Global Fixed Income Bulletin
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October 10, 2018
Il troppo stroppia?
 

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Il troppo stroppia?

Il troppo stroppia?

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October 10, 2018

 
 

I solidi dati dell’economia statunitense, le crescenti aspettative di ulteriori manovre di inasprimento da parte della Federal Reserve (Fed) statunitense e le elevate valutazioni hanno spinto i rendimenti al rialzo. Fortunatamente, è probabile che il livello ancora modesto delle pressioni inflazionistiche induca la Fed a continuare a innalzare i tassi d’interesse a un ritmo lento, ma costante, che non metterà a rischio la robusta crescita economica del Paese. Questo ritmo, tuttavia, si sta rivelando più problematico per il resto del mondo e, in particolare, per i Mercati Emergenti (ME). Siamo convinti che i solidi dati congiunturali – verosimilmente ancora positivi per l’economia globale oltre che per gli Stati Uniti – non costituiscano una minaccia per gli attivi rischiosi, sebbene distinguere tra i Mercati Emergenti rimanga un aspetto fondamentale. Secondo alcuni una crescita eccessiva degli Stati Uniti non è più una manna per l’economia globale, ma talvolta l’eccesso può essere meraviglioso. Vedremo!

 
FIGURA 1: Andamento degli attivi da inizio anno
 
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Nota: performance in USD. Fonte: Thomson Reuters Datastream.  Dati al 1° ottobre 2018. Gli indici riportati hanno scopo puramente  illustrativo e non intendono rappresentare la performance di  alcun investimento specifico. I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri. Per le definizioni degli indici si  rimanda alle pagg. 6 e 7. 


 
FIGURA 2: Variazioni valutarie mensili rispetto al dollaro USA
 
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Fonte: Bloomberg. Dati al 30 settembre 2018. Nota: per variazione positiva si intende l’apprezzamento della valuta nei confronti dell’USD.


 
FIGURA 3: Cospicue variazioni mensili dei rendimenti e degli spread decennali
 
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Fonte: Bloomberg, JP Morgan. Dati al 30 settembre 2018.


 
 

Prospettive per il mercato del reddito fisso

L’attenzione dei mercati continuerà a essere concentrata sulla dinamica/tendenza dei rendimenti dei Treasury statunitensi. L’aumento dei rendimenti non avrebbe dovuto sorprendere più di tanto visto che la Fed ha chiaramente comunicato la sua intenzione di aumentare i tassi d’interesse a un ritmo costante. Il mercato però era stato riluttante a scontare le manovre di inasprimento oltre il 2019. Tuttavia, i solidi dati congiunturali registrati di recente corroborano la tesi di ulteriori rialzi e di un prolungamento del ciclo di inasprimento. Ad esempio per la prima volta in questo ciclo è il mercato che converge sulle previsioni della Fed anziché il contrario. Inoltre, con stime ancora negative per il differenziale di rendimento tra i bond a lungo termine e quelli a breve, i tassi potrebbero aumentare anche tramite questo canale. La correlazione dei mercati obbligazionari globali fa sì che i rendimenti dei Treasury statunitensi provochino un aumento generalizzato della redditività, quasi a prescindere dai fondamentali dei mercati nazionali. A nostro avviso, i maggiori rischi restano legati ai rialzi dei rendimenti che, trainati dagli Stati Uniti, potranno verificarsi d’ora in avanti.

Il fatto che la Fed innalzi i tassi d’interesse perché l’economia ha il vento in poppa non dovrebbe necessariamente penalizzare gli attivi rischiosi. Il rischio che la Fed attui una stretta monetaria eccessiva sembra modesto, soprattutto perché le pressioni inflazionistiche restano contenute, il che vuol dire che il ritmo può sempre essere rallentato com’è accaduto nell’attuale ciclo di inasprimento. Sebbene sia sempre più evidente che è la saturazione dei mercati del lavoro a determinare un aumento dell’inflazione salariale sia negli Stati Uniti che in Europa, il rialzo dei tassi risponde soprattutto all’esigenza di inasprire la politica monetaria, non di accelerare il ritmo degli interventi. Ciò dovrebbe significare che negli Stati Uniti gli effetti sugli attivi rischiosi sono modesti.

