Insight Article Desktop Banner
 
 
Global Fixed Income Bulletin
  •  
gennaio 15, 2022

Déjà vu? No, il 2022 non sarà come il 2021

Insight Video Mobile Banner
 
gennaio 15, 2022

Déjà vu? No, il 2022 non sarà come il 2021


Global Fixed Income Bulletin

Déjà vu? No, il 2022 non sarà come il 2021

Share Icon

gennaio 15, 2022

 
 

I mercati hanno chiuso il mese di dicembre in positivo malgrado il rapido aumento dei casi di Covid verso la fine del mese, dovuto alla alta trasmissibilità della variante Omicron.  A dicembre i mercati azionari hanno subito rialzi, gli spread creditizi si sono ristretti e anche i mercati emergenti hanno messo a segno risultati positivi, recuperando in buona parte o completamente il ribasso registrato dai rispettivi listini azionari e obbligazionari nella seconda metà di novembre.  A gennaio i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati, in alcuni paesi anche in misura considerevole. Tuttavia, questi rialzi non hanno intaccato, né in Europa né negli Stati Uniti, il quadro economico positivo e i rendimenti si sono riportati all’interno degli intervalli in cui hanno trascorso gran parte del secondo semestre del 2021. Le prospettive di crescita sono nettamente migliorate nel quarto trimestre grazie alla marcata accelerazione della produzione industriale, resa possibile dalla risoluzione delle problematiche legate alle catene di approvvigionamento e dalla conseguente ricostituzione delle scorte. 

 
 

Tuttavia, il 2021 si è chiuso in un contesto molto diverso rispetto a quello con cui era iniziato. L’anno aveva infatti debuttato all’insegna dell’ottimismo, con vaste campagne vaccinali e ampi stimoli fiscali in vista, nonché – fattore molto importante – un’inflazione contenuta a fronte della quale né i mercati, né la Federal Reserve (Fed) prevedevano variazioni della politica monetaria perlomeno fino a metà 2023. Ora ci troviamo invece a fare i conti con una variante di coronavirus altamente contagiosa, un cambiamento di politica monetaria della Fed che prelude a una serie di strette nel 2022, una politica fiscale non ancora ben definita negli Stati Uniti e un’inflazione galoppante. Quindi, anche se in apparenza questa prima fase del 2022 può sembrare simile allo stesso periodo dell’anno scorso, la situazione è in realtà molto diversa.

A questo punto sorgono spontanee tre domande.  Primo, quali saranno gli impatti economici della variante Omicron? Secondo, in che misura i mercati dovrebbero temere le prossime mosse della Fed?  Terzo, l’inflazione può rallentare?

L’ultima ondata del Coronavirus ha spinto i contagi a livelli record, e questo prima ancora dell’arrivo della variante Omicron in Asia. Questa situazione potrebbe avere conseguenze negative per la crescita.  La nostra previsione di base è che l’ondata di Omicron si estinguerà da sola in tempi relativamente brevi, proprio a causa della sua elevata trasmissibilità, della minore virulenza e degli alti tassi di vaccinazione. Di conseguenza, nel primo trimestre del nuovo anno l’attività economica subirà solo un modesto rallentamento.  Inoltre, l’impatto di Omicron dovrebbe rivelarsi più severo sul settore dei servizi (maggiore cautela, minore mobilità) che su quello dei prodotti.  Le conseguenze per l’inflazione sono meno ovvie, dato che le restrizioni influenzeranno sia l’offerta che la domanda di servizi, ma la produzione industriale non dovrebbe esserne penalizzata pesantemente.

