Insight Article Desktop Banner
 
 
Global Fixed Income Bulletin
  •  
marzo 15, 2021

Un tantrum o il ritorno del fair value

Insight Video Mobile Banner
 
marzo 15, 2021

Un tantrum o il ritorno del fair value


Global Fixed Income Bulletin

Un tantrum o il ritorno del fair value

Share Icon

marzo 15, 2021

 
 

Non sembra essere trascorso tanto tempo da quel periodo in cui le discussioni sull'economia e i mercati erano tutte incentrate sulle banche centrali che mantenevano un orientamento accomodante, i tassi di interesse e l'inflazione bassi e sul fatto che sarebbe trascorso del tempo prima che le economie tornassero alla piena occupazione. Questa fiducia era sensata a gennaio quando non si aveva alcuna certezza di quanti piani di stimolo fiscale e monetario ci sarebbero potuti essere o si sarebbero potuti realizzare Infatti, in termini pratici, non erano chiare le tempistiche delle vaccinazioni di massa, l'Europa si trovava in un periodo di lockdown dalla durata sconosciuta, la crescita cinese sembrava aver raggiunto il massimo e la spesa al consumo e la produzione industriale rallentavano in gran parte del mondo. Adesso, potrebbero esserci troppi piani di stimolo, un'eccessiva inflazione ed un'eccessiva crescita. La situazione quindi è cambiata!

 
 

Infatti, la fluttuazione dei rendimenti delle obbligazioni governative fino ad ora ha spinto ad adottare la parola “tantrum”. Tutto questo richiama alla memoria l'episodio “taper tantrum” del 2013 negli Stati Uniti quando la Fed aveva parlato di ridimensionare il programma di quantitative easing (QE), producendo una reazione a catena dei rendimenti più elevati, l’aumento dei differenziali creditizi e la debolezza dell'azionario. Quando era diventato evidente che la Fed non avrebbe messo improvvisamente fine al QE o reso più restrittiva la politica e che l'economia non si sarebbe indebolita, i differenziali di credito si sono ripresi, i rendimenti sono diminuiti e le azioni hanno guadagnato terreno. La situazione che si sta verificando oggi è analoga a quanto accaduto nel 2013?

 
 
 
FIGURA 1: Andamento degli attivi da inizio anno
 

Nota: performance in USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 28 febbraio 2021. Gli indici riportati hanno scopo puramente illustrativo e non intendono rappresentare la performance di un investimento specifico. La performance passata non è garanzia di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si rimanda alla sezione successiva.

 
 

Noi pensiamo di no. Mentre la volatilità è fortemente aumentata, il rialzo dei titoli di stato è stato improvviso ma regolare e, fino ad ora, non ci sono stati effetti eccessivi sul credito (o forse anche sulle azioni alla luce dei livelli valutativi attuali di entrambi). La vendita dei titoli di stato può essere spiegata con il fenomeno dei prezzi relativi al mercato. Tutto questo indica che alla luce del flusso di informazioni relative alla pandemia, i tassi di vaccinazione, le azioni politiche, le dinamiche di crescita e il prezzo di altri asset come il credito e le azioni, i rendimenti governativi erano semplicemente troppo bassi su base relativa. La crescita del rendimento del Treasury statunitense decennale a 1,50% torna ad attestarsi agli stessi livelli pre-crisi di febbraio 2020. Questo riequilibrio dei rendimenti e delle performance attese nelle varie asset class non è preoccupante in termini di andamento degli spread creditizi. Solo nel caso in cui i rendimenti aumentassero eccessivamente, con conseguenti maggiori restrizioni, ci si potrebbe porre delle domande in merito alle previsioni di crescita per le economie nel mondo. Ma non è ancora arrivato quel momento. Spiegheremo questa crescita dei rendimenti con un giustificato ottimismo invece di vederla come ingiustificata.

 
 
 
FIGURA 2: Variazioni valutarie mensili rispetto al dollaro USA
 

Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD. Fonte: Bloomberg. Dati al 28 febbraio 2021.

