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Global Fixed Income Bulletin
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settembre 14, 2020
Parola d’ordine: consolidamento
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settembre 14, 2020

Parola d’ordine: consolidamento


Global Fixed Income Bulletin

Parola d’ordine: consolidamento

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settembre 14, 2020

 
 

Agosto può rivelarsi un mese molto difficile per gli investitori nel momento in cui gli shock macro negativi coincidono con la tradizionale pausa estiva sul fronte della liquidità, comportando movimenti di prezzo amplificati e a vacanze cancellate. Fortunatamente questo agosto si è rivelato più benevolo, con un proseguimento dei trend positivi osservati nei tre mesi precedenti: i dati macroeconomici hanno continuato a risultare generalmente superiori alle attese, le banche centrali sono rimaste pronte ad allentare ulteriormente e la politica fiscale si è mantenuta espansiva. I mercati azionari di tutto il mondo hanno continuato a conseguire performance positive. Nonostante l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato si sia tradotto in risultati negativi o solo di poco positivi per gran parte dei prodotti obbligazionari, la correzione è stata vista come niente di più di un semplice ritorno dei rendimenti nella fascia intermedia del ristretto intervallo di negoziazione prevalso a partire da marzo, dopo aver (in molti casi) toccato i minimi storici alla fine di luglio. I differenziali creditizi si sono ristretti nel corso del mese, ma a un ritmo inferiore rispetto ai mesi precedenti vista l’entità della compressione degli spread già verificatasi.

A fronte di uno scenario sostanzialmente invariata, anche la nostra strategia d’investimento è rimasta pressoché immutata: siamo ancora posizionati in modo da poter trarre beneficio dalla sovraperformance degli strumenti obbligazionari più rischiosi e dei movimenti laterali dei titoli di Stato a basso rischio. Stiamo continuando tuttavia a ridurre marginalmente il rischio, in quanto i livelli elevati delle valutazioni non possono che implicare una riduzione dei rendimenti attesi. Quasi tutti i differenziali creditizi hanno recuperato gran parte dell’ampliamento registrato a inizio anno e sono vicini alle medie di lungo termine. Pertanto, benché l’orientamento delle politiche monetarie e fiscali rimanga espansivo e non sia insolito per i differenziali avvicinarsi o posizionarsi al di sotto delle medie di lungo termine per periodi di tempi prolungati, i rendimenti attesi sono di fatto calati e ciò giustifica una riduzione del rischio in portafoglio. 

 
 

Vi è inoltre il pericolo che il contesto diventi meno propizio per i prodotti creditizi. I rischi macroeconomici che hanno impensierito gli investitori di recente – aumento dei contagi, tensioni USA/Cina, Brexit – permangono, ed è possibile che i notevoli aiuti forniti da governi e banche centrali perdano la loro efficacia, seppur temporaneamente. Negli Stati Uniti, gli stimoli fiscali cominciano a venire meno e il Congresso non ha ancora concordato un nuovo pacchetto di aiuti. La cassa integrazione e le altre misure di sostegno al reddito adottate in altri paesi stanno per concludersi e non è chiaro se i governi, sempre più indebitati, potranno permettersi di rinnovarli. Inoltre, la ripresa economica sembra rallentare, in quanto il supporto fornito dalla domanda inespressa comincia ad esaurirsi e alcuni paesi vanno incontro a nuove chiusure a causa della risalita dei contagi. Anche se i dati economici continuano in generale a superare le attese, ciò avviene a un ritmo che appare difficilmente sostenibile.

Riteniamo tuttavia che sia troppo presto per lasciarsi prendere dal nervosismo. Gli sviluppi futuri potrebbero persino portare a un’ulteriore compressione degli spread entro fine anno o nel 2021. Con l’inflazione abbondantemente al di sotto degli obiettivi delle banche centrali e i rischi per l’economia sbilanciati al ribasso, è verosimile che l’orientamento di politica monetaria rimarrà ultra-accomodante per gli anni a venire. La discesa dei rendimenti governativi orchestrata dalle banche centrali equivale al dare carta bianca ai governi, consentendo loro di aumentare la spesa in caso di necessità. I dati economici continuano a segnalare un miglioramento e proseguono i progressi medici sul fronte delle terapie e dei vaccini, lasciando intravedere sia rischi al rialzo che al ribasso. Siamo ancora inclini a pensare che comprare sui ribassi sia la strategia giusta, ma è necessario un parziale consolidamento dei prezzi di mercato e dei dati (sia medici che economici) per esserne certi.

