sono inseriti diversi valori mobiliari; essi potrebbero non replicare la performance di un indice. Si prega di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e gli oneri della strategia prima di effettuare investimenti. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore dei Fondi Morgan Stanley.

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Hong Kong –Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore –La presente pubblicazione non deve essere considerata come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell'SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell'SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall'SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia –La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL No. 314182, che si assume la responsabilità dei relativi contenuti. Questa pubblicazione e l'accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell'Australian Corporations Act.

Taiwan – Questo materiale viene fornito a scopo esclusivamente informativo e non costituisce una sollecitazione ove tale sollecitazione è vietata dalla legge. Non tutti i prodotti menzionati nella presente comunicazione sono stati registrati presso il Securities and Futures Bureau della Financial Supervisory Commission di Taiwan, Repubblica di Cina (“ROC”) ai sensi delle leggi e delle normative vigenti in materia di valori mobiliari. Tali prodotti possono essere resi disponibili nella ROC solo se (a) sono registrati per la vendita al pubblico nella ROC o (b) sono resi disponibili per il collocamento privato a istituti finanziari specifici e altre persone fisiche e giuridiche idonee ai sensi delle disposizioni in materia di collocamento privato di cui alla normativa della ROC che disciplina i fondi esteri.

Corea – Il presente documento non costituisce un'offerta di valori mobiliari in Corea e non deve essere in alcun caso interpretato come tale. Non si garantisce l'idoneità dei destinatari del presente documento ai sensi delle leggi coreane, compresi, a mero titolo esemplificativo, la Legge sulle transazioni valutarie e i relativi regolamenti. Il fondo o fondi menzionati nel presente documento non sono necessariamente registrati presso la Financial Services Commission coreana ai sensi del Financial Investment Services and Capital Markets Act e non possono essere offerti, direttamente o indirettamente, in Corea o a qualsivoglia residente coreano se non in conformità alle leggi e ai regolamenti vigenti in Corea.

Giappone –Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati discrezionali di gestione degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati di gestione discrezionali o di consulenza d’investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

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