Insight Article Desktop Banner
 
 
Global Fixed Income Bulletin
  •  
febbraio 15, 2021

Alea iacta est ("Il dado è tratto")

Insight Video Mobile Banner
 
febbraio 15, 2021

Alea iacta est ("Il dado è tratto")


Global Fixed Income Bulletin

Alea iacta est ("Il dado è tratto")

Share Icon

febbraio 15, 2021

 
 

A gennaio la corsa al rialzo dei prezzi delle attività finanziarie si è interrotta.  I rendimenti dei titoli di Stato si sono mossi al rialzo nella maggior parte dei paesi e i Treasury USA hanno subito ingenti ondate di vendite.  Solo i rendimenti dei titoli governativi australiani e canadesi sono aumentati, mentre i paesi emergenti hanno generalmente registrato rialzi superiori dei tassi.  Le performance dei mercati creditizi sono state modeste in quanto l’eccesso di offerta nel mercato high yield ha compensato i fondamentali macro positivi.  I titoli cartolarizzati si sono mossi in controtendenza, generando rendimenti solidi se non addirittura straordinari in alcuni segmenti. 

 
 

Sul fronte politico la notizia principale ha riguardato le implicazioni della vittoria dei Democratici ai ballottaggi in Georgia, che ha consentito di assicurarsi entrambi i seggi al Senato. La presenza di una maggioranza democratica al Senato, unita all’insediamento del nuovo Presidente Biden, cambia profondamente le dinamiche della politica fiscale. Avendo evitato complessi negoziati con un Senato controllato dai Repubblicani, la nuova amministrazione potrà avvalersi del processo di riconciliazione del bilancio al Congresso (lo stesso utilizzato dai Repubblicani per far passare i tagli d’imposta nel 2017) e promuovere un’imponente espansione fiscale. A inizio febbraio i Democratici hanno spinto per un nuovo pacchetto di aiuti fiscali nell’ordine dei 1.000 miliardi di dollari. Appare inoltre probabile che a ciò farà seguito un ulteriore piano di stimoli in autunno di entità pari o superiore, che potrebbe prevedere anche un aumento delle imposte.  Naturalmente, queste misure si aggiungono ai 900 miliardi di dollari approvati da poco.  Se i Democratici riusciranno a far approvare questi due pacchetti fiscali, verrà iniettato nell’economia un quantitativo di stimoli davvero straordinario.  Le previsioni di una crescita del PIL statunitense superiore al 6% nel 2021 potrebbero rivelarsi troppo basse.  Di fatto, gli Stati Uniti potrebbero crescere più della Cina!

Ciò significa che la speranza/convinzione che i rendimenti dei titoli governativi e di altre obbligazioni di alta qualità sarebbero rimasti stabili e bassi è stata messa in discussione.  Le basse aspettative inflazionistiche, la pandemia, il quantitative easing (QE) e le indicazioni prospettiche delle banche centrali stanno rallentando il rialzo dei tassi, ma la risalita c’è. È improbabile che la Fed e le altre banche centrali decidano di scendere in campo (ovvero di rilasciare dichiarazioni o agire con gli strumenti a disposizione) fino a che le conseguenze non saranno note.  Le condizioni finanziarie rimangono molto espansive negli Stati Uniti, benché in misura inferiore rispetto all’Eurozona, ma dato che i differenziali creditizi in euro si trovano su livelli contenuti, che la maggior parte dei rendimenti dei titoli di Stato è negativa e, soprattutto, che i differenziali dei rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi sono scesi sotto i 100 punti base (bps), non vi sono segnali indicanti che le condizioni finanziarie non propendano a favore di una ripresa economica. 

D’altro canto, l’economia globale sembra aver rallentato nel primo trimestre a causa dell’aumento dei tassi di contagio e di ricovero, della reintroduzione e/o inasprimento delle misure di distanziamento sociale e della lentezza dei piani vaccinali.  La scoperta di nuove varianti di Covid-19 comporta inoltre nuovi rischi legati all’efficacia dei vaccini, alla potenziale ulteriore proroga delle misure di distanziamento sociale e alla continua ritrosia di privati e aziende a tornare a comportamenti normali.  La buona notizia è che le misure di distanziamento sociale sembrano funzionare nell’abbassare i tassi di contagio; inoltre, i tassi di vaccinazione stanno migliorando e il vaccino Johnson & Johnson potrebbe presto essere approvato per un uso d’emergenza negli Stati Uniti.