 
 

Il ritmo di crescita dei rendimenti è stata marcato. Questa situazione probabilmente causerà un’indigestione del mercato, un aggiustamento della sovraesposizione al rischio tra i partecipanti ai mercati finanziari e preoccupazioni legate al futuro, ma è improbabile che possa compromettere l'economia. Il peso della politica fiscale attuale e probabilmente futuro sull'economia degli Stati Uniti è senza precedenti. Le misure fiscali in vigore dal dicembre 2020 e quelle che verranno probabilmente adottate nel 2021 potrebbero essere superiori al 20% del PIL. Crescite modeste dei tassi non causeranno probabilmente problemi, a meno che non vadano fuori controllo. Riteniamo che questo significhi che i rendimenti dei Treasury statunitensi supereranno rapidamente il 2%, ma ciò è prematuro alla luce della debolezza ancora presente sul mercato del lavoro. Tuttavia, se il ritmo delle vendite rallenta, non c'è ragione di preoccuparsi di rendimenti più alti che compromettono un’economia che probabilmente avrà bisogno di ingenti misure fiscali quest'anno, e forse anche il prossimo.

Le implicazioni di questo scenario sono in un certo senso chiare: salvo nel caso in cui non si materializzino condizioni simili al tantrum, che riteniamo non accada, il rischio legato alla duration/ai tassi di interesse continuerà ad essere penalizzante per la performance del mercato obbligazionario. Una crescita maggiore è positiva per gli utili aziendali e anche per i loro bilanci. Tuttavia, la maggiore volatilità è altresì importante, poichè mette a repentaglio gli asset rischiosi e quindi siamo prudenti nell'aumentare il rischio nei portafogli a breve termine. Siamo ancora posizionati in modo da poter eventualmente beneficiare degli strumenti esposti al ciclo creditizio sovraperformando i titoli di stato, e continuiamo a credere che la duration sarà un fattore penalizzante nel 2021.

 
 
 
FIGURA 3: Principali variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 

Fonte: Bloomberg, JPMorgan. Dati al 28 febbraio 2021.

 
 

Prospettive per il mercato obbligazionario
Tutto dipende dall'economia. Credo che sia stato James Carville, ex capo della campagna elettorale del Presidente Clinton, ad aver lasciato intendere qualcosa di simile, magari utilizzando un linguaggio più colorito. Ma il messaggio è lo stesso. Le prospettive per i titoli obbligazionari riguardano più che mai l’andamento dell’economia e l’atteggiamento dei responsabili delle politiche nei suoi confronti. Fino a poco tempo fa, vale a dire a febbraio, le prospettive dei tassi tendevano lentamente a un rialzo, giustificato da migliori condizioni economiche con le politiche della banca centrale che limitavano gli aumenti tramite il Quantitative Easing (QE), l'orientamento basato sul futuro o persino gli aggiustamenti dei tassi (quelli che avevano meno probabilità di verificarsi). Qualsiasi inattesa debolezza avrebbe incontrato maggiori stimoli, probabilmente fiscali, ma sempre stimoli.

Più semplicemente, ci sono state troppe notizie positive per giustificare il livello dei rendimenti in arrivo quest'anno o addirittura alla fine di gennaio (o probabilmente anche di febbraio). Inizialmente, le vendite di gennaio sono state guidate dall'aumento delle aspettative di inflazione. Questo non costituisce un problema insormontabile alla luce del livello di partenza basso ed è stato accolto perfino con favore dalle banche centrali e dai mercati azionari e creditizi. Ma a metà febbraio la cose sono cambiate. Ora i rendimenti reali sono cominciati a salire e questo ha un impatto diretto sull'inasprimento delle condizioni finanziarie e ha effetti sull'economia reale. Se i rendimenti reali stanno aumentando semplicemente per il fatto che aumentano le aspettative di crescita, questa situazione può anche non essere negativa e non giustificare necessariamente le preoccupazioni da parte della Fed o dei mercati finanziari: un’economia in crescita più rapida provoca un aumento naturale dei tassi reali a lungo termine. Ma questa visione favorevole dei movimenti di tassi/rendimenti è stata messa in discussione dal repentino cambiamento delle previsioni del mercato per la politica della Fed. Prima della fine di febbraio, il mercato aveva previsto quasi 40 punti base di rialzo dei tassi nel 2023, contrariamente alle previsioni della Fed e di quello che quest’ultima aveva comunicato, ovvero, nessun aumento dei tassi fino al 2024. Questo aumento delle aspettative dei tassi a brevi contrasta con le previsioni della Fed e ha effetti dannosi: ad esempio, mina i prezzi dei titoli rischiosi e non è gradito dai mercati rischiosi e dalla Fed, poiché allontana l'economia dai suoi obiettivi di inflazione/mercato del lavoro e incertezza continua.