Per contro, l’impatto delle azioni della Fed nel 2022 dovrebbe essere più duraturo di quello della variante Omicron (o almeno si spera!).  L’orientamento della Fed è passato ad essere restrittivo.  Alla luce della quasi totale assenza di opposizione interna all’implementare vari rialzi dei tassi (da due a quattro) nel 2022 possiamo aspettarci l’inizio delle azioni di politica monetaria restrittiva già a maggio, un’accelerazione del tapering e la fine del quantitative easing (QE) attorno a marzo/aprile, mentre il quantitative tightening (cioè la riduzione del bilancio) potrebbe iniziare verso metà anno. Tuttavia, quello che né la Fed, né tantomeno i mercati hanno ancora fatto è alzare le stime del tasso terminale dei Federal Fund,  che secondo gli analisti si dovrebbe aggirare tra l’1,75% e il 2,00% mentre per la Fed si colloca tra il 2,25% e il 2,50%. A questo punto potrebbero verificarsi due scenari, che non sono mutualmente escludenti. In primo luogo, il tasso atteso dal mercato potrebbe aumentare per allinearsi alle attese della Fed facendo alzare i tassi a più lunga scadenza. In secondo luogo, la Fed potrebbe trovarsi a dover combattere pressioni inflazionistiche ostinate, nel qual caso le attese sul tasso terminale crescerebbero ulteriormente.  La riduzione della liquidità nel 2022, unita all’incremento dei tassi (il mercato sconta già più di tre rialzi nell’anno in corso) alimenterà l’aumento dei rendimenti obbligazionari.  Il quantitative tightening (QT) potrebbe essere il catalizzatore per un irripidimento della curva dei rendimenti nel 2022. Ad ogni modo, il rischio maggiore per i mercati finanziari è il modo in cui la Fed gestirà il proprio bilancio.  Il mercato sa bene come scontare gli aumenti dei tassi, ma è molto meno sicuro della condotta da tenere di fronte a una contrazione potenzialmente improvvisa del bilancio della banca centrale.

Da ultimo, le prospettive di inflazione sono di cruciale importanza, dato che la politica monetaria di numerosi paesi, tra cui non solo gli Stati Uniti, ma anche molti mercati emergenti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia, la Norvegia e la Nuova Zelanda, è fortemente influenzata dall’andamento inflazionistico globale. Tuttavia, a nostro avviso, ci si può aspettare un rallentamento dell’inflazione nel primo trimestre del nuovo anno, sulla scia del calo dei prezzi dell’energia.  Questa rappresenterà la prima contrazione dell’attuale ciclo di aumento dei prezzi.  Purtroppo, al rallentamento del tasso d’inflazione nominale non seguirà una contrazione dell’inflazione strutturale,  la cui traiettoria risente di shock sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta.  L’inflazione strutturale dovrebbe quindi dapprima stabilizzarsi su un livello soglia per ridursi in seguito, anche se in misura solo marginale.  Ad ogni modo, il fatto positivo è che per la prima volta da oltre un anno a questa parte l’aumento dei prezzi potrebbe registrare un rallentamento.  La domanda da porsi è però se tale correzione sarà sufficiente a impedire alle banche centrali di implementare una stretta monetaria superiore a quella scontata dai mercati.

Per quanto riguarda le nostre previsioni, a fine anno abbiamo complessivamente ridotto il livello di rischio del portafoglio a causa dell’incertezza delle prospettive. Manteniamo un posizionamento lungo sugli investimenti rischiosi (obbligazioni societarie, titoli cartolarizzati, mercati emergenti) a fronte delle prospettive economiche positive (crescita più bassa ma comunque robusta e rallentamento dell’inflazione) e dell’aspettativa che le conseguenze della variante Omicron per le economie mondiali saranno modeste. Prevediamo inoltre che i rendimenti dei titoli di Stato dei paesi sviluppati continueranno a salire, anche se la loro performance continuerà a dipendere, come in passato, dall’andamento dei titoli rischiosi, dall’instabile avversione al rischio degli investitori e dall’evoluzione pandemica.  

 
 
 
Figura 1 – Performance degli asset da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 dicembre 2021. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. La performance passata non è garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alle pagine successive.

 
 
Figura 2 – Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 dicembre 2021.

 
 
Figura 3 – Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 31 dicembre 2021.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

A dicembre la maggior parte dei mercati obbligazionari ha messo a segno ottimi risultati, sia in termini assoluti che relativi, se comparati alle deludenti performance di novembre. La tendenza di appiattimento delle curve dei tassi è proseguita, anche se a velocità più moderata.  I rendimenti dei titoli di Stato sono cresciuti provocando una riduzione dei prezzi. I titoli hanno perciò ceduto gran parte del terreno guadagnato nel rally di novembre.  Malgrado l’orientamento più restrittivo delle rispettive banche centrali, i mercati obbligazionari dei paesi anglosassoni hanno sovraperformato.1 A dicembre le obbligazioni high yield hanno recuperato tutte le perdite subite a novembre, e poco dopo sono state seguite dai titoli investment grade, che però non sono riusciti a cancellare del tutto la sottoperformance registrata nelle ultime due settimane di novembre.2 Il rovescio della medaglia della buona performance registrata a dicembre dai mercati creditizi è la riduzione dei rendimenti attesi per il 2022, in particolare alla luce della politica monetaria restrittiva della Fed.

