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I sacrifici dei lavoratori durante la pandemia di COVID-19 hanno riportato sotto i riflettori tematiche sociali di lunga data che cominciano ad avere ripercussioni. Alla fine del 2020, il 94% dell'intera forza lavoro mondiale si trovava in paesi in cui erano in atto misure volta alla chiusura dei luoghi di lavoro a causa della pandemia.1 I lavoratori essenziali, quelli in prima linea in settori quali sanità, generi alimentari, prodotti di base, forze dell'ordine e altri servizi fondamentali hanno in gran parte mantenuto inalterata la propria posizione lavorativa. Ma molti hanno affrontato questa difficoltà utilizzando i benefit concessi ai dipendenti, come i congedi per malattia retribuiti. Coloro che lavorano in attività non essenziali hanno dovuto affrontare congedi, difficili transizioni verso gli accordi per il lavoro a distanza o licenziamenti.

 
 

In questa sede vogliamo riflettere su come queste situazioni lavorative si stanno sviluppando in diversi settori e paesi. Non sorprende che ciò possa potenzialmente influire sulla redditività delle aziende e sulle nostre decisioni di investimento.

 

Distribuzione non omogenea tra settori

Nessun settore dell'economia è sfuggito all'impatto del coronavirus, o COVID-19, ma i suoi effetti non sono stati uniformi. Le politiche di riduzione della forza lavoro nei settori industriale e dei beni di consumo discrezionali hanno rappresentato complessivamente quasi il 60% di tutti i dipendenti colpiti in tutto il mondo, rispetto al solo 2% del settore dei beni di prima necessità (Figura 1). Nel complesso, in ogni caso, i lavoratori a basso reddito sono più vulnerabili dei lavoratori con retribuzioni maggiori.

 
 
 
FIGURA 1: Il settore di appartenenza conta
% di dipendenti colpiti dalla riduzione della forza lavoro, società ad alta capitalizzazione in Nord America, EMEA e APAC
 

Fonte: AlphaSense. Dati a luglio 2020.

 
 

SETTORI PIÙ RESISTENTI

  • BENI DI CONSUMO PRIMARI: in generale sono stati i meno colpiti dalle politiche di riduzione della forza lavoro. Molte aziende nel settore dei beni di consumo primari sono ritenute essenziali e quindi sono state costrette a rimanere aperte durante la pandemia. Di conseguenza alcune di queste hanno temporaneamente aumentato il numero di lavoratori, per soddisfare l'impennata della domanda di generi alimentari e altri prodotti di prima necessità avutasi nel corso dei lockdown.
  • AZIENDE TENOLOGICHE: durante tutto l'anno hanno tratto vantaggio dall'intensificarsi della domanda di prodotti e software in grado di facilitare lo smart working. Crediamo che questo nuovo modello di lavoro continuerà a essere adottato, almeno in parte, anche dopo l'emergenza COVID-19.
  •  SALUTE: un altro settore ritenuto essenziale durante la pandemia, traendo beneficio da una maggiore domanda di prodotti/servizi farmaceutici,2 in particolare le società ritenute in una posizione favorevole per fornire efficacemente vaccini contro il COVID-19 nel 2021
     

AZIENDE CON UN MIX DI VULNERABILITÀ

All'interno del settore dei beni di consumo primari, sono presenti alcuni sottosettori che sono stati più vulnerabili agli stravolgimenti portati dal virus. Esiste un divario tra il commercio dei prodotti essenziali e non essenziali, nonché tra i modelli di business tradizionali e l'e-commerce.

  • GENERI ALIMENTARI DI PRIMA NECESSITÀ: ritenuti "essenziali", i negozi che li vendono sono stati mantenuti aperti e quelli con una presenza online hanno avuto un vantaggio competitivo. Ma restare aperti comporta dei costi. In tutti gli aspetti della loro attività, i commercianti hanno dovuto garantire ai dipendenti impegnati in prima linea sicurezza e accesso ulteriore ai benefit non monetari e ai bonus una tantum, perché tali lavoratori erano più vulnerabili al virus per gli spostamenti da e verso i luoghi di lavoro e l'interazione giornaliera con molti clienti.
  • COMMERCIO TRADIZIONALE DI PRODOTTI NON ESSENZIALI in generale quest'anno ha subito un calo. Ma come per i generi alimentari di prima necessità, chi ha potuto vantare solide piattaforme online è rimasto attivo sul mercato e ha mantenuto un vantaggio competitivo, anche se la domanda di alcuni prodotti è diminuita. Per esempio si era previsto che le vendite online avrebbero raggiunto i 189 miliardi di dollari durante le festività natalizie, un aumento del 33% su base annua, con la possibilità di un aumento di ulteriori 11 miliardi di dollari se i negozi fisici restassero chiusi per via di ulteriori restrizioni dovute al COVID-19.3 A causa dei nuovi annunci che estendono gli obblighi a restare a casa e profilano licenziamenti dei dipendenti, ci aspettiamo che questa tendenza continui anche nel 2021, anche in virtù del permanere dell'incertezza per la pandemia e delle regole di distanziamento sociale.
  • E-COMMERCE: è stato meno dipendente dai programmi di congedo governativi a causa dell'aumento degli acquisti online dei prodotti di prima necessità, come generi alimentari, nonché di alcuni beni discrezionali online. Ma le aziende hanno dovuto affrontare diverse controversie sociali relative all'implementazione di insufficienti misure di protezione per il COVID-19, specchio di una cattiva gestione del capitale umano. In alcuni casi, ciò ha influito sulla fiducia dei consumatori nei confronti di queste aziende, cosa che probabilmente ha avuto un effetto negativo sulle valutazioni. Ciò riflette la crescente importanza che i consumatori, e quindi gli investitori, attribuiscono al modo in cui le aziende trattano i propri dipendenti in tutte le situazioni.
     

