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Global Fixed Income Bulletin
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luglio 15, 2020
Andrà avanti così?
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luglio 15, 2020

Andrà avanti così?


Global Fixed Income Bulletin

Andrà avanti così?

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luglio 15, 2020

 
 

Nel mese di giugno, i mercati finanziari hanno messo a segno performance positive. Le azioni hanno registrato un rialzo, gli spread si sono ristretti e il dollaro statunitense si è indebolito. Tuttavia, per la prima volta dopo diversi mesi, le notizie sul fronte del virus non sono state tutte positive. L’accelerazione dei contagi negli Stati Uniti e a livello globale ha in parte oscurato le notizie uniformemente positive sul versante economico, dove i dati hanno superato le aspettative su tutti i fronti. Ancora una volta i rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti eccezionalmente invariati, muovendosi a malapena nel corso del mese e del trimestre. I tassi dei Treasury USA decennali hanno chiuso il trimestre senza variazioni (sebbene i rendimenti generati da inizio anno siano dell’11%)1. Pur non essendo necessariamente una nota positiva, il fatto che i rendimenti dei titoli di Stato siano rimasti immutati in un momento in cui i dati economici hanno superato persino le stime più ottimistiche e i titoli high yield e azionari hanno registrato rendimenti a doppia cifra costituisce indubbiamente un evento straordinario. Di fatto, stabilizzare i rendimenti dei titoli di Stato e intervenire sui mercati del credito (societario ed ipotecario) sono due mosse tipiche delle banche centrali. Finora si è dimostrata una strategia vincente. La vittoria finale dipenderà dai progressi compiuti in ambito sanitario: un’economia non può funzionare se la gente non può lavorare, non può spendere o si sente in pericolo.

 
 

A giugno non abbiamo assistito a nuove iniziative sul piano normativo, ma i programmi annunciati in precedenza hanno avuto un significativo impatto sul mercato. Come annunciato, la Federal Reserve (Fed) ha lanciato il programma TALF (Term Asset-Backed Securities Loan Facility), ma vista la compressione degli spread dei titoli garantiti da collaterale AAA nel secondo trimestre, difficilmente l’istituto centrale erogherà grandi prestiti (la Fed ha raggiunto il proprio obiettivo senza spendere o prestare neanche un centesimo!). Questa si chiama credibilità. Quand’anche il TALF finisse con l’investire molto meno del previsto, la semplice esistenza del piano sarebbe riuscita a spingere al ribasso i differenziali. In Europa, la linea OMRLT III (Operazioni Mirate di Rifinanziamento a più Lungo Termine) della Banca centrale europea (BCE), che consente alle banche di prendere a prestito a un tasso del -1%, ha registrato forti adesioni, per un totale di 1350 miliardi di euro.2 La BCE effettua operazioni di rifinanziamento a lungo termine dal 2012, tuttavia la peculiarità di quest’ultimo schema non sta solo nel costo dell’indebitamento (di fatto le banche vengono pagate l’1% l’anno per indebitarsi) ma anche nella quantità di prestiti erogabili grazie alle condizioni del programma. L’elevato tasso di adozione e la convenienza economica imprimono slancio alla redditività delle banche europee, all’economia dell’area e alle attività finanziarie acquistabili dagli istituti di credito. Le banche centrali si sono guadagnate una credibilità tale da riuscire a far muovere i mercati nella direzione desiderata semplicemente annunciando di voler fare di più. Lo spirito del “whatever it takes” che pervade le banche centrali è stato preso molto seriamente dai mercati. Le politiche monetarie continuano a svolgere un ruolo di primo piano.

Anche le misure fiscali sono state fondamentali per sostenere la nascente ripresa economica. Tali aiuti hanno supportato i redditi e alimentato la spesa al consumo una volta rimosse le misure di confinamento. A luglio alcuni dei programmi di sostegno al reddito giungeranno a termine, ma siamo certi che il Congresso statunitense li rinnoverà o ne introdurrà di nuovi per garantire flussi ininterrotti alle persone attualmente senza occupazione. In Europa continuano le tensioni sul Recovery Fund dell’UE. Alcuni paesi sono restii ad allentare i cordoni della borsa, ma la direzione è chiaramente quella di consentire ai singoli governi di spendere di più in caso di necessità e di garantire maggiori supporti fiscali a livello comunitario. Ci aspettiamo che la politica monetaria resti ampiamente accomodante, contribuendo ad alleviare i timori degli investitori circa la necessità di far salire il debito pubblico.