Tuttavia, ci si chiede con preoccupazione se i mercati degli attivi al di fuori degli Stati Uniti possano far fronte ai maggiori rendimenti con la stessa resilienza. Dopo una breve convergenza, sembra che l’economia statunitense stia nuovamente surclassando il resto del mondo. L’Europa cresce molto meno rispetto al 2017 ed è penalizzata dalle incertezze politiche e fiscali in Italia. La principale preoccupazione per i Mercati Emergenti riguarda la tenuta dell’economia cinese che risente dell’asprezza del dibattito sugli scambi commerciali in corso con gli Stati Uniti.

Nel complesso, siamo convinti che la maggiore crescita e i rendimenti più elevati registrati negli USA non danneggeranno né l’economia globale né i mercati finanziari. Sia perché la crescita vigorosa (per il momento) degli Stati Uniti è ancora un bene per l’economia globale, sia perché, se i maggiori rendimenti si rivelassero un fattore di turbolenza, ci sarebbero ripercussioni sulla politica della Fed. Ciò detto, riteniamo che sia necessario usare discernimento nella scelta dei Mercati Emergenti in cui investire, privilegiando i Paesi che hanno i fondamentali migliori. Anche il caso italiano corre il rischio di diventare molto più destabilizzante, sebbene ad oggi i segnali di contagio siano pochi. Da ultimo, ma non per questo meno importante, è necessario monitorare l’ascesa/escalation della guerra commerciale con la Cina per individuare tempestivamente gli effetti di maggiore gravità.

Una crescita più vigorosa potrebbe essere il “troppo che stroppia” se porta a un eccessivo inasprimento della politica monetaria e a un dollaro troppo forte. Ma, come diceva Mae West “anche il troppo che stroppia può essere meraviglioso”.

 

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Sviluppati

ANALISI MENSILE: A settembre gli attivi rischiosi hanno recuperato terreno dopo la correzione di agosto. I rendimenti dei Treasury USA sono saliti in media di 20 punti base lungo tutti i segmenti della curva, mentre i Bund tedeschi hanno ceduto 7-15 punti base. A fare eccezione sono stati i titoli di Stato giapponesi (JGB), che continuano a essere ben ancorati. I rendimenti nipponici hanno terminato il mese invariati. Le obbligazioni italiane hanno recuperato parte delle perdite del mese precedente progredendo di oltre 40 pb sulla porzione breve, mentre nella porzione lunga della curva dei BTP in euro l’incremento è stato solo di 10 pb. Nel mese, il segmento 2-10 anni della curva dei rendimenti statunitensi ha avuto un andamento piatto, con il differenziale ancora a 24 punti base.1

PROSPETTIVE: Riteniamo che per il 2019 la Fed seguirà la sua traiettoria di rialzi continui e graduali dei tassi, consentendo all’inflazione di sforare il target solo in misura modesta. Le recenti riunioni hanno mostrato che la Fed ha confermato l’intenzione di effettuare tre rialzi nel 2019 e che il mercato condivide questa tesi giacché il recente rafforzamento delle pressioni sui salari e della fiducia delle imprese alza la posta circa il livello appropriato del tasso terminale. Per quanto riguarda i rendimenti dei Treasury decennali statunitensi, riteniamo che si collocheranno nell’intervallo compreso tra il 3% e il 3,5%. Come abbiamo già avuto modo di osservare, i JGB hanno stabilizzato i rendimenti su scala mondiale. Una banda di oscillazione più ampia per i JGB mentre la Banca del Giappone (BoJ) modifica la politica di controllo della curva dei rendimenti potrebbe introdurre maggiore volatilità e spingere al rialzo i tassi privi di rischio. Al momento, tuttavia, sembra che la BoJ non abbia alcuna fretta.