I futuri sviluppi della variante Omicron avrà conseguenze significative per le economie e per i mercati.  Data l’evoluzione di Omicron fino al momento attuale, non ci aspettiamo significative ripercussioni sull’andamento dell’economia reale e sulle decisioni di politica monetaria.  Alcuni settori economici saranno inevitabilmente penalizzati, ma l’impatto dovrebbe rivelarsi solo temporaneo e i fondamentali economici sottostanti dovrebbero mantenersi solidi.  Purtroppo queste prospettive positive per la crescita e per i flussi di cassa societari comportano il superamento degli obiettivi di inflazione. Anche nel 2022, come nel 2021, l’inflazione dovrebbe risultare superiore al trend mentre l’economia statunitense raggiungerà la piena occupazione (a prescindere dalla definizione utilizzata) e la maggior parte degli altri paesi tornerà (o supererà) ai precedenti livelli in termini di PIL e occupazione. Tuttavia, l’inflazione elevata e persistente ha prodotto dei cambiamenti anche nelle aspettative di politica monetaria. A livello globale, il numero di banche centrali che si preparano a ridurre le misure di politica monetaria espansiva è aumentato rispetto alle stime di appena un mese fa.  L’evento determinante del 2022 sarà il modo in cui le politiche restrittive verranno messe in atto.

Una delle maggiori sorprese del 2021 è stato il calo dei rendimenti reali. Le economie sviluppate hanno messo a segno una forte espansione, i tassi di disoccupazione sono scesi, le retribuzioni sono aumentate più del previsto e l’inflazione è tornata a crescere. Senza dubbio il 2021 è stato l’anno in cui l’inflazione ha destato notevoli sorprese, tornando in scena dopo oltre vent’anni di assenza.  Malgrado il contesto macroeconomico estremamente solido, negli ultimi tre trimestri i rendimenti nominali sono inaspettatamente scesi, spingendo quelli reali in territorio ampiamente negativo. In base ai prezzi di mercato attuali, gli investitori si aspettano che rendimenti reali rimangano negativi su tutta la curva per un periodo di tempo prolungato. Questo scenario estremamente negativo potrebbe non materializzarsi se verrà evitata una stagnazione a lungo termine dell’economia (prospettiva che non possiamo ancora escludere del tutto).  I bassi rendimenti reali dipendono da vari fattori destinati a perdere importanza, tra cui ad esempio la politica monetaria ultra espansiva.  La Fed punta sull’aumento dei rendimenti reali per arginare l’inflazione.  L’entità di tale rialzo dipenderà dalla reazione dei mercati finanziari. L’ampiezza della stretta monetaria necessaria è infatti inversamente proporzionale all’aumento dei rendimenti a lungo termine.  L’atteso inizio del QT costituisce un ulteriore fattore d’incertezza, in quanto i mercati (e la Fed) non sanno bene come scontare una situazione di contemporaneo aumento dei tassi e inasprimento monetario.  In previsione di questa evoluzione, i rendimenti reali stanno già crescendo, a cominciare dagli Stati Uniti.  Per questo motivo ci aspettiamo rendimenti nominali e reali più elevati nel 2022 a fronte della riduzione della liquidità sul mercato e del calo dell’inflazione.

A nostro avviso, un importante fattore che contribuisce a mantenere bassi i rendimenti a più lunga scadenza (al di fuori dell’enorme massa di liquidità globale) è l’aspettativa che i tassi terminali, ovvero i tassi ufficiali massimi, non tocchino nuovi picchi.  Di fatto, le attuali aspettative di mercato indicano che i tassi massimi per questo ciclo saranno nettamente inferiori rispetto a quelli registrati durante il ciclo precedente (2015-2018)  Il rischio per le valutazioni obbligazionarie deriva più dalla durata del ciclo di rialzi e dall’eventuale tasso di riferimento terminale che non dal ritmo o dalla data di inizio di questa dinamica (benché questi fattori siano rilevanti per la curva dei tassi).  Il perdurare dell’inflazione comporta il rischio che i tassi terminali salgano sia per effetto del comportamento dei mercati che delle azioni della Fed. Malgrado ciò, ci aspettiamo che nel 2022 l’aumento dei prezzi e la crescita in termini di produzione e occupazione subiscano un rallentamento e che la Fed calibri il ciclo di politica monetaria restrittiva sulla base dei dati che si renderanno disponibili.  Dopo tutto, non è impossibile che questa fiammata inflazionistica si riveli passeggera.  Verso la fine del primo semestre, quando l’entità della discesa dell’inflazione sarà più chiara, è possibile che la Fed sarà in grado di rallentare il ciclo di politica monetaria restrittiva.  Ma potrebbe anche verificarsi l’esatto opposto!