Come già accennato, nel 2021 il rischio di tasso d’interesse/duration non ha aiutato i rendimenti obbligazionari, ed è probabile che le cose resteranno così.  Si prevede che l’ingente spesa pubblica statunitense (per ora solo proposta) sosterrà la crescita economica del paese, e parte di questo slancio si diffonderà al resto del mondo. L’aumento della spesa, unito a una crescente normalizzazione dei comportamenti, dovrebbe sostenere i flussi di cassa aziendali (gli utili dipenderanno dai costi), che a loro volta dovrebbero favorire i mercati creditizi.  Siamo ancora posizionati in modo da beneficiare della sovraperformance degli strumenti obbligazionari più rischiosi rispetto ai titoli di Stato, ma è probabile che quest'anno la duration penalizzerà i rendimenti, invece di favorirli come nel 2020.

 
 
 
Figura 1: Andamento dei titoli da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati aggiornati al 31 gennaio 2021. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alla sezione successiva.

 
 
 
Figura 2: Variazioni valutarie mensili rispetto all’USD
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD. Fonte: Bloomberg. Dati aggiornati al 31 gennaio 2021.

 
 
 
Figura 3: Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati aggiornati al 31 gennaio 2021.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario

Le indicazioni delle politiche economiche restano positive per l’economia globale. Nonostante qualche oscillazione in Europa e il rallentamento negli Stati Uniti, le prospettive congiunturali rimangono favorevoli e puntano a un recupero della crescita tra il primo e il secondo trimestre.  Gli effetti positivi delle vaccinazioni dovrebbero diventare sempre più evidenti con l’aumentare dei tassi di somministrazione, alcune restrizioni alla mobilità sociale dovrebbero essere allentate e l’attuale politica fiscale è la più prociclica da diversi decenni.  L’amministrazione Biden sembra determinata a rafforzare ulteriormente la spesa dell’economia statunitense, alimentando l’accelerazione di fine trimestre.  Inoltre, la probabile impennata dell’economia statunitense avverrà in parallelo al ritorno alla crescita anche di altri paesi, portando a un’espansione globale sincronizzata.  Le condizioni finanziarie sono espansive: i tassi d’interesse di riferimento sono pari a zero (in gran parte del mondo ad eccezione dei mercati emergenti), i rendimenti reali di lungo termine sono negativi, i rendimenti delle obbligazioni societarie sono bassi (se non negativi in termini reali per le società di maggiore qualità), le aziende continuano ad annunciare utili superiori alle attese, i prezzi delle materie prime stanno salendo, l’inflazione è in aumento ma parte da livelli molto bassi, gli Stati Uniti varano ingenti piani di stimolo fiscale, l’Europa attua misure espansive più modeste e, soprattutto, in nessuna regione sono in atto interventi restrittivi.  Queste sono le condizioni ideali per un aumento della propensione al rischio, ma non sono altrettanto positive per le obbligazioni governative.

Con le autorità concentrate sulle politiche espansive e intenzionate a non commettere gli errori fatti dopo la crisi finanziaria globale, per la prima volta in una generazione potremmo ritrovarci con politiche monetarie e fiscali pro-cicliche.  Gli Stati Uniti sembrano determinati a far diminuire la disoccupazione ad ogni costo.  La logica è che eventuali ritardi (non legati alle restrizioni dovute al Covid) porteranno a una situazione di isteresi della disoccupazione, ovvero la tendenza a perdurare di un elevato tasso di disoccupazione fino a sfociare in un equilibrio caratterizzato da un tasso di disoccupazione eccessivo e da una distribuzione molto iniqua della risultante disoccupazione.   Pertanto, riteniamo che la politica monetaria e fiscale cercherà di creare condizioni da boom, col rischio, ovviamente, che l’inflazione aumenti prima o poi; un esito positivo se contenuto, problematico se il rialzo avverrà troppo velocemente.

Al di là dei continui rischi legati alla pandemia (tassi di vaccinazione, nuove varianti del virus resistenti ai vaccini), le politiche monetarie e fiscali appaiono estremamente accomodanti e potrebbero semmai fornire un’espansione eccessiva, con il rischio di una risalita dell’inflazione più rapida e più cospicua del previsto, che creerebbe pressioni sulle banche centrali per la riduzione degli stimoli prima che gli obiettivi in termini di occupazione e crescita saranno stati raggiunti.   A nostro avviso, le autorità monetarie cercheranno probabilmente di non cedere alle richieste di ritiro delle misure espansive e consentiranno invece un aumento dell’inflazione e dei rendimenti nominali.  Dato che i tassi a breve restano ancorati, questo quadro sembra puntare a un irripidimento delle curve dei rendimenti su scala globale. Naturalmente, più i vaccini funzionano, più potrebbe rivelarsi potente l'effetto delle politiche espansive, creando un forte circolo virtuoso caratterizzato da crescita più solida, disoccupazione più bassa e rendimenti maggiori.  Finché gli aumenti dei tassi non determineranno un inasprimento delle condizioni finanziarie, le banche centrali si asterranno dall’intervenire (un cambiamento radicale rispetto alle previsioni di mercato di inizio anno).  Difficilmente questo processo di reflazione avanzerà senza scossoni ed è probabile che i prezzi di mercato e i tassi d’interesse registrino fluttuazioni.  In questo contesto la gestione attiva, la selezione dei titoli e le valutazioni rivestiranno un'importanza di primo piano all'interno di una valida strategia obbligazionaria. 