È interessante notare che i rischi sul capitale umano di queste aziende sono aumentati perché per soddisfare la crescente domanda hanno assunto più lavoratori, quindi ulteriori responsabilità nel salvaguardare il benessere dei dipendenti. Le aziende che perseguono le migliori pratiche hanno implementato permessi retribuiti per coloro che risultano positivi al virus e hanno consentito ai lavoratori di prendersi ferie illimitate non retribuite, senza timore di essere licenziati.4 Le misure a sostegno dei lavoratori hanno incluso anche un aumento delle norme di sicurezza, come l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, la pulizia delle strutture e i test per il COVID-19,5 nonché la compensazione per i maggiori rischi dei lavoratori attraverso l'aumento dei salari.

SETTORI MAGGIORMENTE COLPITI

Una ricerca sulle politiche di licenziamento e assunzione in questo scenario di pandemia, condotta su 200 società globali a elevata capitalizzazione, mostra che i settori ad alta intensità non essenziali, come viaggi e turismo, hanno risentito molto di più delle politiche di riduzione del lavoro legate al COVID-19. I lockdown governativi, le restrizioni ai viaggi e la mancanza di modelli di lavoro flessibili hanno fortemente ridotto la loro attività.6

  • SETTORE AEREO E ALBERGHIERO hanno fatto molto affidamento su programmi di licenziamento finanziati dal governo e altre politiche di riduzione della forza lavoro durante la pandemia. I termini specifici degli accordi variano in base al paese, ma generalmente richiedono sospensioni di dividendi e riacquisto di azioni, con limiti alla remunerazione dei dirigenti.7 Inizialmente questi programmi erano solo temporanei, ma sono stati poi ampliati. I piani di recupero hanno lo scopo di ripristinare la fiducia dei consumatori e supportare i dipendenti attraverso check-in contactless, garanzie per il COVID-19 (ad esempio, eliminazione dalle spese di cancellazione dei voli, voucher, copertura dei costi di quarantena, ecc.), passaporti vaccinali, dispositivi di protezione individuale e protocolli per l'intensificazione della pulizia. Queste misure saranno fondamentali per la ripresa del settore aereo e alberghiero.8
  • VIAGGI E TURISMO hanno sofferto per le restrizioni di viaggio e gli effetti dei lockdown imposti dai governi. Globalmente il turismo è calato del 60% e il dato potrebbe raggiungere l'80% se gli interventi per la ripresa si riveleranno ulteriormente ritardati.9 I divieti dei viaggi istituiti durante l'alta stagione estiva sono stati particolarmente dolorosi per paesi come la Spagna, dove il turismo contribuisce direttamente per quasi il 12% del PIL e il 13,5% dell'occupazione totale; un dato significativamente più alto del contributo diretto del turismo negli Stati Uniti e nella maggior parte degli paesi dell'UE (Figura 2). L'attenzione si è adesso spostata sulla minaccia al turismo invernale, un'importante motore delle attività lavorative nelle Alpi europee, nonché dei viaggi nazionali e internazionali durante il periodo delle festività.
 
 
 
FIGURA 2: Il turismo è una parte significativa delle economie di molti paesi
Contributo diretto del turismo nelle economie OCSE
 

Fonte: Tendenze e politiche del turismo dell'area OCSE, 2020, https://doi.org/10.1787/6b47b985-en

 
 

L'inizio della campagna vaccinale su larga scala ha dato un barlume di speranza a questi settori, facendo intravedere una ripresa per il 2021, ma è ancora troppo presto perché le aziende invertano le politiche di licenziamento e assunzioni che hanno caratterizzato il periodo di pandemia.

Il sostegno della politica

Le risposte politiche dei governi sono state fondamentali per mitigare le tensioni sociali provocate dalla pandemia. Diversi paesi asiatici hanno dimostrato che misure rigorose, implementate con decisione nella fase iniziale, come i lockdown e gli obblighi di test e tracciamento, si sono rivelate molto efficaci. Ma la maggior parte dei governi occidentali è stata molto più lenta ad agire, consentendo al coronavirus di diffondersi velocemente. Le conseguenze sono state la crescita dei tassi di infezione e ulteriori ondate di COVID-19, una maggiore mortalità e un rallentamento dell'attività economica.

Le banche centrali e i governi sono scesi in campo fornendo supporto alle aziende e ai dipendenti il cui futuro era minacciato dai lockdown dovuti al coronavirus. Partendo dalla Federal Reserve, i responsabili politici degli Stati Uniti e di tutti i paesi europei hanno agito rapidamente per mitigare gli sconvolgimenti del mercato del lavoro. La persistenza della pandemia e l'aumento della disoccupazione fanno presagire che nel 2021 e oltre assisteremo al protrarsi degli interventi finanziari e politici in tutto il mondo. Ad esempio, la Banca Centrale Europea ha recentemente annunciato l'intenzione di aumentare ed estendere il suo programma di stimoli per il COVID-19 fino al 2022.10

Poche reti di sicurezza implementate negli Stati Uniti…

A livello regionale, la pandemia ha messo in evidenza il forte divario tra gli Stati Uniti e le altre economie sviluppate. Rispetto all'Europa, dove la disoccupazione è stata contenuta grazie ai programmi di congedo finanziati dal governo a copertura di un'ampia percentuale dei salari dei dipendenti,11 gli Stati Uniti sono stati investiti da una crescita senza precedenti della disoccupazione.