Altre banche centrali seguiranno l’esempio della Fed, prima fra tutte quella canadese (BoC), che dovrebbe attuare la sua prima stretta a breve (battendo sul tempo la stessa Fed), mentre la Banca d’Inghilterra (BoE), la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) e la Norges Bank hanno già dato il via ai cicli di politica monetaria restrittiva. La maggior parte delle banche centrali dei mercati emergenti ha iniziato un anno fa ad alzare i tassi, in molti casi anche in modo drastico.  Sebbene sia ragionevole aspettarsi maggiori rialzi se l’inflazione dovesse crescere, il fatto che le banche centrali dei paesi emergenti si siano mosse in anticipo, conferisce loro la possibilità di sospendere le azioni di politica monetaria restrittiva anche in controtendenza rispetto alla Fed, qualora la crescita e l’inflazione nei rispettivi paesi lo richiedessero. La Banca centrale europea (BCE) procederà a ritmo più lento, non essendo ancora convinta che dopo questa fiammata iniziale l’inflazione non possa tornare sotto il tasso obiettivo, ma senza dubbio nel corso dell’anno ridurrà considerevolmente il QE, o vi porrà fine del tutto, impedendo così ai tassi di scendere.  Anche in Giappone l’inflazione si sta rivelando superiore rispetto alle aspettative e visto che i mercati non scontano alcuna variazione della politica monetaria da parte della banca centrale, non possiamo escludere sorprese per il 2022.  Solo la politica monetaria della Cina si discosta nettamente da quella degli Stati Uniti.  Gli sforzi per arginare la diffusione della pandemia e i tentativi compiuti per bilanciare gli obiettivi di crescita con la riduzione dell’indebitamento faranno sì che per tutto il 2022 la banca centrale cinese mantenga un orientamento espansivo.

Di recente il nervosismo è aumentato anche tra gli investitori in obbligazioni, facendo allargare gli spread. Riteniamo che ciò sia principalmente dovuto alla compressione registrata dagli spread in quest’ultimo periodo, piuttosto che a un incremento significativo del rischio di insolvenza o al deterioramento dei fondamentali. Un ulteriore ampliamento potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto.  I rischi relativi ai mercati emergenti sono limitati al fronte locale.  A fronte del tono restrittivo delle banche centrali e delle persistenti pressioni inflazionistiche, nutrire ottimismo sembra prematuro, nonostante i significativi aumenti dei tassi degli ultimi mesi.  Anche l’orientamento restrittivo della Fed nei prossimi mesi potrebbe rappresentare un problema.  Infine, in molti paesi iniziano a farsi sentire le conseguenze della situazione politica.

Alla luce di queste considerazioni, quali sono le nostre prospettive sui mercati? In generale, confermiamo il sovrappeso nei settori ciclici più rischiosi, anche se meno accentuato rispetto a qualche mese fa.  Ci aspettiamo una sovraperformance dei titoli high yield, delle obbligazioni cartolarizzate e dei prestiti a tasso variabile rispetto ai titoli di Stato, ai titoli cartolarizzati (MBS) e delle obbligazioni investment grade, anche se in misura minore rispetto al 2021. A nostro parere i bassi tassi terminali previsti e i rendimenti reali fortemente negativi rendono poco interessanti le obbligazioni a più lunga scadenza.  Le probabilità che questo scenario si materializzi sono però subordinate all’intensità della stretta della Fed, che dovrà stare attenta a non esagerare, né volutamente né inavvertitamente.  Se il mercato fiutasse l’arrivo di una recessione, la situazione si invertirebbe a favore di una sovraperformance delle obbligazioni investment grade e dei titoli di Stato.  Alcune aree dei mercati emergenti appaiono interessanti alla luce delle strette già operate dalle rispettive banche centrali,  in particolare le obbligazioni in valuta locale di Messico, Brasile, Sudafrica e Russia.  Abbiamo un orientamento più selettivo sul debito estero, ma ci aspettiamo un recupero dei titoli di Stato ad alto rendimento dopo la sottoperformance del 2021.  Una volta superato il picco dell’inflazione, gli elevati premi al rischio dovrebbero iniziare a scendere.  Le obbligazioni a breve scadenza risultano più interessanti perché scontano premi al rischio maggiori, ma su domanda e offerta influirà anche il modo in cui la Cina gestirà la strategia di gestione della pandemia.  Inoltre, la variante Omicron continua a costituire un rischio, così come il possibile arrivo di una nuova variante ancora ignota.