 

Tassi d’interesse e di cambio dei Mercati Emergenti

ANALISI MENSILE: A settembre l’attenuarsi dei fattori negativi ha giovato al clima di fiducia, favorito dall’avanzamento dei negoziati commerciali in Nord America, dal miglioramento del quadro tecnico e dall’attrattiva esercitata dalle valutazioni. Benché le performance da inizio anno siano deludenti, l’effetto contagio è stato limitato e i tassi di default attesi non hanno registrato aumenti sostanziali in quanto quest’ondata di ribassi è stata, a nostro avviso, guidata da fattori idiosincratici, non sistemici. Nell’ambito dei titoli denominati in dollari, nel corso del mese il debito sovrano ha sovraperformato quello societario, mentre le emissioni locali hanno in genere battuto quelle denominate in dollari sulla scia del rafforzamento delle valute emergenti nei confronti del biglietto verde. I prezzi delle materie prime si sono mossi al rialzo, con incrementi generalizzati nei settori di energia, agricoltura e metalli quali platino e palladio. Viceversa, nel periodo in rassegna i prezzi di alluminio, oro e argento sono calati.

PROSPETTIVE: Sebbene la debolezza esibita dalle valutazioni dei ME nel secondo e terzo trimestre abbia creato delle opportunità per incrementare il rischio, siamo diventati più selettivi in quanto le prospettive per i fondamentali dei Mercati Emergenti si sono fatte più incerte. A livello strutturale, il mondo sembra intento a lasciarsi alle spalle la sincronia della crescita globale per inaugurare una nuova fase di divergenza a livello regionale, come testimoniano l’espansione ancora salutare negli Stati Uniti, la stabilizzazione in Europa e in Giappone e, soprattutto, la più recente decelerazione dell’attività nei Mercati Emergenti. Gli attriti commerciali completano l’elenco delle preoccupazioni, con Stati Uniti e Cina bloccati in una battaglia apparentemente lunga, in grado di compromettere le aspettative di crescita in tutto il mondo. La minaccia degli Stati Uniti di estendere i dazi anche ai rimanenti 267 miliardi di dollari di importazioni cinesi potrebbe scatenare un’altra ondata di ritorsioni da parte di Pechino, che peserebbero sulla crescita mondiale e sul clima di fiducia dei mercati.2 Sul versante positivo, tuttavia, l’annuncio del nuovo Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) denominato USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement), testimonia la volontà degli Stati Uniti di trovare una soluzione. Una volta approvato nella sua versione provvisoria dai Congressi nazionali, sarà un passo importante verso la rimozione di una grande fonte d’incertezza legata al commercio.

 

Credito

ANALISI MENSILE: A settembre i differenziali dei titoli investment grade globali si sono ridotti, chiudendo positivamente il trimestre. Il differenziale dell’indice Bloomberg Barclays U.S. Investment Grade Corporate Bond è diminuito di 8 pb segnando a fine mese 106 pb, trainato dai titoli di fascia BBB del settore industriale.3 Negli Stati Uniti, i differenziali hanno raggiunto il livello più basso dallo scorso aprile. In termini annui, le emissioni societarie investment grade statunitensi hanno registrato un ampliamento di 13 punti base. In Europa, il differenziale dell’indice Bloomberg Barclays Euro-Aggregate Corporate si è ridotto di 5 punti base a fine mese, chiudendo a 114 punti base.4 Negli ultimi mesi, in Europa gli spread si sono mossi entro un intervallo più ristretto rispetto agli Stati Uniti e continuano a registrare 28 punti base in più sull’intero anno. I titoli convertibili globali hanno archiviato un rendimento appena positivo, beneficiando del rialzo azionario ma risentendo del calo obbligazionario. In tutte le classi di attivo i rendimenti sono stati deboli, con l’MSCI Global Equities in rialzo di 26 punti base e il Bloomberg Barclays Global Credit in calo di 32 punti base, mentre l’indice Thomson Reuters Global Convertibles Focus si è collocato a metà strada, progredendo solo di 3 punti base.5

PROSPETTIVE: In prospettiva, rimaniamo ottimisti sui titoli investment grade. Gli utili societari si mantengono solidi, l’offerta abbondante ha incontrato una domanda ancor più vigorosa e il contesto macro continua a migliorare. Gli indicatori economici permangono robusti, in particolare negli Stati Uniti, e alcuni dei principali timori di ordine geopolitico sembrano cominciare a svanire. La spirale discendente che si è verificata di recente sui Mercati Emergenti ha rallentato il ritmo e sono stati compiuti passi avanti su alcune dispute commerciali. Le valutazioni, benché lontane dai massimi, rimangono vicine alle medie di lungo termine. Visto l’imminente congedo della Banca Centrale Europea (BCE) dal mercato delle obbligazioni societarie, l’inasprimento della politica monetaria negli Stati Uniti e la volatilità che continuerà verosimilmente a connotare il panorama politico italiano, riteniamo che i differenziali non si ridurranno in tempi brevi. Dovrebbero, invece, restringersi con l’approssimarsi della fine dell’anno, generando nel frattempo extra-rendimenti interessanti.