Per questo ad inizio 2020 il governo degli Stati Uniti, attraverso l'estensione del CARES Act, aveva annunciato un pacchetto di stimoli fiscali da 2 trilioni di dollari per sostenere le piccole imprese e i singoli contribuenti, nonché per espandere l'assicurazione contro la disoccupazione.12 Inoltre a dicembre il presidente uscente Trump ha firmato una legge che prevede aiuti economici per la pandemia da 900 miliardi di dollari, attivando un flusso di aiuti a privati e imprese. Nonostante tale misura abbia elargito circa la metà del supporto di marzo 2020, la notizia ha fornito un forte incoraggiamento alle famiglie statunitensi.

Tuttavia, negli Stati Uniti sono presenti relativamente poche reti di sicurezza permanenti rispetto all'Europa. Dei 35 paesi membri dell'OCSE, 32 hanno una forma di assistenza sanitaria universale, mentre la maggior parte degli americani fa affidamento sui propri datori di lavoro per l'assicurazione sanitaria. Secondo la Kaiser Family Foundation,13 una polizza di assicurazione sanitaria media nel 2019 costava alle famiglie statunitensi 21.000 $, di tale importo il 70%, ovvero in media 14.700 $, era pagato dai datori di lavoro. Per un dipendente che guadagna, per esempio, 150.000 $, la percentuale di assicurazione che grava sul datore di lavoro è relativamente piccola rispetto al costo totale del lavoratore. Tuttavia, per un lavoratore con un salario inferiore che guadagna la metà del salario medio, questo costo rappresenta una percentuale molto più elevata dei costi totali relativi all'assunzione, fino al 60%, quindi è meno probabile che i datori di lavoro offrano questa assicurazione.

… specialmente per i lavoratori a basso reddito

Questo impatto asimmetrico determina fattori sfavorevoli per i segmenti a basso reddito della forza lavoro. Secondo il Bureau of Labour Statistics statunitense, solo il 47% dei lavoratori del settore privato nel quartile di reddito più basso ha pagato un congedo per malattia, rispetto al 90% del quartile più alto.14 Queste disparità sono particolarmente evidenti nel settore della vendita al dettaglio, nonché nei servizi alberghieri e ristorazione, che hanno una percentuale relativamente elevata di dipendenti a basso reddito.

La tabella seguente mostra che per un lavoratore statunitense che guadagna 30.000 $ l'anno, il datore di lavoro ha pagato solo 2.652 $ aggiuntivi per i benefit obbligatori, come congedo per malattia retribuito, copertura per l'assistenza all'infanzia, assicurazione sanitaria e assicurazione contro la disoccupazione, meno del 40% della media degli altri paesi del mondo e dei paesi del G7 (Figura 3). Questi benefit sono concessi in maniera sproporzionata ai lavoratori a reddito medio e alto, di solito lavoratori full-time, e purtroppo escludono grandi sacche di forza lavoro, come imprenditori indipendenti, lavoratori part-time o lavoratori autonomi.

 
 
 
FIGURA 3: Sostegno debole per i lavoratori degli Stati Uniti
I sussidi sociali obbligatori pagati dai datori di lavoro negli Stati Uniti sono ben al di sotto della media globale
 

Fonte: UHY Consulting, https://www.uhy.com/employers-now-pay-average-employment-costs-worth-nearly-25-of-employees-salaries/.

 
 

La mancanza di queste reti di sicurezza è stata senza dubbio uno svantaggio competitivo per gli Stati Uniti in termini di capacità di gestire la diffusione del virus e le sue conseguenze socioeconomiche. In prospettiva, con l'entrata in carica dell'amministrazione Biden, probabilmente assisteremo a proposte di rafforzamento della politica sociale, tra cui aumento del salario minimo, congedo per malattia retribuito e maggiore accesso a cure sanitarie a prezzi accessibili.15 Queste misure porterebbero vantaggi a un ampio ventaglio di lavoratori e, grazie alla vittoria dei Democratici, che hanno conquistato il controllo del Senato USA nel ballottaggio in Georgia del 6 gennaio, la nuova amministrazione Biden avrà maggiori possibilità di attuare alcune di queste misure.

Le aziende che hanno anticipato questi cambiamenti politici, ad esempio innalzando già il salario minimo ai consigliati 15 $ l'ora, si troveranno in una posizione privilegiata per gestire gli investimenti aggiuntivi e l'allocazione di capitale richiesta. Riteniamo che di conseguenza tali aziende saranno maggiormente attraenti per gli investitori, sia da un punto di vista finanziario che in una prospettiva ESG.

Investire nei dipendenti è un buon affare

Al di là del supporto dei governi, le aziende hanno anche annunciato diverse misure a sostegno della propria forza lavoro, come bonus per i dipendenti, aumenti salariali temporanei, orari di apertura al dettaglio ridotti o pause aggiuntive durante l'orario di lavoro, nonché miglioramenti nelle politiche di congedo retribuito per malattia. Tuttavia, tutti i segnali mostrano che si tratta di situazioni temporanee in circostanze straordinarie. Le società che sceglieranno di estendere queste misure potranno dimostrarsi leader nella gestione del capitale umano.