Ciò lascia supporre che nel 2021 uno dei contributi negativi ai rendimenti potrebbe giungere dalla duration, diversamente dal 2020 quando la contrazione dei rendimenti dei titoli di Stato ha dato impulso a quelli degli altri strumenti di investimento.  La duration dell’universo obbligazionario si è allungata sensibilmente negli ultimi anni, sostenendo la redditività a fronte del calo dei rendimenti.  Adesso i mercati rischiano di subire l’effetto inverso: obbligazioni con duration più lunga e rendimenti più elevati che generano rendimenti ancora inferiori.  Non ci aspettiamo un forte aumento dei rendimenti obbligazionari, ma è probabile che tenderanno a salire. Di fatto, i mercati potrebbero decidere di mettere alla prova il coraggio della Fed rispetto ai livelli interpretabili come problematici per la banca centrale.  Ci sono tutti gli ingredienti per uno sforamento al rialzo.  Proprio per questo è importante disporre di una strategia d’investimento capace di ridurre la sensibilità ai tassi d’interesse, ove possibile. 

Alla luce delle politiche procicliche previste per il 2021 ed oltre, della natura sincronizzata del ciclo economico globale e del livello relativamente basso dei rendimenti, l’allocazione obbligazionaria dovrebbe a nostro avviso orientarsi prevalentemente verso gli strumenti più ciclici, evitando quelli di alta qualità e altamente sensibili ai tassi d’interesse.  Ciò nonostante, un'attenta selezione continua a rappresentare un requisito fondamentale alla luce dei livelli valutativi attuali.  La ricerca di rendimenti in un mondo affamato di rendimenti ha cancellato le sottovalutazioni nella maggior parte dei settori.  Tuttavia, siamo convinti che per generare un reddito ragionevole sia necessario esporsi a un livello di rischio più alto.  Nel contesto del robusto quadro macroeconomico e della tendenza verso una riduzione complessiva della qualità del credito e della sensibilità ai tassi d’interesse, un sovrappeso nei mercati emergenti e la ricerca di premi al rischio ragionevoli sembrano rappresentare la strategia migliore.  Questa comprende la scelta di puntare sulle fasce di rating più basse, passando da BB a B e da A a BBB nel segmento investment grade: maggiore rischio di default, minore rischio di tasso d’interesse.  Naturalmente, il rischio principale per queste prospettive è legato a una recrudescenza della pandemia o, eventualità più probabile, all’incapacità di liberarsi del Covid-19 in misura sufficiente ad abolire il distanziamento sociale. 

Continuiamo pertanto ad operare in chiave fortemente selettiva, cercando di evitare i due estremi dello spettro del rischio: qualità molto elevata/rendimenti bassi e qualità molto bassa/rendimenti elevati, sia all’interno dei mercati creditizi che nei titoli cartolarizzati e di Stato.  Preferiamo investire nelle aree in grado di resistere a ulteriore volatilità sul fronte macroeconomico ed epidemico e con rendimenti più elevati, ma che al contempo presentano rendimenti e spread in grado di offrire un ragionevole potenziale di rendimento nel 2021.

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Sviluppati

Analisi mensile

In previsione di un forte rimbalzo della crescita previsto entro la fine del 2021, a gennaio i rendimenti delle obbligazioni governative sono cresciuti in tutti i mercati sviluppati, nonostante la comparsa di nuove varianti di Covid-19 più contagiose. Il "tema della reflazione" ha continuato a guadagnare terreno nei mercati, mentre i tassi indicizzati dell'inflazione hanno raggiunto i massimi pluriennali.