 
 
 
Figura 1: Andamento dei titoli da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 agosto 2020. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alle pagg. 6 e 7.

 
 
 
Figura 2: Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 31 agosto 2020.

 
 
 
Figura 3: Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 31 agosto 2020.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Agosto è stato un mese decisamente tranquillo sui mercati finanziari, consentendo a molti investitori di tirare un respiro di sollievo dopo gli affanni di inizio anno. Poiché i trend economici e di mercato restano essenzialmente immutati, anche le nostre previsioni d’investimento rimangono perlopiù confermate: rimaniamo cautamente ottimisti alla luce del miglioramento dei dati economici e degli ingenti supporti monetari e fiscali. Tuttavia, le valutazioni più estreme ci inducono a ridurre l’esposizione ai titoli rischiosi, pur mantenendo un posizionamento lungo.

Permangono considerevoli rischi al ribasso. Sebbene si siano riprese molto più velocemente dallo shock inferto dal Covid-19 rispetto a quanto inizialmente previsto, le economie continuano ad operare nettamente al di sotto della loro abituale capacità, soprattutto nel settore terziario. Una parte della domanda inespressa che ha alimentato l’iniziale ripresa dell’attività sta ora svanendo e alcuni programmi di supporto fiscale sono vicini alla loro data di scadenza. Molte nazioni sviluppate, soprattutto in Europa, sono alle prese con un aumento dei tassi di contagio che sta causando nuove chiusure e restrizioni e frenando la normalizzazione delle economie. Permangono gran parte dei rischi geopolitici che hanno impensierito gli investitori di recente: tensioni USA/Cina, impasse sul nuovo pacchetto di stimoli americano, Brexit, contrasti tra Russia ed Europa.

Al contempo, la ricerca di potenziali vaccini contro il Covid-19 prosegue e potrebbe portare ad una risoluzione definitiva della pandemia. Banche centrali e governi restano inoltre determinati a fare tutto il necessario per evitare un deragliamento della ripresa economica. L’adozione di un obiettivo medio d’inflazione da parte della Federal Reserve (Fed), che comporta una normalizzazione dei tassi più lenta una volta che la ripresa economica è ben radicata, ha spinto al rialzo le aspettative inflazionistiche negli Stati Uniti, una dinamica che in passato ha fatto scendere i rendimenti reali e reso ancora più accomodanti i parametri monetari. Le aspettative inflazionistiche implicite nei mercati, tuttavia, restano deboli. In altre parole, non sono previsti inasprimenti delle politiche monetarie in risposta a un eventuale aumento dell’inflazione. Più probabile, anzi, è un ulteriore accomodamento finalizzato a conseguire gli obiettivi d’inflazione. Analogamente, i dati economici hanno battuto le stime ma le economie continuano ad operare su livelli nettamente inferiori alla normalità, per cui neanche il rafforzamento dei dati congiunturali rappresenta una minaccia all’orientamento accomodante delle politiche monetarie.

Questo supporto fornito dalle banche centrali sta dando ai governi la libertà di decidere come e quanto spendere per supportare l’economia. Sebbene molti paesi sviluppati vedranno il rapporto tra debito pubblico e PIL salire oltre il 100%, i rendimenti dei titoli di Stato resteranno sui minimi storici, a conferma dell’indifferenza degli investitori nei confronti del deterioramento delle finanze pubbliche. In parte ciò è dovuto allo spostamento della spesa dalle famiglie ai governi: questi ultimi stanno spendendo di più, mentre i saggi di risparmio privati sono aumentati, lasciando intravedere la possibilità che le famiglie ripaghino il debito pubblico mediante un aumento futuro delle tasse. Il motivo principale, tuttavia, è l’entità dell’ancoraggio dei tassi d’interesse su livelli estremamente bassi effettuato dalle banche centrali, risultato ottenuto in due modi: promettendo (in maniera credibile) di non innalzarli per molto tempo e attraverso l’acquisto diretto di titoli di Stato e altri strumenti.