In "Different People: Human Capital Management and Diversity",16 pubblicato nel 2018, abbiamo stabilito un collegamento tra la gestione del capitale umano, la soddisfazione dei dipendenti e la redditività di un'azienda. Le aziende che offrono miglioramenti aggiuntivi e permanenti alle misure di protezione dei dipendenti devono sostenere dei costi, ma crediamo che questi costi saranno più che ricompensati dai benefici di lungo termine per dipendenti, datori di lavoro e azionisti.

Un incentivo agli investimenti sostenibili

Nonostante gli innumerevoli problemi causati dalla pandemia di COVID-19, gli investimenti sostenibili sembrano averne tratto vantaggio. Durante le prime fasi della pandemia, gli investitori cercavano "porti sicuri" negli investimenti ESG. Questa tendenza è continuata nel terzo trimestre, con flussi record di 476 miliardi di dollari in fondi sostenibili a novembre 2020 (+ 31% rispetto a ottobre).17

L'Europa è stata storicamente il mercato dominante per patrimonio in gestione sostenibile e ha continuato ad attrarre la maggior parte degli afflussi globali, ben l'83% degli 1,3 trilioni di dollari di AUM totali, ma gli Stati Uniti, tra ottobre e novembre, hanno registrato una crescita del + 140%.18 Prevediamo una continua crescita significativa degli investimenti ESG negli Stati Uniti, poiché si prevede che l'amministrazione Biden sosterrà l'introduzione di norme finanziarie e sul clima più sostenibili, ad esempio aprendo nuove opportunità di investimento nelle energie rinnovabili e pulite.

Anche molti fondi ESG hanno sovraperformato le loro controparti tradizionali19 durante il periodo di forte volatilità del 2020. In molti casi, le loro posizioni di forza nella tecnologia e nella sanità, i due settori economici che hanno beneficiato maggiormente della pandemia, hanno contribuito ad alimentare la performance.20 Così il tradizionale sottopeso nei settori ad elevata intensità di anidride carbonica, come l'energia e i servizi di pubblica utilità, che hanno avuto performance relativamente deboli. Scegliendo investimenti orientati ai criteri ESG, gli investitori ottengono un'esposizione a società che gestiscono meglio i rischi e le opportunità offerte in ottica ESG, compresi quelli relativi al capitale umano. In periodi di intensa volatilità del mercato, una migliore gestione del rischio può tradursi in controversie meno rilevanti, aumentando in definitiva il potenziale per aiutare a preservare capitale e generare migliori rendimenti.

Influenzare i risultati sociali

Le decisioni prese dalle aziende in risposta alla pandemia avranno effetti finanziari e di reputazione di lungo termine. Attraverso un impegno selettivo con i dirigenti aziendali, miriamo a influenzare le politiche e le pratiche di gestione del capitale umano e altre questioni sociali. Utilizzando come guida il quadro di risposta al COVID-19 del PRI21, le nostre priorità si sono concentrate sulle aziende che non riescono a gestire le crisi o che consentono ad attività dannose di persistere o addirittura peggiorare durante la crisi.

Le metriche sociali sono più qualitative e più difficili da misurare rispetto alle questioni ambientali o di governance. Ciononostante, la pandemia ha portato a una rinnovata attenzione al pilastro sociale dei criteri ESG e ad una maggiore pressione sulle aziende per migliorare la disclosure relativa al capitale umano.

A nostro avviso, questo è uno sviluppo positivo per le aziende, i loro dipendenti e azionisti. Anche dopo la pandemia, continueremo a collaborare con i consigli di amministrazione per migliorare le loro pratiche di gestione e comunicazione delle questioni sociali.

 
 

1 International Labour Organization delle Nazioni Unite, "ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. Sixth edition", pubblicato il 23 settembre 2020.

2 McKinsey & Company, "The great acceleration", luglio 2020, https://www.mckinsey.com/business-functions/strategy-and-corporate-finance/our-insights/the-great-acceleration#.

3 Blog Adobe, "Adobe forecasts $189 billion U.S. online sales this holiday season", ottobre 2020, https://blog.adobe.com/en/publish/2020/10/28/adobe-forecasts-189-billion-us-online-sales-this-holiday-season.html#gs.o5fula.

4 Josh Dzieza, "A seventh Amazon employee dies of COVID-19 as the company refuses to say how many are sick", The Verge, maggio 2020, https://www. theverge.com/2020/5/14/21259474/amazon-warehouse-worker-death-indiana.

5 Cameron Faulkner, "Amazon says it’ll spend $4 billion or more dealing with COVID-19", The Verge, aprile 2020, https://www.theverge.com/2020/4/30/21243112/amazon-q1-2020-earnings-covid-19-coronavirus-jeff-bezos.

6 AlphaSense, "294 Companies’ Pandemic Layoff and Hiring Policies", luglio 2020, 201 Companies’ Pandemic Layoff and Hiring Policies.

7 Morgan Stanley, COVID-19 Corporate ESG Tracker, aprile 2020.

8 McKinsey & Company, "The way back: What the world can learn from China’s travel restart after COVID-19", maggio 2020, https://www.mckinsey.com/ industries/travel-logistics-and-transport-infrastructure/our-insights/the-way-back-what-the-world-can-learn-from-chinas-travel-restart-after-covid-19.