Outlook

Ci attendiamo una ripresa economica di portata globale, in particolare nei settori prociclici. Per colmare gli output gap e riportare l'inflazione a livelli target o anche più alti, è probabile che le banche centrali mantengano la politica monetaria accomodante e i rendimenti bassi indipendentemente da quanto sia robusta la ripresa. Avendo serrato le fila troppo rapidamente durante il ciclo economico precedente, per le banche centrali avere l'inflazione al di sotto dell'obiettivo è ancor più una minaccia alla credibilità rispetto ad averla al di sopra. Inoltre è presumibile che un'inflazione più elevata aiuti il processo di riduzione dell'indebitamento post-COVID. Ciò nonostante, i rischi maggiori riguardano un possibile aumento dei rendimenti delle obbligazioni governative. Sul fronte dei cambi ci aspettiamo un ulteriore deprezzamento del dollaro USA per effetto delle politiche fiscali e monetarie espansive e del calo dei rendimenti reali statunitensi rispetto a quelli di altre valute.

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Emergenti     

Analisi mensile

A gennaio il debito dei mercati emergenti in generale ha registrato rendimenti negativi, sia per quanto riguarda le obbligazioni in valuta locale sia in valuta forte. A livello settoriale, le aziende dei settori finanza, servizi diversificati e infrastrutture, hanno trainato la performance dei mercati, mentre quelle dei settori petrolio/gas, Telecom (TMT) e trasporti hanno conseguito i risultati peggiori.

Outlook

Nonostante la battuta d'arresto della performance registrata a gennaio, per il 2021 manteniamo un atteggiamento positivo riguardo il debito dei mercati emergenti. La nostra view ottimista sugli asset rischiosi e le aspettative del dollaro USA più debole dovrebbero essere di supporto per l'asset class dei mercati emergenti. Un ottimismo eccessivo circa la riduzione degli attriti commerciali sotto l’amministrazione Biden (in particolare riguardo ai rapporti tra Washington e Pechino) potrebbe smentire le nostre previsioni favorevoli per il commercio e la crescita globali e, di conseguenza, incidere negativamente sulla performance degli attivi emergenti sensibili alla crescita.

Credito

Analisi mensile

Gli spread sono rimasti invariati nel corso del mese, nonostante l'aumento della volatilità dei mercati azionari e l'aumento del rischio politico in Italia. Sul fronte tecnico, a gennaio come previsto l'offerta è stata forte, inoltre i fondi creditizi e gli ETF hanno registrato deflussi netti.

Prospettive di mercato

In questo caso è evidente che il credito è supportato dalle aspettative di una ripresa economica nel 2021. Il nostro scenario di base riflette l'opinione condivisa secondo cui il Covid-19 è transitorio e il continuo supporto positivo della politica monetaria e fiscale probabilmente farà aumentare gli spread a medio termine. Prevediamo un superamento delle valutazioni nel primo semestre 2021, soprattutto in considerazione del fatto che le banche centrali continuano a sostenere i mercati creditizi direttamente e indirettamente, ma con una probabile correzione nel secondo semestre per l'aumento delle attività di fusione e lo spostamento di parte del denaro che hanno accumulato in attività di espansione aziendale.   Riteniamo che le emissioni potrebbero essere inferiori, dato che molte società si sono già indebitate nel 2020.

Prodotti cartolarizzati

Analisi mensile

Gli MBS di agenzia e i titoli cartolarizzati hanno continuato a registrare ottimi risultati. I tassi di rimborso anticipato dei mutui non hanno accennato a calare in quanto anche nel mese di gennaio le aliquote ipotecarie hanno toccato un nuovo minimo storico. A gennaio gli spread degli ABS statunitensi sono nel complesso scesi, mentre quelli degli RMBS europei sono rimasti nel complesso invariati. Negli Stati Uniti a gennaio i titoli garantiti da ipoteche residenziali non di agenzia (RMBS) e quelli garantiti da ipoteche commerciali (CMBS) si sono leggermente ristretti e ora gli spread dei CMBS di fascia AAA scambiano a 75-90 punti base in più rispetto agli swap di analoga durata. 

Outlook

Nei prossimi mesi ci aspettiamo ancora performance positive. Gli MBS di agenzia appaiono moderatamente costosi, ma beneficiano dei continui acquisti della Fed. Gli RMBS statunitensi non di agenzia si sono generalmente riportati sui livelli pre-crisi, ma restano discretamente convenienti in termini di valore relativo. Nel 2021 la performance dei titoli ABS statunitensi si prospetta contrastata: gli ABS dei beni di consumo tradizionali (carte di credito e finanziamenti auto) appaiono relativamente costosi, mentre i settori ABS più colpiti dal Covid offrono un potenziale di ripresa decisamente più elevato. Anche le valutazioni dei CMBS sono cresciute negli ultimi mesi, ma il settore rimane molto idiosincratico, con alcune interessanti opportunità di valore e anche alcuni potenziali problemi di credito. Le abitazioni plurifamiliari (appartamenti) e gli immobili ad uso direzionale hanno evidenziato performance migliori e comportano rischi più bassi in termini di insolvenze nel breve termine, ma sono settori esposti a ulteriori ostacoli qualora le preferenze in termini di luoghi in cui vivere e lavorare nel post-pandemia causassero cambiamenti a livello dei fondamentali. Anche i mercati europei mostrano dinamiche specifiche a livello settoriale, e la performance complessiva delle obbligazioni societarie europee è stata comparabile a quella delle omologhe statunitensi.