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati sviluppati

Analisi mensile

A dicembre l’andamento dei tassi dei mercati sviluppati è stato influenzato da due fattori: la variante Omicron e le riunioni delle banche centrali.  Il mese è iniziato con un breve ribasso dei tassi dopo il flight-to-safety innescato dai timori legati alla variante Omicron. Tuttavia, per la maggior parte dei paesi sviluppati, i tassi hanno chiuso il mese in rialzo.  Nel mese, il dollaro statunitense non ha registrato variazioni significative, mentre le valute emergenti hanno messo a segno performance contrastanti.

Prospettive

La politica monetaria e l’evoluzione della pandemia continueranno a influenzare i movimenti dei tassi dei paesi sviluppati.  A nostro parere è molto probabile che l’inflazione aumenti, provocando un irrigidimento della politica monetaria, un rialzo dei tassi e un irripidimento delle curve dei rendimenti.  Nel complesso intravediamo opportunità per molte valute emergenti rispetto a quelle del G10.

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati emergenti     

Analisi mensile

A dicembre i rendimenti del debito emergente erano positivi.  Il debito sovrano in valuta forte ha generato risultati positivi grazie alla contrazione degli spread, solo in parte compensata dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi.3 I tassi sulle obbligazioni societarie dei mercati emergenti hanno chiuso il mese in positivo e il segmento high yield ha sovraperformato quello investment grade.4 Anche le obbligazioni in valuta locale hanno chiuso in territorio positivo principalmente grazie all’apprezzamento delle valute emergenti rispetto al dollaro statunitense.5

Prospettive

Il nostro sentiment nei confronti delle prospettive per il debito dei mercati emergenti è passato da cauto a opportunistico. Anche se l’introduzione delle politiche monetarie restrittive a livello globale, l’elevata inflazione e l’incertezza legata alla variante Omicron rischiano di ridurre il potenziale di rialzo dei titoli rischiosi, la crescita mondiale si conferma solida e i prezzi delle materie prime hanno segnato un recupero nel corso del mese. In questo contesto, le obbligazioni high yield dei paesi emergenti potrebbero sovraperformare quelle investment grade. Sul fronte locale, alcune valute appaiono decisamente sottovalutate e potrebbero sovraperformare qualora l’incertezza dovesse diminuire. Sul versante del debito in valuta locale, preferiamo le curve dei rendimenti che scontano già una stretta monetaria aggressiva.

Credito societario

Analisi mensile

A dicembre i differenziali delle obbligazioni societarie si sono significativamente ridotti davanti alle buone performance dei titoli rischiosi. Le notizie sul fronte societario sono state limitate a causa delle festività, ma le operazioni di fusione e acquisizione sono rimaste una costante in quanto la disponibilità di finanziamenti a basso costo e la prevista ripresa economica nel 2022 hanno permesso la crescita del numero di transazioni.

Anche il mercato delle obbligazioni high yield ha messo a segno una solida performance a dicembre nonostante l’elevata volatilità, in particolare delle obbligazioni di bassa qualità creditizia.

A dicembre i titoli convertibili globali hanno sottoperformato per il secondo mese consecutivo se comparati alle performance di azioni e obbligazioni, essenzialmente a causa degli ampi sottopesi in questa classe di attivo rispetto ai settori di maggior successo del comparto azionario, cioè energia, finanza, immobiliare e materiali.

Prospettive

Non ci aspettiamo variazioni degne di note del quadro di riferimento per le obbligazioni societarie, che presentano valutazioni elevate e fondamentali solidi. Ci attendiamo una certa volatilità all’inizio del 2022, considerato il clima di incertezza e scarsa propensione al rischio.

Titoli a tasso variabile

Analisi mensile

A dicembre la solida domanda di titoli a tasso variabile da parte degli investitori ha alimentato il rimbalzo del mercato dei prestiti senior.  I fondamentali hanno continuato a beneficiare delle solide condizioni creditizie e i vari segmenti di rating hanno seguito l’andamento ormai consueto in questa fase di pandemia, caratterizzato dalla sovraperformance delle fasce di qualità creditizia inferiore.