9 OECD, "Tourism Policy Responses to the coronavirus (COVID-19)", giugno 2020, https://www.oecd.org/coronavirus/policy-responses/tourism-policy-responses-to-the-coronavirus-covid-19-6466aa20/.

10 "ECB flags more stimulus ahead as financial conditions tighten", Financial Times, https://www.ft.com/content/9912df16-ca58-4157-9b62-187b368862d0.

11 "Focus Europe: COVID-19 dbDIG survey: The impact on households (6) — Furloughed workers".

12 Morgan Stanley Research, "Global Weekly COVID-19 Impact Update: October 2, 2020".

13 KFF, 2019 Employer Health Benefits Survey, Settembre 2019, https://www.kff.org/report-section/ehbs-2019-summary-of-findings/.

14 U.S. Bureau of Labor Statistics.

15 Morgan Stanley Research, Sostenibilità, "2020 Election: Social Policy Implications — A Look at Labour and Health Care".

16 Morgan Stanley Investment Management, "Different People: Human Capital Management and Diversity", settembre 2018.

17 Morgan Stanley Research, "Sustainability & ESG in 2021: Key Themes and 15 Stocks to Buy", dicembre 2020.

18 Morgan Stanley Research, "ESG Monthly Market Trends", novembre 2020.

19 I rendimenti passati non costituiscono garanzia dei risultati futuri. Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, "Sustainable Reality: 2020 Update".

20 Morningstar, "How Does European Sustainable Funds’ Performance Measure Up?" Giugno 2020.

21 UN PRI, "How responsible investors should respond to the COVID-19 coronavirus crisis"

 
 

Considerazioni sui rischi

Le strategie ESG che incorporano investimenti a impatto e/o fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) potrebbero generare una performance relativa che si discosta da quella di altre strategie o benchmark generali a seconda del gradimento del mercato verso tali settori o investimenti. Di conseguenza, non vi è alcuna garanzia che le strategie ESG possano realizzare una migliore performance degli investimenti.

Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo d’investimento della strategia venga raggiunto. I portafogli sono esposti al rischio di mercato, ovvero alla possibilità che il valore di mercato dei titoli detenuti dal portafoglio diminuisca e che il valore delle azioni del portafoglio sia conseguentemente inferiore all’importo pagato dall’investitore per acquistarle. Di conseguenza, l’investimento in questo portafoglio può comportare una perdita per l’investitore. Inoltre, la strategia può essere esposta ad alcuni rischi aggiuntivi. Esiste il rischio che, in base alle effettive condizioni di mercato, la metodologia e le ipotesi di asset allocation elaborate dal Consulente per i portafogli sottostanti si rivelino errate e che il portafoglio non raggiunga il suo obiettivo d’investimento. I corsi azionari tendono inoltre a essere volatili e la possibilità di subire perdite è significativa. Gli investimenti del portafoglio in certificati legati alle materie prime comportano rischi notevoli, ivi compreso il rischio di un sensibile deprezzamento del capitale investito. In aggiunta ai rischi inerenti alle materie prime, tali investimenti sono esposti a rischi specifici, quali il rischio di perdita di capitale e interessi, l’assenza di un mercato secondario e il rischio di livelli superiori di volatilità, che non interessano i tradizionali titoli azionari e di debito. Le oscillazioni dei cambi potrebbero annullare i guadagni generati dagli investimenti o accentuare le perdite. I titoli obbligazionari sono soggetti alla capacità dell’emittente di rimborsare puntualmente capitale e interessi (rischio di credito), alle variazioni dei tassi d’interesse (rischio di tasso d’interesse), al merito di credito dell’emittente e alle condizioni generali di liquidità del mercato (rischio di mercato). In un contesto di tassi d’interesse in rialzo, i corsi obbligazionari possono calare e dar luogo a periodi di volatilità e a maggiori richieste di rimborso. In un contesto di calo dei tassi d’interesse, il Portafoglio potrebbe generare un reddito inferiore. I titoli con scadenze più lunghe possono essere maggiormente sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse. Le valutazioni dei titoli azionari tendono in genere a oscillare anche in risposta a eventi specifici in seno a una determinata società. Gli investimenti nei mercati esteri comportano rischi specifici, quali rischi di cambio, politici, economici e di mercato. I titoli delle società a bassa capitalizzazione comportano rischi particolari, come l’esiguità delle linee di prodotto, dei mercati e delle risorse finanziarie, e possono registrare una maggiore volatilità di mercato rispetto a quelli di società più consolidate di dimensioni maggiori. I rischi associati agli investimenti nei mercati emergenti sono maggiori di quelli associati agli investimenti nei mercati sviluppati esteri. Le azioni degli exchange traded funds (ETF) comportano molti dei rischi associati agli investimenti diretti in azioni ordinarie od obbligazioni e il loro valore di mercato oscilla al variare del valore dell’indice sottostante. Investendo in ETF e in altri Fondi d’investimento, il portafoglio assorbe sia le proprie spese che quelle degli ETF e dei Fondi d’investimento nei quali investe. La domanda e l’offerta di ETF e di Fondi d’investimento potrebbero non essere correlate a quelle dei titoli sottostanti. Gli strumenti derivati possono essere illiquidi, amplificare in misura più che proporzionale le perdite e avere un impatto negativo potenzialmente rilevante sulla performance del portafoglio. L’uso della leva finanziaria può accentuare la volatilità del Portafoglio. La diversificazione non protegge dalle perdite in un particolare mercato, tuttavia permette di distribuire il rischio tra le varie classi di attività.