 

Prodotti cartolarizzati

ANALISI MENSILE: A settembre, sono prevalsi temi quali il rialzo dei tassi d’interesse, l’allungamento della duration e il restringimento degli spread creditizi. I rendimenti assoluti sono stati fortemente condizionati dall’effetto dei maggiori tassi e i titoli orientati al credito hanno notevolmente sovraperformato quelli con maggiore sensibilità ai tassi d’interesse. Il clima di fiducia dei mercati è apparentemente mutato nel corso del mese e il rafforzamento dei dati congiunturali statunitensi sembra avere la meglio sulla potenziale debolezza dell’economia globale e sui timori legati alle dispute commerciali e ai dazi. A settembre, la Fed ha innalzato i tassi a breve termine di altri 25 punti base e il mercato si aspetta che effettuerà un’altra manovra di inasprimento a dicembre, con ulteriori interventi nel 2019.  

PROSPETTIVE: La nostra tesi d’investimento rimane sostanzialmente invariata per il mese di ottobre. Restiamo complessivamente ottimisti sui prodotti cartolarizzati, ma siamo cauti nei confronti dei titoli garantiti da ipoteche (MBS) emessi da enti pubblici statunitensi. Confermiamo il sottopeso negli MBS di agenzie sia perché temiamo il rialzo dei tassi e la possibilità che loro volatilità si accentui sia perché la Fed continua a ridurne gli acquisti facendo di conseguenza aumentare l’offerta sul mercato. Inoltre, questi attivi risultano ancora costosi in base agli spread storici. Siamo convinti che i differenziali dovrebbero ampliarsi per poter attrarre nuovi investitori e compensare i minori acquisti da parte della Fed. Pur rimanendo sottoesposti agli MBS di agenzie, potremmo cominciare a ridurre il sottopeso nei prossimi mesi se le loro valutazioni dovessero continuare a scendere. Crediamo che il prolungamento della duration legato al rialzo dei tassi d’interesse e alla decelerazione dei rimborsi anticipati si sia già concluso. L’indice Bloomberg Barclays U.S. MBS ha già esteso la duration dei tassi ipotecari di un intero anno nel 2018 e siamo convinti che l’attuale ciclo di rialzo dei tassi volga al termine. Sebbene sussista il rischio che i titoli garantiti da ipoteche continuino a subire pressioni dal lato dell’offerta, visti i minori acquisti di MBS da parte della Fed, siamo convinti che quelli emessi da agenzie possano tollerare un leggero ampliamento dello spread se i tassi d’interesse si stabilizzano.

 
 

1 Fonte: Bloomberg. Dati al 30 settembre 2018.

2 Fonte: JP Morgan. Dati al 30 settembre 2018.

3 Fonte: Bloomberg Barclays. Dati al 30 settembre 2018.

4 Fonte: Bloomberg Barclays. Dati al 30 settembre 2018.

5 Fonte: Bloomberg Barclays. Dati al 30 settembre 2018.

 
 

I pareri e le opinioni espressi sono quelli del team di gestione del portafoglio a ottobre 2018 e possono variare in base alle condizioni economiche, di mercato e di altra natura. I rendimenti passati non sono indicativi di risultati futuri.