Prospettive

I fattori tecnici e i fondamentali dovrebbero mantenersi solidi.  Il quadro creditizio favorevole e la costante ricerca di rendimento da parte degli investitori dovrebbero assicurare costanti afflussi di capitale verso questo segmento.  Inoltre, la crescita economica superiore al trend, gli ottimi parametri creditizi e i bassi tassi di insolvenza rafforzano il quadro dei fondamentali.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

Dicembre è stato un mese piuttosto tranquillo per i mercati dei titoli ipotecari e cartolarizzati, sia in termini di volumi che di volatilità.  Malgrado il rallentamento di dicembre, nel 2021 le nuove emissioni di titoli cartolarizzati hanno toccato i massimi dalla crisi finanziaria.  I differenziali degli MBS emessi da agenzie si sono leggermente ridotti.6  La domanda di MBS emessi da agenzie si mantiene robusta perché per ora la Fed resta un acquirente netto di MBS e reinveste i rimborsi anticipati (pur avendo ridotto i volumi degli acquisti netti), mentre le banche commerciali statunitensi continuano a incrementare le rispettive posizioni. Gli spread dei titoli RMBS, CMBS e ABS non di agenzia si sono complessivamente ampliati nel corso del mese, anche se in termini di performance le differenze tra i vari segmenti sono state significative.7

Prospettive

Nel complesso riteniamo che il mercato delle cartolarizzazioni offra una combinazione molto interessante di bassa duration, rendimenti interessanti e solidi fondamentali creditizi. Confermiamo la fiducia nei confronti del segmento del credito cartolarizzato, in cui manteniamo un modesto sovrappeso. Rimaniamo invece cauti in merito agli MBS di agenzia e al rischio di tasso d’interesse, continuiamo quindi a gestire i portafogli con una duration relativamente bassa. 

 
 

1 Fonte: indici Bloomberg dei titoli di stato globali. Dati al 31 dicembre 2021.

2 Fonte: indice Bloomberg Global Corporate, Bloomberg

3 Fonte: Indice JPM EMBI Global Diversified.  Dati al 31 dicembre 2021.

4 Fonte: Indice J.P. Morgan CEMBI Broad Diversified.  Dati al 31 dicembre 2021.

5 Fonte: Indice J.P. Morgan GBI-EM Global Diversified.  Dati al 31 dicembre 2021.

6 Fonte: Bloomberg.  Dati al 31 dicembre 2021.

7 Fonte: Bloomberg, dati al 30 dicembre 2021

 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i corsi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei paesi emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
Featured Fund
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

Punto base: Un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

Il marchio “Bloomberg®” e l’indice o indici utilizzati sono marchi di servizio di Bloomberg Finance L.P. e relative consociate concessi in licenza a Morgan Stanley Investment Management (MSIM) per determinati scopi. Bloomberg non è una consociata di MSIM, non approva, appoggia, valuta o raccomanda alcun prodotto e non garantisce la tempestività, correttezza o esaustività dei dati e delle informazioni in relazione ad alcun prodotto.

L’indice Bloomberg Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Bloomberg Global Aggregate Index, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei mercati emergenti.

L’indice Bloomberg U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni – Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato giapponesi a 10 anni – Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato USA a 10 anni – U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) Index replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

Titoli di Stato italiani a 10 anni – Italy Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei mercati emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei mercati emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index – Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse da paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei paesi emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei mercati emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre mercati sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto mercati emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

Il Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000..

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller U.S. National Home Price NSA Index si propone di misurare il valore degli immobili residenziali nelle 20 principali aree metropolitane statunitensi: Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Cleveland, Dallas, Denver, Detroit, Las Vegas, Los Angeles, Miami, Minneapolis, New York, Phoenix, Portland, San Diego, San Francisco, Seattle, Tampa e Washington, D.C.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper Index (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni—Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), JPY 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

Titoli di Stato britannici a 10 anni – U.K. Benchmark 10-Year Datastream Government Index. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) Index mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base a una determinata strategia possono essere inseriti valori mobiliari che non replicano la performance di un particolare indice. È richiesto un livello patrimoniale minimo.

Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sui gestori degli investimenti.

Le opinioni e/o analisi espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento senza preavviso a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutto il personale di investimento in forza presso Morgan Stanley Investment Management (MSIM) e relative controllate e consociate (collettivamente, “la Società”) e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori o del team di investimento. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcuna strategia o prodotto specifico offerto dalla Società. I risultati futuri possono divergere in misura rilevante sulla scia di sviluppi riguardanti i titoli, i mercati finanziari o le condizioni economiche generali.