 
 

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato. Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che influenzano i mercati, i Paesi, le aziende o i governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il Portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento. Punti base: Un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili. L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

Titoli di Stato tedeschi a 10 anni—Germany Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato giapponesi a 10 anni —Japan Benchmark 10-Year Datastream Government Index; titoli di Stato USA a 10 anni—U.S. Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è concepito per replicare la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L’indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni high yield domestiche e “Yankee”, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JPMorgan Government Bond Index—Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari quotati. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities)  raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

Il Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000..

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni—Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), YEN 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

DISTRIBUZIONE

Il presente documento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione o disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Irlanda: MSIM Fund Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. Società registrata in Irlanda come private company limited by shares con il numero 616661. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Regno Unito: Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai: Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti.. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania: MSIM Fund Management (Ireland) Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312 Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Italia – MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, registrata in Italia con numero di società e P. IVA 11488280964. Paesi Bassi – MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Francia: MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) con sede legale in 61 rue Monceau 75008 Parigi, Francia, è registrata in Francia con numero di società 890 071 863 RCS. Spagna – MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Sucursal en España (Sede Secondaria per la Spagna) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Sucursal en España con sede in Calle Serrano 55, 28006, Madrid, Spagna, è registrata in Spagna con codice di identificazione fiscale W0058820B.  Svizzera: Morgan Stanley & Co. International plc, London, Zurich Branch, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari ("FINMA"). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0) 44 588 1074.

Giappone –Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

Stati Uniti –

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore di Morgan Stanley Funds.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO BANCARIO

Hong Kong – Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA – La presente comunicazione di marketing è stata pubblicata da MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è una private company limited by shares di diritto irlandese, registrata con il numero 616661 e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42,  Irlanda.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

Tutti gli indici cui si fa riferimento nel presente documento sono proprietà intellettuale (inclusi i marchi commerciali registrati) dei rispettivi licenzianti. Eventuali prodotti basati su un indice non sono in alcun modo sponsorizzati, approvati, venduti o promossi dal rispettivo licenziante e il licenziante declina ogni responsabilità in merito.

MSIM non ha autorizzato gli intermediari finanziari a utilizzare e distribuire il presente documento, a meno che tale utilizzo e distribuzione avvengano in conformità alle leggi e normative vigenti. Inoltre, gli intermediari finanziari sono tenuti ad assicurarsi che le informazioni contenute nel presente documento siano adatte ai soggetti a cui trasmettono il presente documento alla luce delle circostanze e degli obiettivi di costoro. MSIM non può essere ritenuta responsabile e declina ogni responsabilità in merito all’utilizzo proprio o improprio del presente documento da parte degli intermediari finanziari.

Il presente documento potrebbe essere stato tradotto in altre lingue. La versione originale in lingua inglese è quella predominante. In caso di discrepanze tra la versione inglese e quella in altre lingue del presente documento, farà fede la versione inglese.

Il presente documento non può essere riprodotto, copiato, modificato, utilizzato per creare un’opera derivata, eseguito, esposto, diffuso, pubblicato, concesso in licenza, incorniciato, distribuito, o trasmesso, integralmente o in parte, e i suoi contenuti non possono essere divulgati a terzi, senza l’esplicito consenso scritto di MSIM Ireland. Nessun link può essere collegato al documento, se non per uso personale e non commerciale. Tutte le informazioni di cui al presente documento sono proprietà intellettuale tutelata dalla legge sul diritto d’autore.

Morgan Stanley Investment Management è la divisione di asset management di Morgan Stanley.

 

Prima di procedere è necessario leggere attentamente tutti i Termini e le Condizioni che illustrano i vincoli legali e normativi che regolano la divulgazione delle informazioni relative ai prodotti di investimento Morgan Stanley Investment Management.

È possibile che i servizi illustrati in questo sito Web non siano disponibili in tutte le giurisdizioni o a qualsiasi persona. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle condizioni d'uso.


Privacy e cookie    •    Istruzioni per l'uso

©  Morgan Stanley. Diritti riservati.