 
 


Considerazioni sui rischi

I titoli a reddito fisso sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). Nell’attuale contesto di tassi d’interesse in rialzo, i corsi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. I titoli a lungo termine possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. Determinati titoli di Stato USA acquistati dalla strategia, come quelli emessi da Fannie Mae e Freddie Mac, non sono garantiti dalla clausola “full faith and credit” (piena fiducia e credito) degli Stati Uniti. È possibile che in futuro questi emittenti non dispongano dei fondi per onorare i propri obblighi di pagamento. I prestiti bancari quotati sono soggetti al rischio di liquidità e ai rischi di credito tipici dei titoli con rating inferiori. Le obbligazioni high yield (dette anche “junk bond”) sono titoli con rating inferiori che possono comportare livelli più elevati di rischio di credito e di liquidità. I titoli di debito sovrani sono soggetti al rischio di insolvenza. I titoli garantiti da ipoteche e collaterale sono esposti al rischio di rimborso anticipato e a un più elevato rischio d’insolvenza e possono essere difficili da valutare e vendere (rischio di liquidità). Essi sono altresì soggetti ai rischi di credito, di mercato e di tasso d’interesse. Il mercato valutario è altamente volatile e i suoi prezzi sono influenzati da diversi fattori, tra cui la dinamica della domanda e dell’offerta di una determinata valuta, il commercio, i programmi e le politiche fiscali, monetarie e di controllo della valuta nazionale o estera e le variazioni dei tassi d’interesse nazionali o esteri. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. Investire nei Paesi Emergenti comporta rischi maggiori che investire nei mercati esteri in generale. Gli strumenti derivati possono amplificare le perdite in maniera sproporzionata e incidere in modo significativo sulla performance. Inoltre possono essere soggetti a rischi di controparte, di liquidità, di valutazione, di correlazione e di mercato. I titoli vincolati e illiquidi possono essere più difficili da vendere e valutare rispetto a quelli quotati in borsa (rischio di liquidità). A causa della possibilità che i rimborsi anticipati alterino i flussi di cassa sulle collateralized mortgage obligations (CMOs), non è possibile determinare in anticipo la relativa data di scadenza finale o la vita media. Inoltre, il portafoglio potrebbe subire perdite qualora le garanzie collaterali sulle CMO o eventuali garanzie di terzi fossero insufficienti per onorare i pagamenti.

 
 
 
The Global Fixed Income team follows a seamless process with a global outlook. They seek to identify and capture the potential value in situations where the market's implied forecasts are extreme.
 
 

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DEFINIZIONI

R* è il tasso d’interesse reale a breve termine che si dovrebbe verificare quando l’economia si trova in un punto di equilibrio, segno che la disoccupazione ha raggiunto un tasso neutrale e che l’inflazione si trova al tasso di riferimento.

 

DEFINIZIONI DEGLI INDICI

Gli indici utilizzati nel presente rapporto non rappresentano la performance di un investimento specifico e non comprendono spese, commissioni od oneri di vendita, che ridurrebbero la performance. Gli indici riportati non sono gestiti e non sono strumenti investibili. Non è possibile investire direttamente in un indice.

L’indice di accessibilità delle abitazioni compilato dalla National Association of Realtors confronta il reddito medio con il costo medio delle abitazioni.

L’Indice dei direttori degli acquisti (PMI) è un indicatore dello stato di salute economica del settore manifatturiero.

L’Indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura che esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi di consumo, come trasporti, alimenti e assistenza medica.

Il JP Morgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBI Global) misura i rendimenti totali degli strumenti di debito in valuta estera negoziati nei Mercati Emergenti ed è una versione ampliata del JPMorgan EMBI+. Come per l’EMBI+, l’indice EMBI Global include obbligazioni Brady denominate in dollari statunitensi, prestiti ed eurobond con valore nominale in circolazione minimo di USD 500 milioni.

L’indice JP Morgan CEMBI Broad Diversified è un benchmark globale del debito societario liquido dei Mercati Emergenti che replica l’andamento delle obbligazioni societarie denominate in USD emesse da società dei Mercati Emergenti.

L’indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è un benchmark globale liquido, ponderato per la capitalizzazione di mercato, delle obbligazioni societarie dei Mercati Emergenti denominate in dollari USA, rappresentativo delle regioni Asia, America Latina, Europa e Medio Oriente/Africa.