In effetti, le previsioni di mercato della crescita degli Stati Uniti nel primo trimestre erano con ogni probabilità comprese nell'intervallo tra 1 e 2% alla fine del 2020. A febbraio, le aspettative si sono spostate nell'intervallo tra il 3 e il 4% (un po' troppo per un rallentamento del primo trimestre), con aumenti commisurati alle aspettative di crescita per il 2021 e 2022. Senza alcun segnale preoccupante che l'inflazione stesse aumentando troppo rapidamente, la Fed non ha ritenuto necessario respingere l'aumento dei rendimenti e modificare le previsioni di politica della Fed.

È altresì sorprendente la natura globale dell’aumento dei rendimenti. E sono aumentati molto non solo negli Stati Uniti, generando uno dei peggiori inizi per i titoli governativi nella storia, ma ancora di più in paesi come Canada, Australia e Regno Unito, suggerendo che l'espansione fiscale senza alcun precedente storico degli Stati Uniti avrebbe sollevato tutti i paesi, sostenendo la crescita globale. Le aspettative sui tassi stanno cambiando ovunque, e ciò non può essere ignorato per quanto riguarda la duration. I mercati emergenti si sono comportati in modo idiosincratico, alcuni sovraperformando i mercati sviluppati, mentre altri no. Ci aspettiamo che ciò continui anche in futuro. I differenziali creditizi e quelli dei mercati emergenti sono stati molto resilienti nonostante il sostegno dei rendimenti. Crediamo che un sostanziale ampliamento dei differenziali sia un'opportunità di acquisto.

Il grande quesito è: abbiamo troppi segnali positivi? La politica è troppo espansiva? Le banche centrali dicono di no. I mercati dicono di sì, almeno per quanto riguarda le aspettative di aumento dei tassi da parte della Fed. In pratica, il mercato crede che la Fed si placherà e irrigiderà la politica prima di quanto stia dicendo. Ma secondo la Fed e la BCE (e secondo altre banche centrali), le economie sono lontane dal raggiungere gli obiettivi di inflazione/mercato del lavoro/crescita necessari per un inasprimento della politica. Il presidente Powell lo ha ribadito nel corso delle dichiarazioni rilasciate la prima settimana di marzo. In sintesi, ha affermato che la politica attuale è appropriata, nonostante le prospettive migliorino e il mercato obbligazionario diventi più volatile e anticipi i primi rialzi dei tassi. Nessun cambiamento nella politica monetaria. I mercati sono autonomi.

Pertanto, alla luce delle politiche fortemente procicliche previste per il 2021 e gli anni successivi, gli elevati tassi di risparmio, le campagne vaccinali di massa, la natura sincronizzata del ciclo economico globale e il livello relativamente basso dei rendimenti reali e nominali, l’asset allocation obbligazionaria dovrebbe a nostro avviso continuare a orientarsi prevalentemente verso gli strumenti più ciclici, evitando obbligazioni ad alta qualità o esposte a tassi di interesse elevati. Detto questo, ci sono livelli in cui i titoli di stato sono un acquisto. È solo che non sappiamo ancora dove. Come sempre, tutto questo è subordinato allo stato dell'economia e al punto di vista della banca centrale sulla sua idoneità. Tuttavia, un'attenta selezione continua a rappresentare un requisito fondamentale alla luce dei livelli di valutazione attuali e della situazione precaria dei mercati. Nel contesto di prospettive macro molto forti e della tendenza verso una riduzione complessiva della qualità del credito e della sensibilità ai tassi d’interesse (forse non immediatamente data la velocità delle recenti vendite), un sovrappeso nei mercati emergenti e la ricerca di premi al rischio ragionevoli sembrano rappresentare la strategia migliore. Allo stato attuale delle informazioni disponibili, riteniamo che la preoccupazione del mercato per un'economia troppo forte e/o l'indifferenza della Fed per i rendimenti più alti siano sbagliate. I timori che l'economia diventi troppo forte per sopportare un'inflazione più elevata rischiano di essere esagerati.

 
 

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Sviluppati

Analisi Mensile

A febbraio, i rendimenti si sono mossi significativamente al rialzo nei mercati sviluppati, davanti all’accelerazione delle campagne vaccinali e alla costante diminuzione dei tassi di contagio, che hanno portato a un aumento delle aspettative di crescita e inflazione. La maggior parte degli aumenti dei rendimenti è stata provocata dal loro reale rialzo e non dal rialzo delle aspettative d’inflazione. Le banche centrali dei mercati sviluppati hanno ribadito il proprio orientamento accomodante e l’intenzione di continuare le politiche di supporto.