 
andrew.harmstone
Managing Director
Global Balanced Risk Control Team
 
 
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DEFINIZIONI

Il Prodotto interno lordo (PIL) è il valore monetario di tutte le merci finite e di tutti i servizi prodotti all’interno dei confini di un Paese in un dato lasso di tempo. Comprende tutti i consumi pubblici e privati, la spesa pubblica, gli investimenti e le esportazioni nette. Gli indici non sono gestiti e non includono spese, commissioni o oneri di vendita. Non è possibile investire direttamente in un indice. Tutti gli indici cui si fa riferimento nel presente documento sono proprietà intellettuale (inclusi i marchi commerciali registrati) dei rispettivi licenzianti. Eventuali prodotti basati su un indice non sono in alcun modo sponsorizzati, approvati, venduti o promossi dal rispettivo licenziante e il licenziante declina ogni responsabilità in merito. L’indice MSCI India misura la performance dei segmenti ad alta e media capitalizzazione del mercato indiano. L’Indice MSCI All Country Asia Ex-Japan è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari della regione asiatica, Giappone escluso. La performance dell’indice è espressa in dollari USA e prevede il reinvestimento dei dividendi netti. L’indice MSCI Emerging Markets (MSCI EM) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato e corretto per il flottante che misura la performance del mercato azionario dei Paesi Emergenti. L’MSCI Emerging Markets Latin America Index è un indice della capitalizzazione di mercato corretta per il flottante che misura la performance dei listini azionari dei mercati emergenti latinoamericani. L’MSCI Emerging Markets Latin America Index è composto dai seguenti 5 indici di Paesi dei Mercati Emergenti: Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù. L’indice Bloomberg Barclays Global High Yield Index è un indice ad ampia base rappresentativo dei mercati obbligazionari high yield globali. È composto dagli indici Bloomberg Barclays U.S. High Yield, Pan-European High Yield, U.S. Emerging Markets High Yield e Pan-European Emerging Markets High Yield.

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La presente pubblicazione non è stata redatta dal Dipartimento di ricerca di Morgan Stanley e non è da intendersi quale raccomandazione di ricerca. Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono state predisposte in conformità a requisiti di legge finalizzati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non sono soggette ad alcun divieto di negoziazione prima della diffusione dei risultati di tali ricerche.

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DISTRIBUZIONE

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Irlanda: MSIM Fund Management (Ireland) Limited. Sede legale: The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. Società registrata in Irlanda come private company limited by shares con il numero 616661. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Regno Unito Morgan Stanley Investment Management Limited è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrata in Inghilterra. N. di registrazione: 1981121. Sede legale: 25 Cabot Square, Canary Wharf, London E14 4QA, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Dubai: Morgan Stanley Investment Management Limited (Representative Office, Unit Precinct 3-7th Floor-Unit 701 and 702, Level 7, Gate Precinct Building 3, Dubai International Financial Centre, Dubai, 506501, Emirati Arabi Uniti. Telefono: +97 (0)14 709 7158). Germania –  MSIM Fund Management (Ireland) Limited Niederlassung Deutschland, Grosse Gallusstrasse 18, 60312, Francoforte sul Meno, Germania (Gattung: Zweigniederlassung (FDI) gem. § 53b KWG). Italia: MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) è una filiale di MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale al The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited Milan Branch (Sede Secondaria di Milano) con sede in Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, 20121 Milano, Italia, registrata in Italia con numero di società e P. IVA 11488280964. Paesi Bassi: MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Rembrandt Tower, 11th Floor Amstelplein 1 1096HA, Paesi Bassi. Telefono: +31 2-0462-1300. Morgan Stanley Investment Management è una filiale di MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Francia – MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale al The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson's Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Paris Branch (Sede Secondaria di Parigi) con sede legale in 61 rue Monceau 75008 Parigi, Francia, è registrata in Francia con numero di società 890 071 863 RCS. Spagna – MSIM Fund Management (Irlanda) Limited, Sucursal en España (Sede Secondaria per la Spagna) è una società registrata in Irlanda, regolamentata dalla Central Bank of Ireland e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited, Sucursal en España con sede in Calle Serrano 55, 28006, Madrid, Spagna, è registrata in Spagna con codice di identificazione fiscale W0058820B. Svizzera:  Morgan Stanley & Co. International plc, London, Zurich Branch, autorizzata e regolamentata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Iscritta al Registro di commercio di Zurigo CHE-115.415.770. Sede legale: Beethovenstrasse 33, 8002 Zurigo, Svizzera, telefono +41 (0) 44 588 1000. Fax: +41(0) 44 588 1074.  

Stati Uniti

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. Nei conti separati gestiti in base alla strategia illustrata sono inseriti diversi valori mobiliari; essi potrebbero non replicare la performance di un indice. Si prega di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e gli oneri della strategia prima di effettuare investimenti. È richiesto un livello patrimoniale minimo. Il modulo ADV, Parte 2, contiene informazioni importanti sul gestore degli investimenti.

Prima di investire si consiglia di valutare attentamente gli obiettivi d'investimento, i rischi, le commissioni e le spese dei comparti. I prospetti contengono queste e altre informazioni sui comparti. Una copia del prospetto può essere scaricata dal sito morganstanley.com/im o richiesta telefonando al numero +1-800-548-7786. Si prega di leggere attentamente il prospetto prima di investire.

Morgan Stanley Distribution, Inc. è il distributore dei Fondi Morgan Stanley.