L’indice ISM Manufacturing è basato su indagini condotte presso oltre 300 aziende manifatturiere dall’Institute of Supply Management. L’indice ISM del settore manifatturiero monitora i livelli di occupazione, le scorte di produzione, i nuovi ordini e le consegne dei fornitori. L’indice di diffusione composito è stato creato al fine di monitorare le condizioni del settore manifatturiero nazionale sulla base dei dati risultanti da tali indagini.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Mortgage Backed Securities (MBS) riproduce l’andamento dei titoli pass-through di agenzia garantiti da ipoteche (sia ARM a tasso fisso che ibridi), garantiti da Ginnie Mae (GNMA), Fannie Mae (FNMA) e Freddie Mac (FHLMC). L’indice è costruito aggregando vari gruppi di titoli MBS con regolamento futuro in data da definirsi all’interno di portafogli generali sulla base delle condizioni di rimborso, cedole e anno di emissione. Introdotti nel 1985, gli indici a tasso fisso GNMA, FHLMC e FNMA per i titoli a 30 e 15 anni sono stati rispettivamente retrodatati a gennaio 1976, maggio 1977 e novembre 1982. Nell’aprile del 2007 sono entrati a far parte dell’indice anche i titoli ipotecari pass-through ibridi di agenzia a tasso variabile (ARM).

L’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Corporate è la componente societaria del Barclays Global Aggregate, un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari investment grade globali.

L’indice Nikkei 225 (Japan Nikkei 225) è un indice ponderato per il prezzo

che segue l’andamento delle 225 maggiori società nipponiche quotate

alla Borsa di Tokyo.

L’indice U.S. Dollar (DXY) è un indice che misura il valore del dollar statunitense rispetto a un paniere valute estere, generalmente quelle dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali italiane è seguito dall’indice ufficiale Datastream per l’Italia.

L’indice MSCI World (MSCI developed equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Sviluppati (MS).

L’andamento delle obbligazioni governative decennali spagnole è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Spagna.

The MSCI World Index (MSCI developed equities) captures large and mid-cap representation across 23 developed market (DM) countries.

L’indice ICE BofAML European Currency High-Yield Constrained Index (ICE BofAML Euro HY constrained) è costruito per seguire la performance delle obbligazioni societarie in euro e sterline di qualità inferiore a investment grade emesse da emittenti internazionali nei mercati eurobond o in sterline ed euro locali.

L’indice S&P 500® (U.S. S&P 500) misura la performance del segment delle large cap nel mercato azionario statunitense e copre all’incirca il 75% di tale mercato. L’indice comprende 500 tra le principali società che operano nei settori di punta dell’economia statunitense.

L’indice JPMorgan Government Bond Emerging Markets (JPM External EM Debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei Paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

L’andamento delle obbligazioni governative decennali britanniche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per il Regno Unito. Gli indici di riferimento Datastream per i seguenti titoli di Stato si basano su singole emissioni. L’emissione scelta per ciascuna serie è la più rappresentativa disponibile per una data scadenza in ciascun momento. I titoli di riferimento sono selezionati sulla base delle convenzioni prevalenti all’interno di ciascun mercato. In generale il titolo di riferimento è sempre l’ultima emissione di una data fascia di scadenze, tuttavia vengono considerati anche i rendimenti, la liquidità, le dimensioni dell’emissione e le cedole.

L’andamento delle obbligazioni governative decennali tedesche è seguito dall’indice ufficiale Datastream per la Germania, quello delle obbligazioni governative decennali giapponesi dall’indice ufficiale Datastream per il Giappone e quello delle obbligazioni governative decennali statunitensi (Treasury) dall’indice ufficiale Datastream per gli Stati Uniti.

L’indice ICE BofAML U.S. Mortgage-Backed Securities (ICE BofAML U.S. Mortgage Master) replica la performance dei titoli pass-through garantiti da ipoteche residenziali a tasso fisso e ibridi denominati in dollari, emesis da agenzie statunitensi nel mercato interno Usa.

L’indice S&P/LSTA U.S. Leveraged Loan 100 (S&P/Lsta Leveraged Loan Index) è costruito per replicare l’andamento dei prestiti di maggiore entità del mercato dei prestiti con leva.

L’indice Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate (Bloomberg Barclays Euro IG Corporate) è costruito per replicare l’andamento del mercato delle obbligazioni societarie investment grade denominate in euro.