Prospettive

Prevediamo una ripresa economica globale sincronizzata e forte quest'anno mentre si allentano le restrizioni dovute al Covid e la domanda latente stimola la ripresa dei consumi. Si prevede che le politiche fiscali espansive, specialmente negli Stati Uniti, stimoleranno ulteriormente la crescita e che le banche centrale continueranno ad adottare un orientamento accomodante mentre si pensa che gli output gap saranno ancora molto ampi, i rischi per l'economia ancora sbilanciati al ribasso e si prevede un aumento dell'inflazione temporaneo.

Pur non attendendoci un drastico arretramento dei mercati dei titoli di Stato, riteniamo che sussista il rischio di un aumento dei rendimenti, poiché le valutazioni storiche rimangono elevate e potenziali premi a termine supplementari da inglobare nell'ultima parte della curva dei rendimenti. In linea generale, le banche centrali non hanno manifestato preoccupazioni sul rialzo dei rendimenti, sia apertamente che attraverso canali indiretti, forse perché non ha portato ancora a un ingiustificato irrigidimento delle condizioni finanziarie.

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Emergenti

Analisi Mensile

A febbraio il debito dei mercati emergenti in generale ha registrato rendimenti negativi, sia per quanto riguarda le obbligazioni in valuta locale sia per quelle in valuta forte. A livello settoriale, le aziende dei settori infrastrutture, immobiliare, finanziario e beni di consumo hanno trainato la performance dei mercati, mentre quelle dei settori carta e cellulosa, petrolio/gas e servizi diversificati hanno conseguito i risultati peggiori.

Prospettive

Nonostante quest’anno il debito emergente abbia incontrato difficoltà, almeno finora, continuiamo a mantenere un giudizio positivo su questa classe di attivo per il resto del 2021. Un contesto globale caratterizzato da uno stabile accomodamento delle politiche monetarie, dalla continua introduzione di vaccini nel mondo sviluppato (e in misura crescente anche in altre zone di frontiera) e dall’aspettativa di un allentamento della politica fiscale negli Stati Uniti dovrebbero sostenere l'asset class dei mercati emergenti. L’eccessivo ottimismo circa la riduzione degli attriti commerciali sotto l’amministrazione Biden (in particolare riguardo ai rapporti tra Washington e Pechino) potrebbe mettere in discussione i nostri scenari positivi per il commercio e la crescita globali e incidere pertanto negativamente sulla performance degli attivi emergenti sensibili alla crescita.

Credito

Analisi Mensile

Nel mese gli spread si sono ridotti, principalmente per le aspettative di una forte accelerazione della ripresa economica, nuovi stimoli fiscali e un andamento economico reddituale del quarto trimestre superiore alle aspettative.

Prospettive

In questo caso è evidente che il credito è supportato dalle aspettative di una ripresa economica nel 2021. Il nostro scenario di base riflette l'opinione condivisa secondo cui il COVID-19 è transitorio e il continuo supporto positivo della politica monetaria e fiscale probabilmente farà aumentare gli spread a medio termine. Ci aspettiamo un sforamento nel primo semestre del 2021, con una probabile correzione nel secondo semestre in quanto le attività di fusione e acquisizione aumenteranno. Tuttavia, l’entità del QE nel 2022 rappresenterà un’incognita e la paura di perdersi la rimonta si trasformerà nella paura di detenere titoli costosi in termini storici.

Prodotti cartolarizzati

Analisi Mensile

Un rialzo dei tassi e la sottoperformance degli MBS di agenzia sono stati i temi caldi del mese di febbraio, mentre i titoli cartolarizzati hanno continuato a registrare ottimi risultati. I rischi di rallentamento dei rimborsi anticipati e dell'estensione della durata hanno compensato il prolungato supporto della Fed nel mercato degli MBS di agenzia. Gli spread degli ABS e degli RMBS statunitensi sono rimasti generalmente invariati mentre gli spread degli RMBS europei si sono leggermente compressi. Gli spread CMBS statunitensi hanno registrato andamenti disomogenei con i segmenti di minore qualità sovraperformati.