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Canada: Uso consentito solo con “Permitted Clients” ai sensi del diritto canadese. Vietato l’utilizzo con il pubblico. Questa presentazione viene diffusa in Canada da Morgan Stanley Investment Management Inc. (“MSIM”), che svolge le proprie attività in Canada ai sensi della International Adviser Exemption e della International Investment Fund Manager Exemption. Questa presentazione non costituisce un’offerta di servizi di consulenza d’investimento laddove l’esenzione per consulenti d’investimento non è prevista. MSIM può fornire consulenza solo a conti a gestione separata di “Permitted Clients” e può gestire unicamente conti investiti in emittenti non canadesi. Per “Permitted Clients” si intendono i soggetti definiti nel Canadian National Instrument 31-103 che, in linea generale, includono istituti finanziari o persone fisiche canadesi con attività finanziarie per 5 milioni di dollari canadesi (CAD) e persone giuridiche con un patrimonio netto minimo di 25 milioni di dollari canadesi (CAD). I Permitted Clients possono investire solo in un conto a gestione separata, cui si fa riferimento in questa presentazione, sottoscrivendo con MSIM un mandato di gestione degli investimenti, di cui la presente non fa parte. I materiali che descrivono le competenze in materia d’investimento, le strategie e/o altri aspetti dei conti a gestione separata gestiti da MSIM possono essere forniti su richiesta per la valutazione dei servizi di consulenza d’investimento disponibili, offerti da MSIM. MSIM e alcune consociate possono rivestire il ruolo di gestori di portafoglio per i conti a gestione separata descritti in questa presentazione e possono rivendicare il pagamento di commissioni in relazione a tale attività.

Hong Kong: Il presente documento è stato pubblicato da Morgan Stanley Asia Limited per essere utilizzato a Hong Kong e reso disponibile esclusivamente ai “professional investor” (investitori professionali) ai sensi delle definizioni contenute nella Securities and Futures Ordinance di Hong Kong (Cap 571). Il suo contenuto non è stato verificato o approvato da alcuna autorità di vigilanza, ivi compresa la Securities and Futures Commission di Hong Kong. Di conseguenza, fatte salve le esenzioni eventualmente previste dalle leggi applicabili, questo documento non può essere pubblicato, diffuso, distribuito, indirizzato o reso disponibile al pubblico a Hong Kong. Singapore – Il presente documento non deve essere considerato come un invito a sottoscrivere o ad acquistare, direttamente o indirettamente, destinato al pubblico o a qualsiasi soggetto di Singapore che non sia (i) un “institutional investor” ai sensi della Section 304 del Securities and Futures Act, Chapter 289 di Singapore (“SFA”), (ii) una “relevant person” (che comprende un investitore accreditato) ai sensi della Section 305 dell’SFA, fermo restando che anche in questi casi la distribuzione viene effettuata nel rispetto delle condizioni specificate dalla Section 305 dell’SFA o (iii) altri soggetti, in conformità e nel rispetto delle condizioni di qualsiasi altra disposizione applicabile emanata dalla SFA. La presente pubblicazione non è stata esaminata dalla Monetary Authority of Singapore. Australia – La presente pubblicazione è diffusa in Australia da Morgan Stanley Investment Management (Australia) Pty Limited ACN: 122040037, AFSL No. 314182, che si assume la responsabilità dei relativi contenuti. Questa pubblicazione e l’accesso alla stessa sono destinati unicamente ai “wholesale client” conformemente alla definizione dell’Australian Corporations Act.

Taiwan – Questo materiale viene fornito a scopo esclusivamente informativo e non costituisce una sollecitazione ove tale sollecitazione è vietata dalla legge. Non tutti i prodotti menzionati nella presente comunicazione sono stati registrati presso il Securities and Futures Bureau della Financial Supervisory Commission di Taiwan, Repubblica di Cina (“ROC”) ai sensi delle leggi e delle normative vigenti in materia di valori mobiliari. Tali prodotti possono essere resi disponibili nella ROC solo se (a) sono registrati per la vendita al pubblico nella ROC o (b) sono resi disponibili per il collocamento privato a istituti finanziari specifici e altre persone fisiche e giuridiche idonee ai sensi delle disposizioni in materia di collocamento privato di cui alla normativa della ROC che disciplina i fondi esteri.

Corea – Il presente documento non costituisce un’offerta di valori mobiliari in Corea e non deve essere in alcun caso interpretato come tale. Non si garantisce l’idoneità dei destinatari del presente documento ai sensi delle leggi coreane, compresi, a mero titolo esemplificativo, la Legge sulle transazioni valutarie e i relativi regolamenti. Il fondo o fondi menzionati nel presente documento non sono necessariamente registrati presso la Financial Services Commission coreana ai sensi del Financial Investment Services and Capital Markets Act e non possono essere offerti, direttamente o indirettamente, in Corea o a qualsivoglia residente coreano se non in conformità alle leggi e ai regolamenti vigenti in Corea.