Riteniamo pertanto estremamente contenuto il rischio di un rialzo significativo dei rendimenti governativi di qui a breve. Ulteriori flessioni dei rendimenti appaiono altrettanto improbabili, in quanto quasi tutte le banche centrali hanno ormai tagliato i tassi nella misura massima possibile. Ridurli ulteriormente, in alcuni casi sino a portarli in territorio negativo, non dovrebbe rivelarsi particolarmente d’aiuto per l’economia e potrebbe di contro danneggiare il settore finanziario. Tuttavia, non crediamo sia possibile escludere nuovi ribassi dei tassi o altre innovazioni di politica monetaria nell’eventualità di un deterioramento della situazione, pertanto la strategia migliore è quella di detenere titoli di Stato di alta qualità come copertura contro ulteriori tensioni.

La politica accomodante delle banche centrali sta spingendo al ribasso alcune valute, in primis il dollaro statunitense. Di norma, le variazioni valutarie sono dettate dal cambiamento relativo tra due economie, ma finora la Fed si è mostrata incline a spingere i rendimenti reali su livelli inferiori, contribuendo al deprezzamento del biglietto verde. Poiché riteniamo che il dollaro si trovi su livelli elevati rispetto a quasi tutte le altre valute del G10, ci aspettiamo un ulteriore indebolimento di tale valuta.

Crediamo anche che le obbligazioni societarie, soprattutto investment grade, continueranno a beneficiare delle azioni delle banche centrali e in particolare dei programmi di acquisti obbligazionari. Questa buona notizia, tuttavia, è stata già assorbita abbondantemente dai prezzi: non a caso i differenziali creditizi si trovano su livelli pari o inferiori alle medie di lungo termine nonostante le numerose incognite che gravano sulle prospettive economiche. Pur rimanendo lunghi sul rischio, continuiamo a ridurlo gradualmente ridimensionando l’entità delle nostre posizioni e migliorando la qualità delle partecipazioni in portafoglio.

I mercati emergenti rimangono una fonte allettante di potenziamento dei rendimenti. Il deprezzamento del dollaro USA e l’apertura del rubinetto monetario nei paesi sviluppati continuano a imprimere fortemente slancio a questa asset class. Tuttavia, permangono notevoli rischi macroeconomici e molte economie emergenti non stanno registrando risultati migliori rispetto alle loro controparti avanzate. Anche le valutazioni sono aumentate, pertanto, pur ravvisando opportunità in specifiche nazioni e situazioni, ci guardiamo bene dall’implementare un’esposizione generalizzata.

I prodotti cartolarizzati di alta qualità continuano silenziosamente a registrare buoni risultati, offrendo secondo noi un limitato potenziale di rialzo visti i tassi contenuti e il rischio di rifinanziamento, ma anche un rischio di ribasso altrettanto limitato grazie al supporto delle banche centrali. La scarsa volatilità attesa rende questo mercato interessante per i portafogli, anche qualora ciò dovesse implicare un abbassamento del rendimento atteso. I prodotti cartolarizzati di qualità inferiore offrono maggiori potenzialità di rendimento in quanto gli spread si sono compressi in misura inferiore, tuttavia i rischi fondamentali sono più elevati. In generale, i tassi di morosità sono risultati nettamente inferiori ai timori iniziali.