Il materiale è stato preparato utilizzando fonti d’informazione pubbliche, dati sviluppati internamente e altre fonti terze ritenute attendibili. Tuttavia, non vengono fornite garanzie circa l’affidabilità di tali informazioni e la Società non ha provveduto a verificare in modo indipendente le informazioni tratte da fonti pubbliche e terze.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale e tutte le informazioni fornite hanno esclusivamente scopo informativo e non sono da intendersi quale offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una qualsiasi strategia d’investimento. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

Tabelle e grafici sono forniti a solo scopo illustrativo. La performance passata non è garanzia di risultati futuri.

Gli indici non sono gestiti e non includono spese, commissioni o oneri di vendita. Non è possibile investire direttamente in un indice. Tutti gli indici cui si fa riferimento nel presente documento sono proprietà intellettuale (inclusi i marchi commerciali registrati) dei rispettivi licenzianti. Eventuali prodotti basati su un indice non sono in alcun modo sponsorizzati, approvati, venduti o promossi dal rispettivo licenziante e il licenziante declina ogni responsabilità in merito.

Il presente materiale non è stato redatto dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale materiale o raccomandazione di ricerca.

La Società non ha autorizzato gli intermediari finanziari a utilizzare e distribuire il presente materiale, a meno che tale utilizzo e distribuzione avvengano in conformità alle leggi e normative vigenti. Inoltre, gli intermediari finanziari sono tenuti ad assicurarsi che le informazioni contenute nel presente material siano adatte ai soggetti a cui trasmettono il presente material alla luce delle circostanze e degli obiettivi di costoro. La Società non può essere ritenuta responsabile e declina ogni responsabilità in merito all’utilizzo proprio o improprio del presente materiale da parte degli intermediari finanziari.

Il presente materiale potrebbe essere stato tradotto in altre lingue. La versione originale in lingua inglese è quella predominante. In caso di discrepanze tra la versione inglese e quella in altre lingue del presente materiale, farà fede la versione inglese.

Il presente materiale non può essere riprodotto, copiato, modificato, utilizzato per creare opere derivate, eseguito, esposto, diffuso, pubblicato, concesso in licenza, incorniciato, distribuito o trasmesso, direttamente o indirettamente, e i suoi contenuti non possono essere divulgati a terzi senza l’esplicito consenso scritto della Società. Proibito collegare link a questo materiale, se non per uso personale e non commerciale. Tutte le informazioni di cui al presente documento sono proprietà intellettuale tutelata dalla legge sul diritto d’autore e altre leggi applicabili.

Eaton Vance fa parte di Morgan Stanley Investment Management.  Morgan Stanley Investment Management is the asset management division of Morgan Stanley.

DISTRIBUZIONE

Il presente materiale è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non siano vietate dalle leggi locali e dalle normative vigenti.

MSIM, la divisione di asset management di Morgan Stanley (NYSE: MS), e relative consociate hanno posto in essere accordi per il marketing reciproco dei rispettivi prodotti e servizi.  Ciascuna consociata MSIM è debitamente regolamentata nella propria giurisdizione operativa. Le consociate di MSIM sono: Eaton Vance Management (International) Limited, Eaton Vance Advisers International Ltd, Calvert Research and Management, Eaton Vance Management, Parametric Portfolio Associates LLC, Atlanta Capital Management LLC, Eaton Vance Management International (Asia) Pte. Ltd.

Questo materiale è pubblicato da una o più delle seguenti entità:

EMEA –

Il presente materiale è destinato all’uso dei soli clienti professionali.

Nelle giurisdizioni dell’UE, i materiali di MSIM ed Eaton Vance vengono pubblicati da MSIM Fund Management (Ireland) Limited (“FMIL”). FMIL è regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda ed è una private company limited by shares di diritto irlandese, registrata con il numero 616661 e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda.

Nelle giurisdizioni esterne all’UE, i materiali di MSIM vengono pubblicati da Morgan Stanley Investment Management Limited (MSIM Ltd), autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA.

In Svizzera, i materiali di MSIM vengono pubblicati da Morgan Stanley & Co. International plc, London, Zurich Branch (Sede Secondaria di Zurigo), autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera.

Nelle giurisdizioni esterne agli Stati Uniti e all’UE, i materiali di Eaton Vance vengono pubblicati da Eaton Vance Management (International) Limited (“EVMI”), 125 Old Broad Street, Londra, EC2N 1AR, Regno Unito, società autorizzata e regolamentata nel Regno Unito dalla Financial Conduct Authority. 