Giappone: Il presente documento è destinato ai soli investitori professionali e viene diffuso o distribuito unicamente a scopi informativi. Per i destinatari che non siano investitori professionali, il presente documento viene fornito in relazione alle attività di Morgan Stanley Investment Management (Japan) Co., Ltd. (“MSIMJ”) concernenti i mandati di gestione discrezionale degli investimenti (“IMA”) e i mandati di consulenza di investimento (“IAA”) e non costituisce una raccomandazione o sollecitazione di transazioni od offerte relative a uno strumento finanziario specifico. In base ai mandati discrezionali di gestione degli investimenti, il cliente stabilisce le politiche di gestione di base in anticipo e incarica MSIMJ di prendere tutte le decisioni di investimento sulla base di un’analisi del valore e di altri fattori inerenti ai titoli e MSIMJ accetta tale incarico. Il cliente delega a MSIMJ i poteri necessari per effettuare gli investimenti. MSIMJ esercita tali poteri delegati sulla base delle decisioni d’investimento prese da MSIMJ e il cliente non impartisce istruzioni individuali. Tutti gli utili e le perdite degli investimenti spettano ai clienti; il capitale iniziale non è garantito. Si raccomanda di valutare gli obiettivi d’investimento e le tipologie di rischio prima di effettuare un investimento. La commissione applicabile ai mandati di gestione discrezionali o di consulenza d’investimento si basa sul valore degli attivi in questione moltiplicato per una determinata aliquota (il limite massimo è il 2,20% annuo inclusivo d’imposta), calcolata proporzionalmente alla durata del periodo contrattuale. Alcune strategie sono soggette a una commissione condizionata (contingency fee) in aggiunta a quella sopra menzionata. Potrebbero essere applicati altri oneri indiretti, come ad esempio le commissioni di intermediazione per l’acquisto di titoli inglobati in altri strumenti. Poiché questi oneri e spese variano a seconda delle condizioni contrattuali e di altri fattori, MSIMJ non è in grado di illustrare in anticipo aliquote, limiti massimi, ecc. Si raccomanda a tutti i clienti di leggere attentamente la documentazione fornita in vista della stipula del contratto prima di sottoscriverne uno. Il presente documento è distribuito in Giappone da MSIMJ, n. registrazione 410 (Director of Kanto Local Finance Bureau (Financial Instruments Firms)), membro di: Japan Securities Dealers Association, The Investment Trusts Association, Giappone, Japan Investment Advisers Association e Type II Financial Instruments Firms Association.

NOTA INFORMATIVA

EMEA: La presente comunicazione di marketing è stata pubblicata da MSIM Fund Management (Ireland) Limited. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è autorizzata e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. MSIM Fund Management (Ireland) Limited è una private company limited by shares di diritto irlandese, registrata con il numero 616661 e con sede legale in The Observatory, 7-11 Sir John Rogerson’s Quay, Dublin 2, D02 VC42, Irlanda.

Poiché non è possibile garantire che le strategie d’investimento risultino efficaci in tutte le condizioni di mercato, ciascun investitore deve valutare la propria capacità di mantenere l’investimento nel lungo termine e in particolare durante le fasi di ribasso dei mercati. Prima di investire, si raccomanda agli investitori di esaminare attentamente i documenti d’offerta relativi alla strategia/al prodotto. Vi sono importanti differenze nel modo in cui la strategia viene realizzata nei singoli veicoli d’investimento.

I conti a gestione separata potrebbero non essere adatti a tutti gli investitori. I conti separati gestiti in base alla Strategia illustrata comprendono diversi valori mobiliari e potrebbero non replicare la performance di un indice. Si raccomanda di valutare attentamente gli obiettivi d’investimento, i rischi e i costi della Strategia prima di effettuare un investimento.

Il presente documento è da intendersi come una comunicazione generale non imparziale, redatta esclusivamente a scopi informativi ed educativi, che non costituisce un’offerta o raccomandazione per l’acquisto o la vendita di valori mobiliari o l’adozione di una specifica strategia d’investimento. Le informazioni ivi contenute non tengono conto delle circostanze personali del singolo investitore e non rappresentano una consulenza d’investimento, né vanno in alcun modo interpretate quale consulenza fiscale, contabile, legale o normativa. A tal fine, nonché per conoscere le implicazioni fiscali di eventuali investimenti, si raccomanda agli investitori di rivolgersi a consulenti legali e finanziari indipendenti prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

Ove non diversamente indicato nel presente documento, le opinioni e i giudizi espressi sono quelli del team di gestione del portafoglio, sono basati sui dati disponibili alla data di redazione e non in date future e non saranno aggiornati né altrimenti rivisti per riflettere informazioni resesi disponibili in un momento successivo o circostanze o modifiche sopraggiunte successivamente alla data di pubblicazione.

Le previsioni e/o stime fornite sono soggette a variazioni e potrebbero non realizzarsi. Le informazioni concernenti i rendimenti attesi e le prospettive di mercato si basano sulla ricerca, sull’analisi e sulle opinioni degli autori. Tali conclusioni sono di natura speculativa, potrebbero non realizzarsi e non intendono prevedere la performance futura di alcun prodotto specifico di Morgan Stanley Investment Management.

MSIM non ha autorizzato gli intermediari finanziari a utilizzare e distribuire il presente documento, a meno che tale utilizzo e distribuzione avvengano in conformità alle leggi e normative vigenti.

Inoltre, gli intermediari finanziari sono tenuti ad assicurarsi che le informazioni contenute nel presente documento siano adatte ai soggetti a cui trasmettono il presente documento alla luce delle circostanze e degli obiettivi di costoro. MSIM non può essere ritenuta responsabile e declina ogni responsabilità in merito all’utilizzo proprio o improprio del presente documento da parte degli intermediari finanziari.

Il presente documento non può essere riprodotto, copiato o trasmesso, integralmente o in parte, e i suoi contenuti non possono essere divulgati a terzi, senza l’esplicito consenso scritto di MSIM.

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