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Sviluppati

Analisi mensile

I titoli rischiosi hanno terminato il mese di agosto in rialzo grazie al miglioramento di quasi tutti gli indicatori dell’attività economica, nonostante l’ulteriore rialzo dei contagi negli Stati Uniti e in altri mercati sviluppati. Il dollaro USA si è indebolito a fronte dell’irripidimento delle curve dei rendimenti sovrani e dei toni espansivi delle banche centrali. Le aspettative inflazionistiche hanno continuato ad aumentare, soprattutto negli Stati Uniti, dove la Fed ha annunciato il passaggio a un obiettivo d’inflazione medio, che dovrebbe aumentare il grado di tolleranza rispetto agli sforamenti al rialzo dell’obiettivo. La Banca d’Inghilterra ha lasciato invariati sia i tassi d’interesse che il piano di acquisti obbligazionari. Anche la BCE non ha apportato variazioni di rilievo alla sua politica monetaria.

Outlook

Per i mesi a venire, ci aspettiamo che le politiche monetarie rimangano accomodanti in tutti i mercati sviluppati, una situazione positiva per i titoli rischiosi che contribuirà all’ulteriore stabilizzazione dell’economia globale e dei mercati finanziari. Dopo i decisi interventi dei mesi precedenti, la maggior parte delle banche centrali sta ora monitorando i dati economici e valutando altri possibili interventi di politica fiscale. I dati hanno perlopiù superato le attese, ma con i rischi ancora sbilanciati al ribasso e le aspettative d’inflazione che nel migliore dei casi si avvicinano agli obiettivi delle banche centrali, difficilmente le politiche monetarie verranno inasprite nell’immediato, mentre è probabile che vengano allentate in risposta a sviluppi avversi. Continuiamo a prevedere un deprezzamento del dollaro USA nei prossimi mesi rispetto alle altre valute del G10, in quanto i livelli sono ancora elevati e le politiche della Fed saranno probabilmente tanto accomodanti quanto quelle in atto in altri paesi.

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Emergenti     

Analisi mensile

Il passaggio della Fed ad un obiettivo d’inflazione media è positivo per gli asset rischiosi e ha spinto al ribasso l’USD, fornendo un contesto favorevole ai mercati emergenti. Le obbligazioni societarie dei paesi emergenti hanno sovraperformato, mentre i bond in valuta locale sono rimasti indietro. Il debito sovrano denominato in dollari ha registrato buoni risultati, sospinto dalla compressione degli spread, mentre i Treasury USA hanno inciso negativamente sul rendimento totale. Le obbligazioni societarie high yield dei mercati emergenti hanno evidenziato risultati superiori alle obbligazioni investment grade. Le emissioni in valuta locale hanno terminato in territorio negativo a causa dell’aumento dei rendimenti e del lieve deprezzamento delle valute emergenti nei confronti del dollaro. A livello settoriale, le aziende dei settori carta/cellulosa, trasporti e metalli/estrazioni hanno fatto meglio del mercato più ampio, mentre quelle dei settori petrolio/gas, telecomunicazioni e servizi diversificati sono rimaste indietro.

Outlook

Nel breve termine rimaniamo cautamente ottimisti sul debito emergente alla luce delle politiche monetarie accomodanti nel mondo sviluppato, rafforzate dalla nuova strategia della Fed che prevede l’adozione di un obiettivo medio d’inflazione. L’abbassamento dei rendimenti reali negli Stati Uniti e il conseguente indebolimento del dollaro dovrebbero supportare i mercati obbligazionari emergenti e in particolare i segmenti high yield e valutari, soprattutto qualora la crescita di questi paesi dovesse migliorare rispetto a quanto osservato nel mondo avanzato. Eventuali notizie positive sul fronte di nuove terapie e vaccini potrebbero risollevare il clima di fiducia. Il nostro giudizio relativamente positivo sui mercati finanziari emergenti è stemperato dal fatto che le valutazioni non sono più convenienti come qualche mese fa, soprattutto nel segmento investment grade. Inoltre, rileviamo un’abbondanza di fattori di rischio, come potenziali passi indietro nella lotta contro il Covid-19, un’escalation delle tensioni USA-Cina (problemi sul fronte commerciale e tecnologico/questioni geopolitiche) alimentate dall’imminenza delle elezioni negli Stati Uniti, a cui si aggiungono gli altri conflitti geopolitici (India-Cina, potenziali sanzioni contro Russia/Bielorussia), tutti aspetti che continueranno a pesare sul clima di fiducia.