Prospettive

Nei prossimi mesi ci aspettiamo continue performance positive. Siamo passati da un outlook negativo a uno neutrale per quanto riguarda gli MBS di agenzia alla luce del ribasso registrato da inizio anno ad oggi. Nel 2021 la performance dei titoli ABS statunitensi continua a prospettarsi contrastata: gli ABS dei beni di consumo tradizionali appaiono relativamente costosi, mentre i settori più colpiti dal Covid offrono un potenziale di ripresa decisamente più elevato. Alcuni settori CMBS offrono interessanti opportunità relative value, ma altri hanno alcuni potenziali problemi di credito. Le abitazioni plurifamiliari (appartamenti) e gli immobili ad uso direzionale potrebbero esposti a ulteriori ostacoli qualora si generassero cambiamenti importanti in merito alle preferenze in termini di luoghi in cui vivere e lavorare nel mondo post-pandemia. I mercati europei mostrano dinamiche specifiche simili nella performance a livello settoriale.

 
 

Considerazioni sui rischi

La diversificazione non garantisce che verranno generati utili e non protegge dalle perdite in una fase di rallentamento del mercato.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento del portafoglio sarà raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. I valori di mercato possono cambiare quotidianamente a causa di eventi economici e di altro tipo (ad es. catastrofi naturali, crisi sanitarie, terrorismo, conflitti e disordini sociali) che interessano mercati, paesi, aziende o governi. È difficile prevedere le tempistiche, la durata e i potenziali effetti negativi (ad esempio la liquidità del portafoglio) degli eventi. Di conseguenza, l’investimento in un portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse al rialzo, i corsi obbligazionari possono diminuire e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il Portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Determinati titoli di Stato americani acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dal “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bonds”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e da collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere significativamente sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligation (CMO), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 
 
 
 

DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento. Punti base: Un punto base = 0,01%.

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

L'indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate High Yield misura l’andamento del mercato statunitense delle obbligazioni societarie non investment grade a tasso fisso denominate in dollari e fiscalmente imponibili. I titoli sono classificati high yield se il rating medio di Moody’s, Fitch e S&P è pari o inferiore a Ba1/BB+/BB+. L’indice non comprende le obbligazioni dei Mercati Emergenti.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate è un benchmark ad ampia rappresentatività che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso fiscalmente imponibili.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) replica l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L'indice dei prezzi al consumo (CPI) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali tedesche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Germania, quello delle obbligazioni governative decennali nipponiche dall’indice ufficiale Datastream per il Giappone  e quello delle obbligazioni governative decennali statunitensi (Treasury) dall’indice ufficiale Datastream per gli Stati Uniti.

L'indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è costruito per seguire la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L'indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) Index segue la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emessi da agenzie statunitensi nel mercato interno USA.

L'indice ICE BofAML U.S. High Yield Master II Constrained Index (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni domestiche e i bond “Yankee” di grado high yield, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

L’indice ISM del settore manifatturiero è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito che monitora le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L'indice JPMorgan Government Bond Emerging Markets (JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JPMorgan Government Bond Index Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’indice JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) replica i rendimenti totali di strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al dollaro USA.

L’indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate alla Borsa di Tokyo.

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan Index (MSCI Asia ex-Japan) replica l’andamento delle società large e mid cap di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice MSCI All Country World (ACWI, MSCI global equities) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Il termine “flottante” è riferito alla quota di azioni in circolazione considerate disponibili per l’acquisto da parte degli investitori sui mercati azionari pubblici. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities)  raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati emergenti.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 mercati sviluppati.

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

Il Russell 2000® è un indice che misura la performance delle 2.000 società di più piccole dimensioni dell’indice Russell 3000.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segmento delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/LSTA Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L'indice S&P GSCI Copper Index (Copper), è un sottoindice dell’S&P GSCI che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti materie prime: caffè, zucchero, cacao e cotone.

Titoli di Stato spagnoli a 10 anni—Spain Benchmark 10-Year Datastream Government Index.

Il Thomson Reuters Convertible Global Focus USD Hedged Index è un indice di mercato ponderato con una dimensione minima di inclusione di USD 500 milioni (USA), EUR 200 milioni (Europa), Yen 22 miliardi e USD 275 milioni (altri paesi) di obbligazioni convertibili equity-linked.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’indice Chicago Board Options Exchange (CBOE) Market Volatility (VIX) mostra le aspettative del mercato per la volatilità a 30 giorni.