A seguito degli incredibili rendimenti di giugno e in generale del secondo trimestre, i rischi sono tutt’altro che pochi. Il preoccupante aumento dei contagi in diversi Stati americani di grandi dimensioni e i focolai scoppiati nei paesi impegnati nelle riaperture rischiano di far deragliare la ripartenza economica. Le elezioni presidenziali statunitensi e i rapporti USA-Cina rappresentano ulteriori elementi d’apprensione indipendenti dall’evoluzione della pandemia. Peraltro, i passi avanti sul fronte dei vaccini e/o delle terapie potrebbero generare sorprese economiche e finanziarie positive. Gli spunti di riflessione sono molti. Siamo fiduciosi che, nonostante l’aumento dei tassi di contagio, non verranno ripristinate misure di confinamento su ampia scala.

 
 
 
Figura 1: Andamento dei titoli da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 30 giugno 2020. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alle pagg. 6 e 7.

 
 
 
Figura 2: Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Fonte: Bloomberg. Dati al 30 giugno 2020. Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD.

 
 
 
Figura 3 – Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JP Morgan. Dati al 30 giugno 2020.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Il nostro outlook per il mercato obbligazionario resta ancora costruttivo e moderatamente rialzista. Non mancano tuttavia alcuni elementi negativi. Il recupero economico a forma di V si è già manifestato, ma potrebbe facilmente appiattirsi. Un recupero non è un trend. È improbabile che i dati economici continueranno a sorprendere in positivo andando avanti (non è da escludere, ma non dovremmo contarci). Le valutazioni sono meno favorevoli rispetto al mese scorso. Anche sul versante occupazione e produzione i miglioramenti dovrebbero rivelarsi più esigui rispetto alle attese ora riviste al rialzo. Inoltre, malgrado i passi avanti compiuti su più fronti, alcuni settori chiave restano chiusi oppure operano al disotto del potenziale (viaggi, tempo libero e intrattenimento). Ciò avrà l’effetto di rallentare i guadagni complessivi. D’altro canto, le persone dispongono di liquidità e vogliono spenderla, mentre le aziende vogliono assumere e incrementare o ripristinare la produzione. Rileviamo infine ulteriori fattori di rischio, quali una riapertura disordinata delle economie a fronte di una seconda ondata peggiore del previsto e l’inasprimento delle tensioni USA-Cina (Hong Kong e scambi commerciali) e dei problemi geopolitici in altre regioni (Russia/India vs. Cina) con effetti negativi sul clima di fiducia.

I mercati hanno registrato risultati eccezionali a giugno e nel secondo trimestre. Ciò è imputabile a vari fattori, tra cui il miglioramento dei dati, il posizionamento di mercato, le politiche fiscali e monetarie e le speranze sul fronte sanitario. Le cose possono andare avanti così?  A nostro avviso sì, ma ad un ritmo inferiore. In particolare, il supporto delle autorità rimane solido e può essere potenziato in caso di necessità. Le autorità sono chiaramente in modalità “whatever it takes”. La capacità e la determinazione delle banche centrali a fornire supporti illimitati nei mesi a venire non vanno sottovalutate.

Pertanto, i rendimenti dei titoli di Stato rimarranno necessariamente contenuti e stabili. La volatilità è diminuita in risposta al miglioramento dei dati economici, alle agevolazioni fiscali, all’efficacia delle misure di contenimento del virus (fatta eccezione per Stati Uniti e Brasile) e al quantitative easing. Solo un netto miglioramento delle prospettive economiche e sanitarie potrà portare a un aumento dei rendimenti a più lungo termine. Anche in quel caso, tuttavia, l’inflazione abbondantemente al di sotto dei target e una politica della Fed probabilmente ancorata ai risultati (nessun inasprimento fino al raggiungimento degli obiettivi monetari) lascerebbero intravedere un contesto di compressione dei premi al rischio e delle aspettative sui tassi per molti anni a venire. Il rischio insito in questa tesi è costituito da una scoperta scientifica che metta la parola fine alla pandemia.