Credito

Analisi mensile

I differenziali hanno terminato il mese di agosto in discesa. Il fattore chiave è stato il quadro tecnico sul lato offerta, che ha pesato sui differenziali in USD e supportato quelli in EUR in virtù del costo più basso dei finanziamenti su base coperta in USD. Tra gli altri fattori che hanno contribuito alla compressione degli spread figurano l’assenza di notizie fondamentali negative, la politica monetaria ancora espansiva e le politiche fiscali accomodanti.

Prospettive di mercato

Ci aspettiamo che gli spread creditizi si consolidino sui livelli correnti, in prossimità delle medie di lungo termine, offrendo agli investitori opportunità di carry a fronte tuttavia di plusvalenze contenute. In ambito creditizio, preserviamo il posizionamento lungo sul rischio, con una predilezione per finanza e servizi di pubblica utilità e un sottopeso nell’industria. La decisa rimonta del mercato negli ultimi mesi rende il posizionamento sensibile alle valutazioni e ai fattori tecnici sul lato dell’offerta e della domanda.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

Ad agosto i mercati dei titoli ipotecari e cartolarizzati hanno replicato l’andamento di giugno e luglio, evidenziando un ulteriore restringimento degli spread, in lenta controtendenza con quanto osservato nella prima parte dell’anno. I prezzi dei titoli garantiti da ipoteca (MBS) di agenzia sono rimasti sostanzialmente invariati, malgrado il rialzo dei tassi, soprattutto per effetto dei continui e imponenti acquisti di questi titoli a opera della Fed. Gli spread degli RMBS non di agenzia statunitensi hanno continuato a restringersi. Le performance dei CMBS nei rami uffici e immobili residenziali sono state molto più stabili, mentre i settori ABS più colpiti, come i finanziamenti per aerei e i tassi di servicing dei mutui, hanno registrato una modesta compressione degli spread, pur continuando a scambiare con differenziali significativamente superiori ai livelli di febbraio.

Outlook

Gli spread della fascia AAA hanno ormai recuperato l’80-90% dell’ampliamento dovuto al Covid-19, pertanto il margine di restringimento residuo appare limitato viste le attuali condizioni creditizie, ma è altrettanto improbabile che registrino ampliamenti di rilievo visti i minori volumi di emissione e i 100 miliardi di dollari del TALF pronti ad approfittarne se gli spread dovessero diventare più convenienti. La Fed continua ad acquistare ingenti volumi di MBS di agenzia. Il quadro dei fondamentali nei settori con rating più bassi è estremamente vario, poiché dipende dall’impatto della pandemia. In generale, riteniamo che i segmenti di minore qualità presentino un ampio margine di compressione residuo.

 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili. L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni—Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato giapponesi a 10 anni —Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato USA a 10 anni—U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index—Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities)  raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni—Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), YEN 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

DISTRIBUZIONE

Questa comunicazione è destinata e sarà distribuita solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni dove la sua distribuzione o circolazione non siano vietate dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – Morgan Stanley Investment Management Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312, Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Irlanda – Morgan Stanley Investment Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublino 2, Irlanda. Società registrata in Irlanda con il numero 616662. Regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Italia – Morgan Stanley Investment Management Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited, una società registrata nel Regno Unito, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA), con sede legale a 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA. Morgan Stanley Investment Management Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano), con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, è registrata in Italia con codice fiscale e P. IVA 08829360968. Paesi Bassi – Morgan Stanley Investment Management, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited. Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority nel Regno Unito. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0)44 588 1074.

Giappone –Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

Stati Uniti –

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore di Morgan Stanley Funds.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO BANCARIO

Hong Kong – Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA – La presente comunicazione è stata pubblicata da Morgan Stanley Investment Management Limited (“MSIM”). Società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra con il n. 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, Londra E14 4QA.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

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