DISTRIBUZIONE

Questa comunicazione è destinata e sarà distribuita solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni dove la sua distribuzione o circolazione non siano vietate dalle leggi e normative vigenti.

Irlanda: MSIM Fund Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. Società registrata in Irlanda come private company limited by shares con il numero 616661. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Regno Unito: Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai: Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania: MSIM Fund Management (Ireland) Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312, Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Italia: MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di MSIM Fund Management (Ireland) Limited, una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Banca Centrale d'Irlanda, con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, registrata in Italia con numero di società e P. IVA 11488280964. Paesi Bassi – MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 11096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Francia: MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Paris Branch è una filiale di MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Banca Centrale d'Irlanda e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Paris Branch con sede in 61 rue Monceau 75008 Parigi, Francia, è registrata in Francia con numero di società 890 071 863 RCS. Spagna: MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Sucursal en España (Sede Secondaria per la Spagna) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Sucursal en España con sede in Calle Serrano 55, 28006, Madrid, Spagna, è registrata in Spagna con codice di identificazione fiscale W0058820B. Svizzera: Morgan Stanley & Co. International plc, London, Zurich Branch, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Facsimile Fax: +41(0) 44 588 1074.

Giappone: Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati discrezionali di gestione o di consulenza di investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

Stati Uniti

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore di Morgan Stanley Funds.

NON GARANTITO DALLA FDIC | PRIVO DI GARANZIA BANCARIA | RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE | NON GARANTITO DA ALCUN ENTE FEDERALE | NON È UN DEPOSITO BANCARIO

Hong Kong – Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong ed è reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dall’SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL n. 314182, che si assume la responsabilità del relativo contenuto. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

NOTA INFORMATIVA

EMEA: La presente comunicazione di marketing è stata pubblicata da MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è una private company limited by shares di diritto irlandese, registrata con il numero 616661 e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro nelle strategie e nei prodotti offerti dalla Società. 

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

Alcune delle informazioni ivi contenute si basano sui dati ottenuti da fonti terze considerate affidabili. Ciò nonostante, non abbiamo verificato tali informazioni e non rilasciamo dichiarazione alcuna circa la loro correttezza o completezza.

La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi e che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, ma anche per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

Tutti gli indici (compresi i marchi registrati) menzionati in questo documento sono proprietà intellettuale del titolare della licenza. Eventuali prodotti basati su un indice non sono in alcun modo sponsorizzati, approvati, venduti o promossi dal rispettivo licenziante e il licenziante declina ogni responsabilità in merito.

MSIM non ha autorizzato gli intermediari finanziari a utilizzare e distribuire il presente documento, a meno che tale utilizzo e distribuzione avvengano in conformità alle leggi e normative vigenti. Inoltre, gli intermediari finanziari sono tenuti ad assicurarsi che le informazioni contenute nel presente documento siano adatte ai soggetti a cui trasmettono il presente documento alla luce delle circostanze e degli obiettivi di costoro. MSIM non può essere ritenuta responsabile e declina ogni responsabilità in merito all’utilizzo proprio o improprio del presente documento da parte degli intermediari finanziari.

Il presente documento potrebbe essere stato tradotto in altre lingue. La versione originale in lingua inglese è quella predominante. In caso di discrepanze tra la versione inglese e quella in altre lingue del presente documento, farà fede la versione inglese.

Il presente documento non può essere riprodotto, copiato, modificato, utilizzato per creare un’opera derivata, eseguito, esposto, diffuso, pubblicato, concesso in licenza, incorniciato, distribuito, o trasmesso, integralmente o in parte, e i suoi contenuti non possono essere divulgati a terzi, senza l’esplicito consenso scritto di MSIM Ireland.

Nessun link può essere collegato al documento, se non per uso personale e non commerciale. Tutte le informazioni di cui al presente documento sono proprietà intellettuale tutelata dalla legge sul diritto d’autore.

Morgan Stanley Investment Management è la divisione di asset management di Morgan Stanley.

 

Prima di procedere è necessario leggere attentamente tutti i Termini e le Condizioni che illustrano i vincoli legali e normativi che regolano la divulgazione delle informazioni relative ai prodotti di investimento Morgan Stanley Investment Management.

È possibile che i servizi illustrati in questo sito Web non siano disponibili in tutte le giurisdizioni o a qualsiasi persona. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle condizioni d'uso.


Privacy e cookie    •    Istruzioni per l'uso

©  Morgan Stanley. Diritti riservati.