Rimaniamo cautamente ottimisti nei confronti del debito dei paesi emergenti. Le misure monetarie e governative su ampia scala introdotte nei paesi sviluppati creano un contesto solido per tale asset class. Anche i paesi emergenti, inoltre, hanno fornito stimoli monetari e fiscali senza precedenti alle proprie economie, attutendo il contraccolpo causato dalla pandemia. In maniera alquanto insolita per i mercati emergenti, gli investitori non hanno punito le nazioni per le misure espansive adottate (ad esempio indebolendo le valute o ritirando i propri capitali), neanche in presenza di fondamentali macro deboli. Sembrano tutti d’accordo sul fatto che la giusta risposta politica al momento sia quella di stampo espansivo. Le valutazioni sono meno convenienti dopo il rally del secondo trimestre, ma i rendimenti sono stati comunque inferiori a quelli dei mercati sviluppati, specie nei segmenti sotto l’ombrello delle politiche adottate questi ultimi. Lo slancio delle riaperture è particolarmente forte in Asia e nell’Europa orientale. L’America Latina va incontro a maggiori difficoltà in virtù della lentezza delle autorità in termini di politiche sanitarie atte a contrastare il virus. Anche la fortissima ripresa registrata in Cina supporta i mercati emergenti. Le oscillazioni più pronunciate dei tassi sono probabilmente alle nostre spalle, ma rintracciamo del valore residuo in alcuni titoli di debito estero e in alcune valute dei mercati emergenti.

I mercati creditizi continuano a registrare buone performance. Il supporto delle politiche dovrebbe proseguire (acquisti effettuati da Fed e BCE), i dati economici tendono al rialzo e l’offerta dovrebbe diminuire rispetto al ritmo record registrato nella prima metà dell’anno. Molti dei danni economici dovrebbero rivelarsi transitori e pertanto non eccessivamente negativi per le valutazioni societarie. Di fatto, le imprese continuano a implementare strategie di riduzione del rischio vendendo attività, tagliando i dividendi e riducendo la spesa per investimenti. Man mano che le economie migliorano, le performance aziendali dovrebbero risollevarsi in maniera significativa; le perdite di breve termine e l’aumento della leva finanziaria diventeranno meno importanti, anche se continueranno a fare la differenza ai fini di individuare le società in grado di generare sovraperformance. Salvo notizie catastrofiche sul fronte economico o sanitario, i differenziali delle obbligazioni investment grade e high yield dovrebbero tendere al ribasso di qui a fine anno. Visto il recente rally, non è da escludere un parziale consolidamento in attesa di maggiori informazioni sui contagi negli Stati Uniti.

A giugno sono proseguite le recenti dinamiche positive nel mercato delle cartolarizzazioni, con performance solide e stabili. Considerando il restringimento degli spread dei titoli AAA, il margine di rialzo residuo appare limitato. Tuttavia, i segmenti di minore qualità, in particolare le fasce BBB e BB, presentano, a nostro avviso, un ampio margine di restringimento residuo. Nonostante la parziale compressione degli spread osservata negli ultimi due mesi, i differenziali dei titoli cartolarizzati di minore qualità restano nettamente al di sopra dei livelli di febbraio e si sono ridotti in misura inferiore rispetto a quelli delle obbligazioni societarie. I dati fondamentali restano critici, ma finora il deterioramento delle performance è stato decisamente moderato per molti settori e nettamente inferiore alle attese. I titoli garantiti da ipoteche di agenzia (MBS) dovrebbero continuare a registrare rendimenti esigui, pertanto continuiamo a sottopesare questo settore.

 

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati sviluppati

Analisi mensile

Giugno ha segnato la fine di un trimestre e di un primo semestre storici per tutte le asset class e le aree geografiche. Molti paesi sviluppati sono stati impegnati nella graduale riapertura delle proprie economie. In generale, i dati economici sono risultati superiori alle attese e le rilevazioni dei sondaggi in particolare hanno sorpreso al rialzo. In alcune aree i contagi sono aumentati, mentre in altri paesi sviluppati i casi hanno continuato a diminuire. Hanno fatto eccezione alcuni grandi Stati americani, benché anche in questo caso la notizia positiva è che il tasso di mortalità si è decisamente abbassato (probabilmente perché i nuovi contagi riguardano principalmente le fasce più giovani di popolazione).