L’indice Bloomberg Barclays U.S. Corporate (Bloomberg Barclays U.S. IG Corp) è un benchmark generale che misura l’andamento delle obbligazioni societarie investment grade a tasso fisso soggette a imposizione fiscale.

L’indice ICE BofAML United States High Yield Master II Constrained (ICE BofAML U.S. High Yield) è un indice ponderato per il valore di mercato di tutte le obbligazioni domestiche e i bond “Yankee” di grado high yield, comprese le obbligazioni a interesse posticipato e i titoli con pagamento “in natura”. I titoli che lo compongono hanno scadenze di almeno un anno e un rating di credito inferiore a BBB-/Baa3, ma non sono insolventi.

JPY vs. USD – rendimento totale dello yen giapponese rispetto al

dollaro USA.

Euro vs. USD – rendimento totale dell’euro rispetto al dollaro USA.

L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI emerging equities) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di 23 Mercati Emergenti (ME).

L’indice MSCI AC Asia ex-Japan (MSCI Asia ex-Japan) raggruppa titoli rappresentativi di società a media e alta capitalizzazione di due dei tre Mercati Sviluppati asiatici (Giappone escluso) e di otto Mercati Emergenti della regione.

L’indice S&P GSCI Softs (GSCI soft commodities) è un sottoindice dell’S&P GSCI che misura la performance delle soft commodity ponderata per la produzione mondiale. Nel 2012 l’indice S&P GSCI Softs comprendeva le seguenti commodity: caffè, zucchero, cacao e cotone.

L’indice Dow Jones Commodity Gold (Gold) è costruito per seguire l’andamento del mercato dell’oro tramite contratti future.

L’indice JPMorgan Government Bond —Emerging Markets ( JPM local EM debt) replica l’andamento delle obbligazioni in valuta locale emesse dai governi dei Paesi Emergenti. L’indice è posizionato come benchmark investibile che comprende soltanto quei paesi accessibili da gran parte del parterre di investitori internazionali (escluse Cina e India dal settembre 2013).

Il contratto future ICE Brent Crude (greggio Brent) è un contratto EFP (“exchange of futures for physical”) con regolamento futuro e opzione di regolamento per contanti.

L’indice S&P GSCI Copper (Copper) è un sottoindice dell’S&P GSCI, che costituisce un benchmark affidabile e pubblicamente disponibile della performance del mercato del rame.

 

DISTRIBUZIONE

Il presente documento è destinato e sarà distribuito solo ai soggetti residenti nelle giurisdizioni in cui la sua distribuzione disponibilità non sia vietata dalle leggi e normative vigenti.

Regno Unito – Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai – Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania – Morgan Stanley Investment Management Limited, Niederlassung Deutschland Junghofstrasse 13-15 60311 Francoforte, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Italia – Morgan Stanley Investment Management Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited, una società registrata nel Regno Unito, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA), e con sede legale a 25 Cabot Square, Canary Wharf, Londra E14 4QA. Morgan Stanley Investment Management Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, registrata in Italia con codice fiscale e P. IVA 08829360968. Paesi Bassi – Morgan Stanley Investment Management, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: 31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di Morgan Stanley Investment Management Limited. Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority nel Regno Unito. Svizzera – Morgan Stanley & Co. International plc, London, filiale di Zurigo, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (“FINMA”). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Fax: +41(0)44 588 1074.

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USA

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

 

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. La copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley. com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

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Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento. I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori.

I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore o del team d’investimento alla data di redazione del presente materiale, possono variare in qualsiasi momento a causa di cambiamenti delle condizioni economiche o di mercato e potrebbero non realizzarsi. Inoltre, le opinioni non saranno aggiornate né altrimenti riviste per riflettere informazioni resesi disponibili in seguito, circostanze esistenti o modifiche verificatesi dopo la data di pubblicazione. Le tesi espresse non riflettono i giudizi di tutti i team di investimento di Morgan Stanley Investment Management (MSIM), né le opinioni dell’azienda nel suo complesso e potrebbero non trovare riscontro in tutte le strategie e in tutti i prodotti offerti dalla Società.

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