Italia – MSIM FMIL (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia. Paesi Bassi – MSIM FMIL (filiale di Amsterdam), Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Francia – MSIM FMIL (filiale di Parigi), 61 rue Monceau, 75008 Parigi, Francia. Spagna – MSIM FMIL (filiale di Madrid), Calle Serrano 55, 28006, Madrid, Spagna.

MEDIO ORIENTE

Dubai – MSIM Ltd (ufficio di rappresentanza, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158).

EVMI si avvale di un’organizzazione terza in Medio Oriente, Wise Capital (Middle East) Limited (“Wise Capital”), per promuovere le competenze di investimento di Eaton Vance presso gli investitori istituzionali. Per questi servizi, Wise Capital riceve una commissione basata sugli attivi sui quali Eaton Vance fornisce consulenza d’investimento grazie a queste presentazioni.

Stati Uniti

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero 1-800-548-7786. Per Eaton Vance e Calvert Funds, scaricare il prospetto dal sito https://funds. eatonvance.com/open-end-mutual-fund-documents.php o rivolgersi al proprio consulente finanziario. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore dei Fondi Morgan Stanley.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO

Hong Kong – Il presente materiale è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente agli “investitori professionali” ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo materiale non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente materiale non può circolare né essere distribuito, direttamente o indirettamente, a soggetti di Singapore che non siano (i) “accredited investor” (ii) “expert investor” o (iii) “institutional investor” ai sensi della Section 4A del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”); ovvero (iv) altrimenti in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dalla SFA. Il contenuto di questa pubblicazione non è stato verificato dalla Monetary Authority di Singapore.   Eaton Vance Management International (Asia) Pte. Ltd. (“EVMIA”) detiene una Capital Markets Licence ai sensi del Securities and Futures Act of Singapore (“SFA”) per svolgere diverse attività tra cui la gestione di fondi, è un consulente finanziario esente ai sensi della Sezione 23(1)(d) del Financial Adviser Act ed è regolamentata dalla Monetary Authority of Singapore (“MAS”). Eaton Vance Management, Eaton Vance Management (International) Limited e Parametric Portfolio Associates® LLC sono esenti ai sensi del Paragrafo 9, Allegato 3 dell’SFA, a Singapore, per svolgere attività di gestione di fondi, sulla base di un accordo con EVMIA e a determinate condizioni. Nessuna delle altre entità o consociate del gruppo Eaton Vance è in possesso di licenze, approvazioni o autorizzazioni a Singapore per condurre attività regolamentate o autorizzabili e nulla nel presente materiale costituisce o può essere interpretato alla stregua di una dichiarazione da parte di tali entità o consociate di essere in possesso di licenze, approvazioni, autorizzazioni o di essere regolamentate a Singapore, o di offrire o commercializzare i propri servizi o prodotti. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente agli “wholesale client”, definiti nell’Australian Corporations Act. Ai sensi del Corporations Act e in base all’ASIC Corporations (Repeal and Transitional) Instrument 2016/396, EVMI è esente dall’obbligo di detenere una licenza australiana per la fornitura di servizi finanziari agli “wholesale client” secondo la definizione riportata nel Corporations Act 2001 (Cth). Calvert Research and Management, ARBN 635 157 434 è regolamentata dalla U.S. Securities and Exchange Commission secondo le leggi statunitensi che differiscono da quelle australiane. Per la fornitura di servizi finanziari agli “wholesale client” in Australia, Calvert Research and Management è esente dall’obbligo di detenere una licenza australiana per la fornitura di servizi finanziari secondo il Class Order 03/1100.

Giappone –

Il presente materiale non può circolare né essere distribuito, direttamente o indirettamente, a soggetti in Giappone che non siano (i) investitori professionisti definiti dall’Articolo 2 della legge Financial Instruments and Exchange Act (“FIEA”) o (ii) altrimenti in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile della FIEA. Il presente materiale è distribuito in Giappone da Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd., n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

 

La presente comunicazione ha carattere promozionale.

Prima di procedere è necessario leggere attentamente tutti i Termini e le Condizioni che illustrano i vincoli legali e normativi che regolano la divulgazione delle informazioni relative ai prodotti di investimento Morgan Stanley Investment Management.

È possibile che i servizi illustrati in questo sito Web non siano disponibili in tutte le giurisdizioni o a qualsiasi persona. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle condizioni d'uso.


Privacy e cookie    •    Istruzioni per l'uso

©  Morgan Stanley. Diritti riservati.