Prospettive

Per i mesi a venire, ci aspettiamo che le politiche monetarie rimarranno accomodanti e gli asset rischiosi ben supportati in tutti i mercati sviluppati, al fine di favorire l’ulteriore stabilizzazione dell’economia globale e dei mercati finanziari. Dopo i decisi interventi dei mesi precedenti, la maggior parte delle banche centrali sta ora monitorando attentamente i dati economici per stabilire se saranno necessarie ulteriori misure di allentamento. Inoltre, nonostante il miglioramento generalizzato dei dati economici, le spinte inflazionistiche sono molto deboli e le economie sono state duramente colpite da uno shock esogeno; di conseguenza è quasi sicuro che le banche centrali siano pronte a intervenire con ulteriori misure accomodanti, adottando con ogni probabilità misure politiche non convenzionali.

Tassi d’interesse e di cambio dei mercati emergenti

Analisi mensile

Il rally dei mercati finanziari emergenti è continuato anche a giugno, portando a uno dei trimestri migliori mai registrati. Gli investitori sono stati incoraggiati dalle politiche monetarie e fiscali ancora espansive in tutte le economie emergenti e sviluppate e dall’introduzione di nuovi programmi da parte del Fondo monetario internazionale (FMI) per aiutare le nazioni emergenti a contrastare il Covid-19.3 La performance è stata trainata ancora una volta dai titoli di Stato dei mercati emergenti denominati in dollari, in particolare nel segmento high yield, e dai paesi esportatori di energia, che hanno beneficiato dell’aumento dei corsi petroliferi, a sua volta alimentato dalle aspettative di un’accelerazione dei consumi e della crescita. I titoli societari denominati in dollari hanno sottoperformato quelli governativi e il debito in valuta locale è rimasto indietro a causa dell’indebolimento delle valute emergenti nei confronti del dollaro statunitense.4

Prospettive

Rimaniamo cautamente ottimisti sul debito emergente nel breve termine, in quanto le notizie positive sul fronte delle riaperture sono parzialmente compensate dalle valutazioni meno convenienti rispetto a qualche mese fa e dagli insuccessi nella lotta al coronavirus in alcuni paesi. Continuiamo a ritenere conveniente il debito dei mercati emergenti, in particolare nel segmento high yield in valuta forte, e sul mercato dei cambi. Rileviamo tuttavia alcuni possibili fattori di rischio all’orizzonte: una riapertura disordinata delle economie a fronte di una seconda ondata peggiore del previsto e l’inasprimento delle tensioni USA-Cina (Hong Kong e scambi commerciali) e dei problemi geopolitici in altre regioni (Russia/India vs. Cina), con effetti negativi sul clima di fiducia.

Credito

Analisi mensile

Nel segmento investment grade, a giugno gli spread si sono ristretti sia negli Stati Uniti sia in Europa. Il principale driver è stato il rally di inizio mese, con l’avvio della fase di uscita dal lockdown nei mercati sviluppati e con la diffusione di dati economici superiori alle attese. Tuttavia, a questo ha fatto seguito un indebolimento nella seconda parte di giugno, quando l’aumento dei contagi negli Stati Uniti e l’inasprimento dei rapporti tra Cina e Stati Uniti hanno intaccato il clima di fiducia. Le notizie sul fronte societario sono state limitate in vista degli annunci dei risultati trimestrali che inizieranno a luglio. I titoli di fascia BBB hanno sovraperformato quelli di qualità più elevata. Rispetto alle obbligazioni governative, l’indice Bloomberg Barclays U.S. Investment Grade (IG) ha generato un extra-rendimento dell’1,89% su base mensile. Il credito investment grade europeo ha sottoperformato il mercato statunitense con un restringimento degli spread di 21 pb a quota 148 pb, in base all’andamento dell’indice Bloomberg Barclays Euro-Aggregate Corporate.5

Prospettive

Le aziende hanno reagito al coronavirus concentrandosi sulla raccolta di liquidità, un comportamento del tutto comprensibile vista la forte incertezza economica. Ciò ha comportato una serie di strategie quali aumenti di capitale, emissione di obbligazioni societarie, riduzione dei dividendi e contenimento della spesa in conto capitale. Ne è emersa una certa divergenza tra settori, laddove quelli più ciclici hanno cercato di raccogliere maggiore liquidità. Bisognerà capire quale sarà la struttura di finanziamento ottimale in un contesto potenzialmente caratterizzato da bassa crescita, bassa inflazione e costo ridotto del debito.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

A giugno, i mercati dei titoli cartolarizzati hanno continuato a guadagnare quota; i segmenti dei crediti al consumo, degli immobili commerciali garantiti da stabili direzionali e degli immobili residenziali hanno tutti registrato un restringimento degli spread. Ciò nonostante, negli Stati Uniti il quadro economico rimane debole, con oltre 30 milioni di richieste di sussidi alla disoccupazione, malgrado qualche segnale di miglioramento dovuto alle graduali riaperture in varie parti del Paese.

Prospettive

Gli spread della fascia AAA hanno ormai recuperato l’80-90% dell’ampliamento dovuto al Covid-19, pertanto il margine di restringimento residuo appare limitato viste le attuali condizioni creditizie. D’altro canto, è improbabile che i differenziali registrino ampliamenti di rilievo visti i minori volumi di emissione e i 100 miliardi di dollari del TALF pronti a entrare in campo alle prime avvisaglie di un aumento dei differenziali. Tuttavia, i segmenti di minore qualità, in particolare le fasce BBB e BB, presentano un ampio margine di compressione residuo. Nonostante la parziale compressione degli spread osservata negli ultimi due mesi, i differenziali dei titoli cartolarizzati di minore qualità restano nettamente al di sopra dei livelli di febbraio e si sono ridotti in misura inferiore rispetto a quelli delle obbligazioni societarie. I dati fondamentali restano critici e gli occhi degli investitori sono puntati sui possibili segnali di un sostanziale deterioramento del credito riconducibili all’impennata della disoccupazione, ma finora il peggioramento delle performance di molti settori cartolarizzati è stato moderato nonché inferiore alle aspettative degli operatori. Inoltre, l’economia sta mostrando i primi segnali di ripartenza.

 
 

1 Fonte: Bloomberg, dati al 30/6/2020.

2 Fonte: Banca centrale europea, dati al 30/6/2020.

3 Fonte: Bloomberg, dati al 30/6/2020.

4 Fonte: JP Morgan, dati al 30/06/2020.

5 Fonte: Bloomberg Barclays, dati al 30 giugno 2020


 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di tassi d’interesse al ribasso, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili. L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali tedesche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Germania, quello delle obbligazioni governative decennali nipponiche dall’indice ufficiale Datastream per il Giappone e quello delle obbligazioni governative decennali statunitensi (Treasury) dall’indice ufficiale Datastream per gli Stati Uniti.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index—Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei mercati emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities)  raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni—Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), YEN 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

DISTRIBUZIONE

Questa comunicazione è destinata e sarà distribuita solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni dove la sua distribuzione o circolazione non siano vietate dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – Morgan Stanley Investment Management Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312, Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Irlanda: Morgan Stanley Investment Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublino 2, Irlanda. Società registrata in Irlanda con il numero 616662. Regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Italia – Morgan Stanley Investment Management Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited, una società registrata nel Regno Unito, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA), con sede legale a 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA. Morgan Stanley Investment Management Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano), con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, è registrata in Italia con codice fiscale e P. IVA 08829360968. Paesi Bassi – Morgan Stanley Investment Management, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited. Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority nel Regno Unito. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0)44 588 1074.

Giappone –Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

Stati Uniti –

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore di Morgan Stanley Funds.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO BANCARIO

Hong Kong – Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA – La presente comunicazione è stata pubblicata da Morgan Stanley Investment Management Limited (“MSIM”). Società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra con il n. 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, Londra E14 4QA.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

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